Svizzera

Pressioni su tibetani e uiguri? La Cina respinge le accuse

Pechino ha bollato come ‘false’ le informazioni contenute nel rapporto adottato mercoledì dal Consiglio federale

Ginevra, 10 marzo 2021: manifestazione di tibetani residenti in Svizzera
(Keystone)
13 febbraio 2025
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Il Ministero degli esteri cinese ha respinto il rapporto del Consiglio federale divulgato ieri secondo cui ci sono alte probabilità che Pechino eserciti pressioni su uiguri e tibetani che vivono in Svizzera. Le informazioni sono state bollate come "false".

Stando al rapporto governativo, stilato in risposta a un postulato del Parlamento, la Cina "molto probabilmente incoraggia i tibetani e gli uiguri in Svizzera a spiare e a fare pressione sui membri delle loro stesse comunità". Ci sono indizi di sorveglianza sistematica, fotografie e riprese di attivisti politici.

La sorveglianza delle comunità tibetane in Svizzera e in altri Paesi assume varie forme, prosegue il documento. Ad esempio, i raduni sono monitorati dai servizi segreti cinesi. Gli agenti si fingono giornalisti, turisti o studenti. Il problema si pone anche per gli uiguri, che però sono relativamente pochi nella Confederazione.

La risposta di Pechino non si è fatta attendere. Oggi, un portavoce del Ministero degli esteri ha affermato durante una conferenza stampa che il governo svizzero è obbligato a "rispettare gli interessi fondamentali della Cina e a smettere di diffondere false informazioni al mondo esterno".

"La manipolazione politica delle questioni del Tibet e dello Xinjiang e la denigrazione della Cina contraddicono i fatti", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato dall'agenzia francese Afp.

Il rapporto dell'esecutivo si basa su una ricerca dell'Università di Basilea. Per il Consiglio federale, le conseguenze dello spionaggio e dei tentativi di pressione transnazionali non sono facilmente riconoscibili, ma a lungo termine rappresentano una minaccia significativa per la sovranità della Svizzera.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali