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Ti-Press
17.01.2022 - 14:14
Aggiornamento : 15:24

Scuola reclute invernale al via tra severe misure di protezione

Parte dei militi verrà istruita da casa nelle prime 3 settimane. L’entrata in servizio è preceduta da un test Covid. Aumenta la quota di donne

Ats, a cura de laRegione

Come già annunciato da tempo, è cominciata oggi la prima scuola reclute del 2022, con parte dei militi che, per ragioni sanitarie legate al Covid, verrà istruita da casa durante le prime 3 settimane. Prima di entrare in servizio “scaglionato”, tutti i futuri soldati si sono dovuti testare, specifica una nota odierna del Dipartimento federale della difesa (DDPS).

La quota di donne tra le 11’200 reclute e i 2’500 quadri è nuovamente aumentata e si attesta al 3,1%, specifica il comunicato, in cui si ribadisce che nelle caserme rimangono in vigore misure di protezione per evitare eventuali contagi.

Tutte le reclute e tutti i quadri vengono sottoposti al test nel corso della prima settimana di servizio. Tutti i militari dovranno trascorrere almeno il mese di gennaio nelle caserme. Un simile provvedimento mira a proteggere non solo i diretti interessati, ma anche la loro cerchia privata.

Oggi sono entrati in servizio fisicamente circa due terzi delle reclute. In una seconda fase, il 31 gennaio, seguirà il restante terzo, che fino a quel momento assolverà da casa un programma di apprendimento online e delle lezioni di sport. Anche un terzo dei circa 2’500 quadri ha svolto a distanza la prima delle tre settimane del corso preparatorio dei quadri.

Le persone risultate positive al test Covid-19 non entrano in servizio e, se lo stato di salute lo consente, iniziano anche loro l’istruzione in modalità distance learning. Con queste misure, puntualizza il DDPS, i militari che dovessero risultare positivi al test del coronavirus al momento dell’entrata in servizio possono essere assistiti in maniera ottimale ed è possibile applicare misure di isolamento e di quarantena.

In aumento le donne

Tra le reclute attese vi sono 240 donne, che hanno deciso di indossare la divisa volontariamente. Ciò corrisponde a una quota del 3,1%, in crescita per il terzo anno consecutivo (gennaio 2020: 171, gennaio 2021: 212). In aggiunta 176 donne assolvono il loro servizio pratico in veste di quadri. La percentuale di donne nell’armata è leggermente superiore all’1%.

Altro particolare diffuso dal DDPS: 1’615 persone assolvono il loro servizio secondo il modello della ferma continuata, vale a dire che prestano tutti i giorni di servizio in un unico periodo.

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