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07.09.2022 - 16:15

Sull’Avs la tv dia lo stesso tempo per argomentare

A chiederlo l’Unione sindacale svizzera, contraria alla riforma: ‘Basta dar spazio e parola solo al Consiglio federale’

Ats, a cura di Red.Web
sull-avs-la-tv-dia-lo-stesso-tempo-per-argomentare
Ti-Press

Il comitato contrario alla riforma Avs 21 deve poter esprimere le proprie argomentazioni alle stesse condizioni del Consiglio federale. In una lettera al presidente del Consiglio di amministrazione della Società svizzera di radiotelevisione (Ssr) Jean-Michel Cina, il presidente dell’Unione sindacale svizzera (Uss) Pierre-Yves Maillard chiede il rispetto di una recente decisione dell’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (Airr).

Il primo settembre, l’Autorità indipendente di ricorso ha accolto all’unanimità un reclamo che criticava la violazione del principio di diversità. Questo stabilisce che, al fine di garantire pari opportunità per le parti, le trasmissioni relative a una votazione popolare devono essere equilibrate e imparziali durante il periodo, sensibile, della formazione dell’opinione.

Prima degli scrutini federali, i canali della Ssr trasmettono sempre un’allocuzione di un consigliere federale che difende la posizione del parlamento e del governo. Il reclamo sosteneva che la presentazione sistematicamente esclusiva del parere del Consiglio federale da parte della televisione statale è contraria ai principi costituzionali e al principio della diversità nel diritto radiotelevisivo.

Sulla base della decisione dell’Airr, Maillard, che è anche consigliere nazionale per il Partito socialista, ha chiesto a Cina una risposta urgente, vista l’importanza dei due oggetti relativi al primo pilastro della previdenza per la vecchiaia e l’esito incerto del voto, almeno stando ai sondaggi.

In un comunicato indirizzato a Keystone-Ats, l’Unione sindacale svizzera sottolinea la rilevanza dell’equilibrio dei punti di vista sui canali della Società svizzera di radiotelevisione, che deve permettere al comitato per un doppio no di presentare il proprio parere in un formato e con un pubblico paragonabile agli interventi dei membri del Consiglio federale.

"Potremmo quindi proporre che le donne interessate dalla riforma e che rischiano di lavorare più a lungo o di ricevere meno pensioni parlino davanti alla telecamera", propone Maillard. Nella nota, l’Unione sindacale aggiunge che "sarebbe incomprensibile se la decisione molto chiara dell’Airr non portasse a un riequilibrio dei punti di vista presentati agli elettori attraverso i programmi dei canali della Ssr".

Contattata da Keystone-Ats, la Ssr ha dichiarato che le allocuzioni governative prima delle votazioni si basano su una tradizione che risale al 1971. Godono di "un’ampia accettazione nella loro forma attuale". La Televisione svizzera attende ora le argomentazioni scritte dell’Airr prima di decidere l’adozione di una "qualsiasi misura".

L’Airr è una commissione extraparlamentare della Confederazione. È composta di nove membri che lavorano a titolo accessorio e da tre membri della segreteria. Giudica se le emittenti radiotelevisive svizzere e in particolare i servizi giornalistici della Ssr violino le disposizioni sul contenuto delle pubblicazioni redazionali. Le sue decisioni possono essere impugnate presso il Tribunale federale.

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