massacro-di-bucha-indaghi-la-corte-penale-internazionale
Keystone
Immagini desolanti di una strada di Bucha
03.04.2022 - 20:59
Aggiornamento: 04.04.2022 - 08:27
Ansa / Ats, a cura de laRegione

Massacro di Bucha: ‘Indaghi la Corte penale internazionale’

La Svizzera, tramite il Dipartimento federale degli affari esteri, appoggia le indagini sulle presunte violazioni del diritto umanitario in Ucraina

La Svizzera sostiene le indagini su presunte violazioni del diritto umanitario internazionale in Ucraina. Informazioni pervenute da Bucha (cittadina a nordovest di Kiev a lungo occupata dalle forze armate russe ndr.) lasciano presupporre gravi infrazioni, indica il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) su twitter. Nel suo tweet, il Dipartimento ha espressamente menzionato indagini della Corte penale internazionale, ma anche di altre istituzioni. La Confederazione invita tutte le parti coinvolte a rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale e a proteggere la popolazione civile.

Dopo il ritiro delle truppe russe, l’Ucraina - stando a proprie informazioni - ha recuperato nella regione intorno a Kiev i corpi di 410 civili. A causare l’orrore internazionale sono state soprattutto le immagini in provenienza da Bucha, situata a circa 20 chilometri dalla capitale, dove i cadaveri degli abitanti giacevano in strada. L’Ucraina incolpa le truppe russe, che avevano occupato la cittadina fino a pochi giorni fa, di questo presunto massacro. Dal canto suo, Mosca nega ogni accusa, mentre la condanna dell’Occidente è stata durissima e unanime.

Tutti i vertici delle istituzioni Ue sono intervenuti per denunciare l’accaduto. A partire dal presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, il quale, così come la presidente del Pe Roberta Metsola, ha sottolineato l’esigenza di adottare nuove e più dure sanzioni contro la Russia. Ursula von der Leyen e il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, hanno poi sollecitato un’inchiesta indipendente su quanto accaduto da avviare al più presto. Con l’obiettivo, ampiamente condiviso a Bruxelles, di portare davanti al Tribunale penale internazionale dell’Aja i responsabili di massacri classificabili come crimini di guerra.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved