Svizzera

Alla sbarra per un assassinio commesso nel 2007

A oltre 16 anni dai fatti, si riapre il caso del delitto commesso nei pressi di Frauenfeld. Sul banco degli imputati due uomini che respingono le accuse

Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine
(Keystone)
26 febbraio 2024
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Uno svizzero di 63 anni e un 59enne italiano devono rispondere di assassinio davanti al Tribunale distrettuale di Frauenfeld in una vicenda, rimasta a lungo irrisolta, che risale al dicembre del 2007.

Sono accusati di aver ucciso a colpi di pistola un 27enne egiziano, di aver legato il suo corpo a un blocco di cemento e di averlo affondato in uno stagno vicino a Oberneunforn (TG).

Entrambi gli accusati respingono le accuse. Nella sua requisitoria, il Ministero pubblico ha chiesto oggi per entrambi una condanna alla detenzione a vita. La sentenza è attesa fra una settimana, lunedì 4 marzo.

In apertura del processo l'imputato 63enne ha assicurato di non avere nulla a che fare con il delitto, ma di avere conosciuto la vittima come cliente del suo ristorante. La moglie dell'egiziano era peraltro stata testimone del suo matrimonio nonché responsabile della contabilità del ritrovo pubblico. L'imputato 59enne si è invece avvalso della facoltà di non rispondere.

Investigatori sotto copertura

Il difensore del 63enne ha chiesto la completa assoluzione del suo assistito e ha provato a smontare l'atto d'accusa criticando le contraddizioni, le incongruenze e persino le "evidenti e spudorate falsità" in esso contenuti. Un altro punto controverso è stato il ricorso a investigatori sotto copertura utilizzati dagli inquirenti per "estorcere" una confessione "evidentemente non utilizzabile" ai fini dell'inchiesta, ha affermato l'avvocato.

Giovedì scorso si è già tenuta una prima parte del processo a porte chiuse. Il Tribunale ha ascoltato in qualità di testimoni proprio i due investigatori sotto copertura che a distanza di più di 10 anni dai fatti si sono messi sulle tracce dei due accusati, ottenendo da uno di loro una confessione. Per non rivelare la loro identità e garantirne la sicurezza, l'interrogatorio si è tenuto senza pubblico né rappresentanti dei media.

Ingaggiati dalla moglie

Secondo la pubblica accusa, lo svizzero e l'italiano avrebbero agito "su incarico o perlomeno con la consapevolezza" della moglie della vittima. La donna, a sua volta deceduta per cause naturali nel 2012, aveva conosciuto il suo futuro marito nel 2002, all'età di 49 anni, durante una vacanza in Egitto.

I due si erano sposati nel 2004 e hanno vissuto in diversi luoghi del Canton Sciaffusa. Ma il matrimonio – si legge nell'atto d'accusa – era caratterizzato da continui litigi e anche da denunce reciproche per minacce e violenza domestica.

Da notare che il processo indiziario si celebra a più di 16 anni dai fatti e che i due imputati non possono essere accusati di omicidio intenzionale, visto che per questa fattispecie la prescrizione scatta dopo 15 anni.

Per anni un ‘Cold case’

Stando all'atto d'accusa, il 10 dicembre di 16 anni fa i due uomini attirarono la loro vittima ai margini di un bosco vicino a Frauenfeld e la colpirono con diversi colpi di pistola, l'ultimo dei quali sparato alla testa.

Il corpo fu ritrovato il 13 dicembre del 2007 nel Barchetsee, un laghetto di origine morenica del Canton Turgovia, al confine con il Canton Zurigo, noto in particolare per le sue isole galleggianti formate dai canneti. Per non farlo emergere era stato appesantito con un blocco di cemento di 30 kg.

Per anni il caso rimase irrisolto, un cosiddetto "Cold case". Fino al 2018, quando gli inquirenti sulla base di tracce di Dna in precedenza non identificate riaprirono l'inchiesta. Nel marzo 2022, la polizia turgoviese ha inoltre lanciato un appello al pubblico attraverso il programma televisivo delle reti di lingua tedesca "Aktenzeichen XY ungelöst". Nell'agosto dello stesso anno i due sospettati sono stati arrestati.

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