29.11.2022 - 11:57
Aggiornamento: 14:59

Dopo la pandemia, meno ‘littering’ in Svizzera

Diverse città, fra le quali Lugano, hanno messo in atto misure per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti in terra

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Dopo una crescita registrata negli anni fortemente segnati dal Covid, il 2020 e il 2021, torna a diminuire in Svizzera il "littering", ossia l’abbandono indiscriminato di rifiuti per terra. È quanto rileva il Gruppo d’interesse per un ambiente pulito (Igsu) nel suo punto della situazione annuale, condotto su 2’000 persone.

La tendenza al miglioramento osservata prima della pandemia è confermata nel 2022, secondo l’Igsu, che in una nota ricorda come nei due anni passati molte città svizzere abbiano osservato un aumento del fenomeno e adottato una serie di misure per contrastarlo.

Tra queste, l’Igsu cita Zurigo, che si è adoperata per installare un numero sufficiente di cestini per i rifiuti ben visibili e ha promosso l’uso di stoviglie riutilizzabili, così come Berna, dove queste ultime sono obbligatorie durante gli eventi. Lugano ha da parte sua aumentato il numero di postazioni per il riciclaggio negli spazi pubblici.

Dall’inchiesta emerge che il 7,6% degli interpellati considera il littering (nei luoghi in cui è stato intervistato) "piuttosto alto" o "alto". Un anno fa la percentuale era dell’8,6%. Circa l’80% lo considera "piuttosto basso" o "basso", rispetto al 79,3% del 2021.

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