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Il 56% degli studi ha contribuito attivamente alla campagna vaccinale
05.07.2022 - 09:21
Aggiornamento: 16:52
Ats, a cura di Red.Web

Nel 2021 ancora l’ombra della pandemia sugli studi medici

Malgrado il miglioramento rispetto a marzo-ottobre 2020, quasi la metà di loro anche l’anno scorso ha registrato un calo delle attività

Anche nel 2021, a causa della pandemia di coronavirus, il 42% degli studi medici e dei centri ambulatoriali ha registrato un calo delle attività. È quanto emerge dalle rivelazioni effettuate dall’Ufficio federale di statistica (Ust) e pubblicate oggi.

La situazione è comunque notevolmente migliorata rispetto al periodo marzo-ottobre 2020, quando solo un decimo degli studi medici aveva potuto mantenere l’usuale numero di pazienti.

I dati variano poi a dipendenza del ramo d’attività: il 61% di chi offre servizi chirurgici ha registrato un calo delle attività, mentre in medicina di base e ginecologia la diminuzione ha riguardato una quota fra il 41 e il 50%. Per quel che riguarda la psichiatria, solo il 26% ha registrato una contrazione. In Ticino la quota ha raggiunto in media il 47%.

Tra l’altro, il 56% degli studi medici di base ha contribuito attivamente alla campagna vaccinale contro il Covid-19, mobilitando medici e personale: il 55% ha effettuato la vaccinazione solo nei propri locali, il 32% tanto internamente quanto esternamente e il 13% unicamente all’esterno, ad esempio negli appositi centri.

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