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13.09.2022 - 13:17
Aggiornamento: 18:37

Casse malati, la legge su riserve e premi non si tocca

È il parere del Consiglio degli Stati, che boccia una mozione di Lorenzo Quadri e diverse altre iniziative cantonali

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Per Berset, cambiare potrebbe anche comportare futuri aumenti dei premi

Non è necessario modificare il quadro legale relativo agli eccessi di riserve e alla fissazione dei premi della cassa malati. Ne è convinto il Consiglio degli Stati, che oggi ha bocciato una mozione del consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega/Ti) e non ha dato seguito a una sfilza di iniziative cantonali con le quali si domandavano una serie di adeguamenti normativi in questo ambito.

La mozione di Quadri, adottata dal Consiglio nazionale un anno fa, rivendicava una modifica dell’Ordinanza concernente la vigilanza sull’assicurazione sociale contro le malattie (Ovamal) per rendere obbligatoria, e non più solo facoltativa, la riduzione delle riserve eccessive degli assicuratori malattia. L’importo generato sarebbe stato ripartito non più tra gli assicurati nel raggio d’attività territoriale dell’assicuratore, bensì su base cantonale.

Josef Dittli (Plr/Ur), a nome della commissione preparatoria, ha ricordato che il Consiglio federale ha già modificato l’ordinanza in questione per facilitare la riduzione volontaria delle riserve. Nel fissare i premi del 2022, questa novità ha avuto l’effetto desiderato.

Si tratta ora di osservare se la modifica si rivelerà efficace anche in futuro, ha aggiunto. Per il ‘senatore’ urano, "una riduzione obbligatoria delle riserve sarebbe inopportuna poiché troppo poco flessibile".

Una minoranza, della quale si è fatta portavoce Marina Carobbio Guscetti (Ps/Ti), voleva invece intervenire visto l’ammontare tuttora elevato delle riserve. Il consigliere federale Alain Berset ha replicato avvertendo della grande volatilità che aleggia sul settore: introdurre un obbligo del genere potrebbe in futuro causare un ulteriore rialzo dei premi. Per di più, non esistono riserve cantonali, il che renderebbe la ripartizione evocata nell’atto parlamentare tutta da definire, ha ricordato. Alla fine la mozione è stata respinta per 22 voti a 15 (un’astensione).

Nemmeno due iniziative cantonali dal contenuto simile, firmate Vaud, hanno convinto il plenum, che ha scelto di non dar loro seguito. La prima chiedeva di considerare eccessive le riserve di un assicuratore superiori al 150% del limite legale, la seconda di forzare gli assicuratori a compensare i premi incassati in sovrabbondanza.

Le due proposte non contengono nuovi elementi rispetto ad altre iniziative cantonali recentemente bocciate, ha spiegato ancora Dittli. "Non è emersa alcuna nuova informazione a favore di una riduzione obbligatoria delle riserve e perciò è preferibile proseguire con l’approccio volontario", ha aggiunto. Spetterà ora al Nazionale esprimersi su entrambe.

Infine, i ‘senatori’ hanno deciso tacitamente di non dare seguito pure a ulteriori sei iniziative cantonali, fra cui una depositata dal Ticino, il cui obiettivo era modificare la legge affinché i Cantoni potessero dire la loro prima dell’approvazione delle tariffe dei premi malattia. Quanto chiesto è già stato ripreso nella mozione "Ripristinare la trasparenza sui costi della salute", ha affermato il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/Ow). Anche quest’ultimo atto parlamentare chiede infatti che, prima del via libera ai premi, i Cantoni possano esprimersi sulle tariffe previste per il loro territorio.

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