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Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, padrino spirituale della Conferenza di Lugano
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laR
 
01.07.2022 - 05:30

Urc2022, in piena guerra si parla di ricostruzione

Lunedì e martedì prossimi occhi puntati sulla città per la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Le risposte alle principali domande.

La Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina (Ukraine Recovery Conference, Urc2022) si svolgerà lunedì e martedì prossimi a Lugano. È la prima grande conferenza di questo tipo dall’inizio dell’invasione russa, lo scorso 24 febbraio. Le risposte alle principali domande.

A cosa servirà?

In generale, a riaffermare il sostegno della comunità internazionale – espresso di recente dal G7, dall’Ue e dalla Nato – all’Ucraina; in particolare, a gettare le basi della ricostruzione del Paese, devastato dalla guerra. Un’impresa da almeno 600 miliardi di dollari, secondo il governo ucraino. La guerra è ancora in corso, ma sarebbe «imperdonabile» non iniziare a pensare alla ricostruzione, aveva dichiarato a maggio il presidente Ignazio Cassis in occasione del Wef di Davos. La conferenza è il contributo svizzero alla stabilità dell’Europa e del mondo, ha affermato la scorsa settimana lo stesso Cassis.

Quali sono gli obiettivi della Conferenza?

La Svizzera, in qualità di Paese ospite, vuole che la Urc2022 avvii "un processo politico e diplomatico di ampio respiro". L’evento è inteso dunque come ‘kick-off’ (inizio) del processo di ricostruzione dell’Ucraina. Si tratta in particolare di: fare il punto sui lavori preparatori; definire principi, priorità e metodo della ricostruzione in cinque ambiti (società, economia, ambiente, infrastruttura e digitalizzazione); esprimere un ampio sostegno al processo, attraverso una ‘Dichiarazione di Lugano’ contenente i principali risultati raggiunti.

Cosa non sarà la Urc2022?

Non sarà una conferenza di pace dove negoziare un cessate il fuoco, visto che la Russia non sarà presente. Non sarà nemmeno una conferenza di donatori stricto sensu. La questione dei costi è prematura, ha detto giovedì ai media a Berna l’ambasciatore speciale della Confederazione per la Urc2022 Simon Pidoux. Nulla impedisce però alle singole delegazioni e ai rappresentanti del settore privato di rendere noti impegni finanziari o donazioni. Le questioni militari non saranno discusse a Lugano.

Ci sono già proposte concrete sulla ricostruzione?

No. Ma dall’Ucraina ci si aspetta che presenti un primo piano per la ricostruzione. Zelensky propone una sorta di sistema di padrinato: l’idea è che singoli Stati, Comuni o imprese ‘adottino’ una specifica regione/Comune o determinati progetti in Ucraina, mettendo a disposizione fondi destinati alla ricostruzione. La presidenza ucraina ha lanciato a fine aprile una campagna di crowdfunding: l’iniziativa United 24 ha permesso di raccogliere sin qui quasi 63 milioni di dollari, in buona parte per la difesa militare e le attività di sminamento.

Zelensky sarà a Lugano?

No. Si è speculato a lungo sulla sua presenza, ma già nelle scorse settimane si era capito che il presidente ucraino – che non ha mai lasciato il suo Paese da quando la guerra è cominciata – non sarebbe arrivato sulle rive del Ceresio: con la guerra in corso, «è il primo responsabile. La legge lo obbliga a restare in Ucraina», ha affermato giovedì a Berna l’ambasciatore ucraino in Svizzera Artem Rybchenko. Non mancherà comunque il collegamento video, al quale Zelensky ci ha abituato negli ultimi mesi. A Lugano per contro verranno il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba e altri ministri. La delegazione sarà guidata dal premier Denys Shmyhal. In tutto, oltre 100 ucraini prenderanno parte alla Urc2022: tra questi, una ventina di parlamentari e rappresentanti delle regioni, del settore privato e della società civile.

Chi verrà a Lugano?

La lista definitiva dei partecipanti comprende rappresentanti di alto livello di una quarantina di Stati, dell’Ue e di 14 organizzazioni internazionali. Nessun capo di Stato. Saranno presenti invece la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, diversi capi di governo (tra cui quelli di Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania e Polonia), ministri degli esteri (Turchia, Finlandia, Danimarca, Croazia e Giappone) o titolari di altri ministeri e viceministri (Stati Uniti, ad esempio). Si sono iscritti anche rappresentanti del settore privato (350), della società civile (210) e del mondo accademico (25). Al Palazzo dei Congressi sono attese un migliaio di persone. La Russia non è stata invitata.

Quali consiglieri federali saranno presenti?

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis e la ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga. A Lugano ci sarà anche la presidente del Consiglio nazionale, l’ecologista argoviese Irène Kälin.

Perché la Conferenza si tiene in Svizzera?

In origine l’evento era stato pianificato come la quinta conferenza di riforma ucraina, in continuità con le quattro precedenti svoltesi a Londra (2017), Copenaghen (2018), Toronto (2019) e Vilnius (2021). La Svizzera era stata invitata da tempo a ospitare la quinta edizione di questo appuntamento ‘tecnico’ sulle riforme. In seguito all’aggressione russa, Svizzera e Ucraina hanno deciso di rinominare la conferenza e di elevarne il profilo, dedicandola alla ricostruzione post-bellica del Paese.

Perché a Lugano e non a Ginevra?

Uno dei temi della conferenza sulle riforme inizialmente prevista era il decentramento. Ciò doveva riflettersi nella scelta della sede. Lugano, inoltre, ha una discreta esperienza nell’ospitare conferenze internazionali, in particolare congressi scientifici con migliaia di ospiti (ma anche un’importante riunione della Società delle Nazioni, nel 1928). Last but not least, luganese è il presidente della Confederazione svizzera Ignazio Cassis. Il ministro degli Esteri non si è lasciato sfuggire l’occasione di fare della Urc2022 uno dei momenti salienti del suo anno presidenziale, per giunta nella ‘sua’ città.

La Urc2022 è stata criticata: perché?

Le voci critiche sono diverse. In una lettera aperta al Consiglio federale, un’alleanza di 90 organizzazioni per i diritti umani ha chiesto un maggiore coinvolgimento della società civile nella conferenza. Un coinvolgimento che sarà necessario anche in seguito, tra l’altro per vegliare al corretto utilizzo dei fondi nel processo di ricostruzione: l’Ucraina – hanno ricordato alcuni osservatori – non è certo un esempio in fatto di corruzione. Il presidente dell’Udc Marco Chiesa e la Lega dei Ticinesi giudicano superflua una conferenza sulla ricostruzione quando la guerra è ancora in pieno svolgimento. Sulla presunta incompatibilità di un simile evento con la neutralità svizzera, il Dipartimento federale degli affari esteri taglia corto: durante la conferenza non verranno discusse questioni militari, il sostegno all’Ucraina nella ricostruzione civile e nel processo di riforma è compatibile con la neutralità svizzera. In Ticino, l’Mps (che organizza un presidio di protesta lunedì alle 17.30 in piazza Dante) critica una "ricostruzione" destinata a fare rima con liberalizzazione dei mercati e lauti profitti per le multinazionali, svizzere e non.

Dove e come si svolgerà la Urc2022?

La conferenza si svolgerà in pieno centro a Lugano, al Palazzo dei Congressi. Prenderà il via lunedì attorno alle 11 con i discorsi di benvenuto di Ignazio Cassis e Denys Shmyhal. Seguirà la cerimonia d’apertura e gli interventi dello stesso Cassis e di Volodymyr Zelensky (in videoconferenza da Kiev). La Urc2022 – che sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma video YouTube – si concluderà ufficialmente il giorno successivo con una conferenza stampa di chiusura di Cassis e Shmyhal nel primo pomeriggio.

Dove alloggiano i membri delle delegazioni?

Diversi hotel di lusso di Lugano sono già al completo per ospitare le delegazioni nella due giorni della conferenza. Secondo i media, tra questi vi sarebbero lo Splendide Royal, il Grand Hotel Villa Castagnola e la Villa Principe Leopoldo. Diversi partecipanti pernotteranno Oltralpe e giungeranno a Lugano in elicottero o con altri mezzi.

Come sarà garantita la sicurezza?

La Polizia cantonale parla di "un’importante sfida a livello di sicurezza"; un’altra dopo quella del 2 giugno 2019, quando a Bellinzona arrivò il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo. Il Consiglio federale definisce la conferenza un "evento straordinario", alla stregua del Wef di Davos. Per i compiti di sicurezza, le forze di polizia cantonali saranno sostenute da circa 1’600 soldati. L’esercito si occupa tra l’altro della protezione dei siti e fornisce materiale e veicoli, nonché mezzi di sorveglianza e trasporto aereo. Lo spazio aereo sopra Lugano sarà parzialmente chiuso e sorvegliato dall’aeronautica militare. Berna finanzierà l’80% dei costi del dispositivo di sicurezza. La responsabilità operativa è del Cantone.

Quali disagi bisogna mettere in conto?

Lugano sarà una città semiblindata lunedì e martedì. Deviazioni, strade sbarrate al traffico, cambiamenti su alcune linee dei trasporti pubblici, accesso vietato alla zona rossa (Parco Ciani e area limitrofa al Palazzo dei Congressi), controlli e restrizioni nelle altre zone ‘sensibili’: i disagi per residenti, turisti e pendolari, in centro ma anche nei dintorni, potrebbero essere importanti (vedi www.ti.ch/urc2022lugano): cominceranno a farsi sentire già da domenica a mezzogiorno e si protrarranno fino alle 6 di mercoledì. La Polizia cantonale ticinese ha allestito una helpline telefonica (0848 14 95 95), a disposizione dei cittadini fino alle 22 di martedì.

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