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22.09.2022 - 11:19
Aggiornamento: 16:43

Il rafforzamento delle rinnovabili all’esame degli Stati

La commissione preparatoria intende andare anche oltre il progetto governativo dando priorità all’approvvigionamento rispetto agli interessi ambientali

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Per limitare la propria dipendenza dall’estero in elettricità e contribuire a ridurre le emissioni nocive per il clima, la Svizzera deve sviluppare rapidamente le energie rinnovabili anche a scapito di altri interessi, come la protezione dell’ambiente o del paesaggio. È il filo conduttore che innerva la Legge federale sull’approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili il cui dibattito è appena incominciato al Consiglio degli Stati. A nome della commissione preparatoria, Beat Rieder (Centro) ha ammesso che si tratta di un dossier complesso e che per portarlo a termine sarà forse necessario proseguire il dibattito oggi pomeriggio. Molto dipenderà, ha lasciato intendere, dalla lunghezza degli interventi dei singoli "senatori" (diversamente dal Nazionale, agli Stati non ci sono limiti di tempo per gli oratori, ndr).

Diversamente dal progetto governativo, la commissione intende andare ancora più lontano del governo circa la promozione delle rinnovabili. Per la commissione, la produzione annuale di elettricità da energie rinnovabili (esclusa l’energia idroelettrica) dovrebbe raggiungere almeno 35 terawattora (TWh) nel 2035 e almeno 45 TWh nel 2050, invece di rispettivamente 17 TWh e 39 TWh, come previsto nella bozza del Consiglio federale. Circa l’energia idroelettrica, la commissione vuole raggiungere una produzione annuale di almeno 37,9 TWh (+0,5 TWh rispetto al progetto dell’esecutivo) entro il 2035 e di almeno 39,2 TWh (+0,6 TWh) entro il 2050.

Adattare condizioni di partenza

La commissione crede che questi obiettivi possano essere raggiunti solo se le condizioni quadro vengono adattate di conseguenza. Per poter generare elettricità sufficiente e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, le energie rinnovabili devono avere una certa priorità rispetto ad altri interessi. La commissione ha quindi deciso che il raggiungimento degli obiettivi dovrà avere la precedenza sulla legislazione ambientale e non essere ostacolato dalle norme ambientali. La commissione intende inoltre consentire la costruzione di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nei biotopi di importanza nazionale. Una minoranza si oppone all’abolizione della protezione dei biotopi, ma propone di utilizzare le aree liberate dallo scioglimento dei ghiacciai per la produzione di energia.

Inverno ed elettricità

La commissione pensa anche che sia importante aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in inverno. Propone quindi che anche l’interesse nazionale nella costruzione di impianti di energia rinnovabile abbia la precedenza su altri interessi nazionali se la Svizzera importa più di 5 TWh netti di elettricità durante due semestri invernali consecutivi (primo ottobre - 31 marzo). Il presupposto è che gli impianti siano in gran parte neutrali dal punto di vista climatico, abbiano un alto livello di disponibilità e contribuiscano in modo significativo alla produzione di energia elettrica durante il semestre invernale. La Confederazione dovrebbe sostenere tali progetti. La maggioranza della commissione ritiene che anche le centrali di cogenerazione (che sviluppano elettricità e calore assieme) possano contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento, soprattutto in inverno. Pensa pertanto che gli investimenti in tali impianti debbano essere sostenuti da un contributo del 60% dei costi fino alla costruzione di impianti con una capacità totale di 500 megawatt (MW).

No apertura completa del mercato

Diversamente dal governo, la commissione si oppone però alla completa apertura del mercato dell’elettricità. Attualmente, solo i consumatori finali che consumano più di 100 megawattora (MWh) all’anno hanno la possibilità di accedere al mercato libero. Nel corso dei suoi lavori, la commissione ha constatato che la piena apertura del mercato non era né suscettibile di ottenere una maggioranza né ragionevole nel contesto attuale. Anche per quanto riguarda i sistemi di misurazione, la Commissione propone di non liberalizzare il mercato, in quanto crede che i gestori dei sistemi di distribuzione debbano mantenere il loro monopolio.

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