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Keystone
L’attivista Richard Fischer di Brugg manifesta contro la proposta di destinare più risorse per le forze armate svizzere davanti al Parlamento federale, poco prima della sessione speciale del Consiglio nazionale
09.05.2022 - 16:29
Aggiornamento: 20:16
Ats, a cura de laRegione

Due miliardi in più all’esercito: sì del Nazionale alla mozione

Per la maggioranza dei deputati la guerra in Ucraina ha dimostrato che l’esercito necessita di più mezzi per garantire la sicurezza della nazione

Non è più tempo di tergiversare o utilizzare tattiche dilatorie: la guerra in Ucraina è stato un elettroshock che ci ha fatto aprire gli occhi su quanto l’esercito svizzero sia poco preparato per un conflitto armato in Europa e la nostra sicurezza in pericolo. Questo il Leitmotiv che ha spinto il Consiglio nazionale ad approvare (111 a 79 e 2 astensioni) una mozione che mira ad innalzare i mezzi finanziari per l’esercito, entro il 2030, dagli attuali 5 miliardi all’anno a 7 miliardi.

Una minoranza – Verdi, Verdi liberali e socialisti – pensa invece che un eventuale aumento della spesa per le forze armate debba essere discusso in un quadro più ampio. Prima di questa decisione, un’analisi approfondita dell’attuale situazione di conflitto e delle sue conseguenze s’impone.

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