08.12.2022 - 17:07

Pensioni: novembre dal rendimento positivo, ma non nel 2022

Sarà difficile recuperare il rendimento negativo accumulato nei primi undici mesi. Dal 2006 solo tre anni con segno più

Ats, a cura di Red.Web
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Nel futuro...

Novembre positivo per le casse pensioni svizzere: stando a un’analisi periodica di Ubs il rendimento medio, al netto delle spese, si è attestato all’1,8%. Cumulata con i diversi mesi precedenti negativi (i meno rallegranti sono stati giugno e settembre: -3,5 e -3,6%) la performance 2022 è però stata finora del -7,9%, emerge dalle tabelle pubblicate oggi dalla grande banca.

Per quanto riguarda le singole classi di investimento, sul risultato di novembre hanno influito in particolare le azioni svizzere (+3,1%) ed estere (+4,2%), nonché in misura minore le obbligazioni elvetiche (+1,6%) e quelle straniere (+0,6%). Un risultato negativo è stato generato dagli immobili (-0,1%).

Appetito per il rischio

Nel periodo in rassegna l’istituto di previdenza più ispirato ha conseguito un rendimento del +3%, quello meno accorto (o fortunato) il +0,3%. Nel primo caso si trattava di una piccola cassa con patrimoni amministrati di meno di 300 milioni di franchi, nel secondo di un istituto di medie dimensioni.

"Si è chiaramente percepito un appetito per il rischio in novembre, alimentato dalla speranza che i dati sull’inflazione avessero superato lo zenit", affermano gli esperti. Inoltre, sembravano possibili ulteriori passi di apertura in Cina, il che ha rafforzato l’ottimismo globale. Questa ampia ondata positiva sui mercati finanziari ha anche fatto perdere valore a beni rifugio come il dollaro.

Tuttavia, è probabile che le banche centrali attendano ulteriori indicazioni per procedere in modo meno aggressivo contro il rincaro e anche in Cina si potrebbe assistere a un percorso non lineare verso la riapertura. Di conseguenza, stando agli specialisti, i mercati finanziari rimarranno volatili nel breve termine.

Sarà difficile recuperare il rendimento negativo accumulato dalle casse pensioni nei primi undici mesi. Dal 2006 (periodo di tempo in cui cominciano le analisi) solo tre anni si sono rivelati negativi: il 2008 (-12,8%), il 2011 (-0,3%) e il 2018 (-3,3%). Gli anni migliori sono stati il 2009 (+10,6%), il 2019 (+11,3%) e il 2021 (+8,4%).

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