Svizzera

Cinquant’anni fa, la protesta che gettò il seme per la nascita del movimento antinucleare svizzero

Il 1° aprile 1975 iniziò l’occupazione del cantiere dove sarebbe dovuta sorgere la centrale atomica di Kaiseraugst

Kaiseraugst, 1 aprile 1975
(Keystone)
1 aprile 2025
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Cinquant'anni fa – il primo aprile 1975 – iniziò l'occupazione del cantiere dove sarebbe dovuta sorgere la centrale atomica di Kaiseraugst (AG). Avviata da circa 500 attivisti, l'azione di protesta durò undici settimane e provocò, 14 anni più tardi, l'abbandono definitivo del progetto. Sabato a Basilea si terrà una manifestazione commemorativa.

Era un freddo martedì di Pasqua quando circa 500 oppositori del nucleare occuparono il sito alla periferia di Basilea: in soli cinque giorni il numero di manifestanti salì a 15'000. Per ospitarli fu costruito un villaggio di tende e capanne di legno con materiali offerti da contadini e artigiani della regione.

Con questa azione illegale, gli attivisti impedirono che i lavori di scavo, iniziati inaspettatamente il 24 marzo, continuassero dopo il fine settimana pasquale. Il movimento "Gewaltfreie Aktion Kaiseraugst (GAK, "Azione non violenta Kaiseraugst") ricevette anche un sostegno politico. I parlamenti cantonali di Basilea Città e Basilea Campagna si dichiararono contrari al progetto di una nuova centrale.

Nascita di un movimento

Questa occupazione segnò pure l'inizio del movimento antinucleare in Svizzera. Dopo il disastro atomico di Chernobyl dell'aprile 1986, i politici svizzeri si resero conto che la costruzione di una nuova centrale non poteva essere imposta e il progetto fu accantonato nell'autunno del 1988.

Per ricordare quella che viene considerata come l'azione chiave del movimento antiatomico svizzero, gli attivisti dell'epoca hanno ricordato oggi il successo dell'opposizione alla centrale. Sabato a Basilea si terrà invece un evento commemorativo per il 50esimo anniversario.

Moratoria

Nel 1990, il popolo svizzero votò a favore di una moratoria di dieci anni sulla costruzione di nuove centrali nucleari. L'ultima a essere costruita fu Leibstadt (AG). L'impianto fu collegato alla rete nel dicembre 1984. Dal canto suo, la centrale di Mühleberg (BE) è stata definitivamente messa fuori servizio il 20 dicembre 2019, dopo 47 anni di attività.

Il 21 maggio 2017, sei anni dopo il disastro nucleare di Fukushima, il 58,2% del popolo svizzero ha approvato la nuova Strategia energetica 2050, che prevede una graduale uscita dal nucleare. Il dibattito è stato riacceso nel 2024 dal campo borghese e dall'iniziativa popolare "Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)". Anche il Consiglio federale si è dichiarato favorevole all'abolizione del divieto di costruire nuove centrali nucleari.