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30.06.2022 - 17:08
Ats, a cura de laRegione

Infosekta: teorie del complotto sempre in voga

La guerra in Ucraina continua ad alimentare le tesi cospiratorie, riferisce il centro svizzero tedesco di informazione e consigli sulle sette

Dopo la pandemia, anche la guerra in Ucraina continua ad alimentare le teorie cospiratorie. Un quinto delle complessive 1’047 richieste iniziali d’informazione giunte l’anno scorso a Infosekta – il centro svizzero tedesco di informazione e consigli sulle sette – ha riguardato miti cospirativi.

Conflitti all’interno delle famiglie

Le 199 richieste di informazioni su teorie del complotto sono in gran parte da mettere ancora in relazione alla pandemia di coronavirus, scrive Infosekta nel suo rapporto annuale pubblicato oggi. Nella maggior parte dei casi, ciò ha portato a conflitti o all’interruzione dei contatti all’interno della cerchia familiare.

Con l’affievolirsi della crisi pandemica, molti parenti hanno sperato che il rapporto con il famigliare che credeva alla cospirazione sarebbe tornato alla normalità. Per alcuni questa speranza si è realizzata, scrive Infosekta. Altri hanno invece dovuto constatare che la "radicalizzazione" continuava "con altri contenuti": dalla lotta contro la "menzogna del coronavirus" e la "dittatura svizzera" alla fervente difesa della propaganda russa.

Nel 20% dei casi coinvolto un bambino o un giovane

L’anno scorso Infosekta ha condotto un totale di 2’900 sessioni di consulenza, di cui 1’047 contatti iniziali. Il 25% delle richieste ha riguardato i Testimoni di Geova (147 richieste), il 5% Scientology (29 richieste) e il 2% il movimento neo-carismatico Icf (International christian fellowship), fondato a Zurigo nel 1990. Nel 20% dei casi, era coinvolto un bambino o un giovane.

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