tribunale penale federale

Chiesto l’ergastolo per il gambiano Sonko

Per il ministero pubblico non ci sono dubbi che l'ex ministro dell'Interno sia colpevole di assassini, torture, stupri e crimini contro l'umanità

La protesta dei parenti delle vittime
(Keystone)

La procuratrice della Confederazione ha chiesto la detenzione a vita per l'ex ministro dell'interno del Gambia Ousman Sonko. Quest'ultimo deve essere condannato per crimini ripetuti contro l'umanità, secondo l'accusa.

Per il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), non ci sono dubbi che Sonko sia colpevole di assassini, torture, stupri e violazioni del diritto all'autodeterminazione sessuale qualificabili come crimini contro l'umanità. La procuratrice pubblica ha inoltre chiesto che all'imputato sia vietato di mettere piede in Svizzera per 15 anni, ovvero la durata massima possibile in caso di espulsione.

Attacco sistematico

Nel corso dell'arringa davanti al Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona, la procuratrice ha sottolineato che l'ex ministro è stato corresponsabile di atti commessi da un gruppo che gravitava attorno a Yahya Jammeh, all'epoca dei fatti presidente del Gambia. Le infrazioni vanno iscritte nel quadro di un attacco sistematico contro la popolazione civile dello Stato africano.

Dall'inizio del processo in gennaio, Sonko ha sempre respinto tutte le accuse e si è dichiarato innocente, affermando di non sapere nulla delle azioni di cui è accusato. Secondo la procuratrice pubblica, durante le indagini l'imputato si è mostrato solo parzialmente collaborativo.

Processo storico

Durante il dibattimento odierno è stato ribadito che si tratta di un processo storico in quanto è la prima volta che un ex ministro degli interni viene processato per crimini contro l'umanità in territorio svizzero. Sono inoltre emerse questioni giuridiche centrali sulle quali il Tpf dovrà ancora far luce, tra cui gli effetti della modifica del Codice penale svizzero all'inizio del 2011, ossia l'introduzione dell'articolo 264a sui crimini contro l'umanità. Alcuni dei reati di cui Sonko è accusato risalgono infatti a prima del 2011, il che solleva la questione dell'applicabilità di tale legge.


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Ousman Sonko

Il processo è iniziato l'8 gennaio e sarebbe dovuto proseguire fino al 30 di quel mese, ma al 24 la corte ha accolto una richiesta di rinvio in marzo perché non c'era abbastanza tempo per le arringhe, eventuali altri interventi e la dichiarazione finale dell'imputato.

Atto d’accusa

L'atto d'accusa contempla in particolare i delitti di omicidio intenzionale, lesione grave, esposizione a pericolo della vita altrui e violenza carnale, commessi tra il gennaio del 2000 e il settembre del 2016, quando Sonko è stato destituito dal suo incarico di ministro dell'interno. L'ex uomo di Stato, 55 anni, è in carcere (dapprima preventivo, poi di sicurezza) nella Confederazione da sette anni.

All'apertura del processo l'avvocato di Sonko, Philippe Currat, aveva dichiarato che i fatti descritti nell'atto d'accusa non sono responsabilità del suo cliente, ma dei servizi segreti (NIA), e "questa agenzia non è mai stata sotto l'autorità o il controllo, né di fatto né di diritto, di Ousman Sonko".

In totale sono undici le vittime dirette e i discendenti di vittime che si sono costituiti accusatori privati.

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