Svizzera

Slitta di qualche mese il rapporto finale su Credit Suisse

Più oneroso del previsto il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta: le risultanze del corposo dossier disponibili per fine 2024

Si va per le lunghe
(Keystone)
23 febbraio 2024
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Il rapporto finale della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'operato delle autorità federali nell'ambito dell'acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs dovrebbe essere pubblicato entro la fine del 2024.

"Inizialmente si prevedeva di concludere tutte le audizioni entro la sessione primaverile" delle Camere federali, sottolineano i servizi del Parlamento. Tuttavia, "a causa della loro notevole portata, le restanti audizioni, comprese quelle scritte, saranno svolte verosimilmente entro maggio 2024", viene precisato.

Stando alle ultime informazioni fornite dalla Commissione parlamentare d'inchiesta, nelle 15 sedute tenutesi finora, la commissione si è concentrata in particolare sul modo in cui le autorità hanno gestito la crisi dal suo inizio nell'estate del 2022 e durante la sua fase acuta di metà marzo del 2023.

Nei prossimi mesi la Commissione parlamentare d'inchiesta dedicherà la propria attenzione a quanto avvenuto a partire dal 2015, tra cui l'attuazione e l'ulteriore sviluppo della legislazione ‘too big to fail’, la gestione dei rischi e l'individuazione tempestiva delle situazioni di crisi.

Non si conoscono ancora dettagli sostanziali

La Commissione parlamentare d'inchiesta sulla crisi di Credit Suisse esaminerà in particolare il periodo dal 2015 fino al completamento della fusione d'urgenza di Credit Suisse con Ubs. Il mandato della Commissione parlamentare d'inchiesta è quello di indagare sulla gestione delle autorità competenti in relazione alla fusione in termini di legalità, opportunità ed efficacia. La Commissione parlamentare d'inchiesta deve poi presentare i risultati delle sue indagini al Parlamento in un rapporto.

La Commissione analizza i documenti rilevanti e tiene audizioni. L'elenco comprende rappresentanti del Consiglio federale, del Dipartimento delle finanze, dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari e della Banca nazionale svizzera. La Commissione parlamentare d'inchiesta non divulgherà ulteriori dettagli a causa dell'obbligo del segreto a cui è sottoposta.

Contrastare con determinazione indiscrezioni

Intanto, il vivo interesse mediatico suscitato dal lavoro della Commissione si riflette proprio nelle numerose richieste di informazioni riguardanti il contenuto della sua inchiesta. Nelle ultime due settimane i media hanno riferito a più riprese in merito a presunti contenuti di singole audizioni e alla decisione della Commissione parlamentare d'inchiesta di presentare una denuncia penale.

La Commissione condanna qualsiasi violazione dell'obbligo del segreto, il quale vale non soltanto per gli stessi membri ma anche per tutte le persone che partecipano alle sedute e agli interrogatori. La Commissione parlamentare d'inchiesta applica con determinazione le sue misure di protezione delle informazioni e ha presentato al Ministero pubblico della Confederazione una denuncia penale contro ignoti.

Due nuovi membri della Commissione parlamentare d'inchiesta

Dopo le elezioni, la Commissione parlamentare d'inchiesta ha dovuto sostituire due suoi membri non rieletti. Il consigliere agli Stati Matthias Michel (Plr/Zg) ha sostituito Claude Bauer (Plr/Ne), mentre il consigliere nazionale Beat Flach (Pvl/Ag) ha sostituito Roland Fischer (Pvl/Lu).

Secondo le sue stesse informazioni, la Commissione ha assegnato finora cinque mandati esterni e ha definito altri due mandati che affiderà a servizi esterni. Queste informazioni sono importanti per valutare la gestione delle autorità.

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