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25.01.2022 - 11:03
Aggiornamento : 17:52

Le associazioni economiche reclamano la fine delle restrizioni

I rappresentanti di vari settori economici, dal fitness alla ristorazione, chiedono un ‘Freedom day’ che segni la fine delle misure anti-Covid

Ats, a cura de laRegione

I provvedimenti restrittivi per arginare il coronavirus vanno revocati subito. Lo chiede un’alleanza di organizzazioni economiche, spalleggiate da esponenti dei partiti di centro-destra (Alleanza del Centro, Plr e Udc) secondo cui tali misure non sono più né economicamente né socialmente ragionevoli.

Ulteriori provvedimenti restrittivi non sono più adeguati per influenzare l’evoluzione epidemiologica o la situazione negli ospedali, hanno indicato oggi davanti ai media l’associazione che riunisce i centri fitness e salute della Svizzera, la Federazione dell’albergheria e della ristorazione svizzera (GastroSuisse), l’associazione nazionale di settore che rappresenta le preoccupazioni dell’industria delle comunicazioni in diretta (Expo Event Swiss LiveCom) e l’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam).

Revocare quarantene e isolamento

Quarantene e isolamenti, così come anche l’obbligo dell’home office, vanno revocati, ha affermato il direttore dell’Usam Hans-Ulrich Bigler. È ora, a suo avviso, che il Consiglio federale prenda la situazione in mano e si sbarazzi della Task Force Covid-19. L’emorragia di fatturato per certi settori, come quello dei centri fitness, ma anche della gastronomia, è importante, ha spiegato.

Stando a diversi oratori, l’obbligo del certificato Covid è, nella situazione attuale, del tutto sproporzionato e non fa che dividere la popolazione. Molti settori dell’economia e la popolazione stanno soffrendo le pene dell’inferno a causa delle restrizioni e il certificato, come è stato provato, non proteggere da un’infezione.

‘Il sistema sanitario non è sovraccarico’

Nonostante la diffusione della variante Omicron del coronavirus, il sistema sanitario non è sovraccarico, ha spiegato la consigliera nazionale Daniela Schneeberger (Plr/Zh). Il numero di pazienti malati di Covid in unità di terapia intensiva è calato bruscamente e continuerà a diminuire. Non ci sono praticamente pazienti che devono essere trattati per la variante Omicron, ha puntualizzato.

Anche la Svizzera, come la Gran Bretagna, dovrebbe stabilire un “Freedom Day” (giorno della libertà) che segni la fine delle misure, ha affermato Casimir Platzer, presidente di GastroSuisse, secondo cui il Consiglio federale deve finalmente ottemperare ai propri doveri economici, indennizzando i settori duramente colpiti dalla pandemia e dalle restrizioni. Gastronomia e ristorazione registrano cali di fatturato che vanno dal 50 al 70%, per non parlare dei 30mila collaboratori persi e delle ripercussioni negative su tutta la filiera a valle e a monte del settore, ha affermato Platzer.

Per 23 mesi, ha aggiunto, ci siamo comportati come bravi “soldatini”, giocando anche a fare i poliziotti, applicando le misure restrittive affinché nei nostri locali venisse limitata la diffusione del virus. Ma adesso “basta” con queste misure sproporzionate che creano allarmismo e rendono insicura la popolazione: la gente ha bisogno di andare al bar, al ristorante, di ritornare a vivere insomma, ha sottolineato il presidente di GastroSuisse.

Nel fitness e salute perso fra il 40 e il 60% dei ricavi

Stando a Claude Ammann, presidente della Federazione svizzera dei centri fitness e salute, tra il 10 e il 12% delle strutture sono fallite o sono stati fagocitate da grandi catene. Negli ultimi due anni sono state registrate perdite dei ricavi oscillanti tra il 40 e il 60%, ha spiegato, mettendo a rischio molte imprese. Ammann ha poi criticato l’obbligo della mascherina in sala, a suo dire dannoso per la salute durante lo sforzo fisico.

Anche l’industria delle fiere e delle esposizioni non se la sta passando bene, ha affermato Christoph Kamber, presidente di Expo Event, l’organizzazione mantello del settore. Il danno causato da una proroga delle misure è molto più importante dei benefici. Le società danneggiate dovrebbero essere indennizzate rapidamente e nel modo meno burocratico possibile, ha detto.

Il 19 gennaio, il Consiglio federale ha deciso una proroga dei provvedimenti restrittivi: le regole attinenti quarantene e lavoro da remoto valgono fino a fine febbraio, mentre le altre misure fino a fine marzo (2G e 2G+ per determinate attività al chiuso, obbligo della mascherina, regola del 3G per manifestazioni all’aperto e restrizioni per le riunioni private). Il 2 febbraio, il Consiglio federale intende ritornare sul tema e decidere su possibili allentamenti.

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