Svizzera

Condannato l’attivista che si incollò alla strada e a un quadro

Confermata la pena pecuniaria al 30enne portavoce di Renovate Switzerland Max Voegtli, in aula a Zurigo senza avvocato

Voegtli (a sinistra) in azione il 29 ottobre 2022 a Berna
(Keystone)

Condanna per coazione e danneggiamento confermata martedì a Zurigo nei confronti di un attivista per il clima che si era opposto a un decreto d'accusa relativo a due azioni in cui si era incollato le mani a una strada e a un quadro di Segantini.

L'attivista condannato è il 30enne portavoce di "Renovate Switzerland" Max Voegtli. Il giovane si è presentato oggi in tribunale senza un avvocato. E in sua difesa, ha letto un elenco di inondazioni, incendi boschivi e record di calore degli ultimi mesi. "In passato non ho mai infranto le regole, ma ora è necessario", ha affermato.

Il Tribunale distrettuale di Zurigo ha però confermato la condanna a una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da 30 franchi, sospese con la condizionale per un periodo di prova di due anni, e al pagamento di 1’500 franchi per le spese processuali.

Blocco al Gottardo e viaggio in Messico

Voegtli era apparso sui media prima di Pasqua, in occasione del blocco autostradale al portale nord del tunnel del San Gottardo. Alla fine di giugno era di nuovo finito sotto i riflettori, dopo che qualcuno lo aveva riconosciuto all'aeroporto di Zurigo in attesa di partire in aereo.

Dopo che una foto scattata senza il suo permesso ha fatto il giro dei social, provocando critiche e scherno, il giovane attivista ha spiegato che il viaggio lo avrebbe portato in Messico, dopo uno scalo a Parigi, per una vacanza di circa due mesi.

Mani incollate alla strada e a un quadro

Il portavoce di "Renovate Switzerland" era accusato di essersi incollato, la mattina del 14 ottobre 2022, insieme ad altri attivisti, sulla strada a cinque corsie lungo l'Utoquai a Zurigo. Il blocco ha provocato forti ingorghi nell'ora di punta del mattino.

Poco più di un mese prima, l'11 settembre 2022, lui e un'altra persona si erano incollate le mani alla cornice di legno del grande dipinto "Pascoli alpini" di Giovanni Segantini al Kunsthaus di Zurigo, causando danni alla cornice per un valore di circa 2’100 franchi.

Il Ministero pubblico zurighese aveva emesso il decreto d'accusa nell'ottobre del 2022. Il Tribunale distrettuale ha ora confermato la condanna, contro la quale l'attivista ha ancora la possibilità di presentare ricorso.

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