Con le cifre di Barry Callebaut comincia oggi in grande stile in Svizzera la nuova stagione dei risultati aziendali. Non si parte bene: la società zurighese numero uno al mondo nella produzione di cioccolato ha visto calare i volumi di vendita. L'impresa ha anche ritoccato al ribasso gli obiettivi e la borsa non ha apprezzato.
Stando ai dati diffusi in mattinata nei primi nove mesi dell'esercizio 2024/2025 (periodo settembre-maggio, nella contabilità aziendale) sono state smerciate 1,6 milioni di tonnellate di cioccolato, con una contrazione del 6,3% su base annua. La flessione è superiore alle attese degli analisti, che in media si aspettavano una diminuzione del 5,1%.
Sulla scia dell'aumento del prezzo del cacao il fatturato è invece fortemente salito: i ricavi si sono attestatati a 10,9 miliardi di franchi, con un un balzo del 50%. In valuta locali la progressione è addirittura del 57%. Il risultato è stato principalmente ottenuto grazie a un modello flessibile di determinazione dei prezzi con cui l'impresa è riuscita a trasferire sui propri clienti il forte rincaro della materia prima.
"Negli ultimi 18 mesi il nostro settore ha affrontato una crisi e una volatilità senza precedenti", afferma il Ceo Peter Feld, citato in un comunicato. Vista la situazione la dirigenza prevede ora, per l'insieme dell'esercizio, una contrazione dei volumi del 7%, più di quanto ipotizzato in precedenza. In una conferenza telefonica Feld ha poi sottolineato che la politica americana dei dazi e l'incertezza economica ad essa associata stanno avendo un grave impatto sui clienti: essi sono estremamente insicuri e preoccupati, cosa che si riflette nella loro propensione a ordinare merce.
Gli investitori non hanno per nulla apprezzato la novità odierne: sul mercato di Zurigo in mattinata l'azione della società perdeva il 13% rispetto alla chiusura di ieri. Dall'inizio dell'anno il corso è sceso del 31% e fortemente negative sono anche le performance sull'arco di dodici mesi (-48%) e di un lustro (-55%).
Barry Callebaut ha sede a Zurigo ed è nata nel 1996 dalla fusione fra la società belga Callebaut e l'impresa francese Cacao Barry, ma si ritiene figlia di una tradizione che ha più di 175 anni. Dal 1998 è quotata alla borsa svizzera. Oggi dispone di 60 stabilimenti in decine di paesi e impiega più di 13'000 persone. L'azienda rifornisce l'intero settore alimentare, dai produttori globali e locali agli artigiani e professionisti quali cioccolatieri, pasticceri, fornai, hotel, ristoranti o ditte di catering. Barry Callebaut è quindi una tipica azienda B2B (business-to-business, cioè un fornitore di altre imprese, non direttamente dei consumatori).