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(Keystone)
Svizzera
27.09.2021 - 09:190
Aggiornamento : 10:35

In Svizzera complottismo e razzismo vanno a braccetto

È quanto osserva la Commissione federale contro il razzismo (Cfr). Le teorie del complotto e le fake news trasmettono stereotipi e pregiudizi contro le comunità

In tempi di crisi, le teorie del complotto e il razzismo vanno di pari passo. È quanto osserva la Commissione federale contro il razzismo (CFR), sottolineando che l’educazione ai nuovi media online e l’alfabetizzazione digitale è essenziale per combattere questa piaga.

Le teorie del complotto e le false notizie trasmettono stereotipi e pregiudizi contro le comunità, alimentando il razzismo. Grazie a internet, questi fenomeni sono passati dalla marginalità alla luce dei riflettori e stanno sollevando paure e domande, analizza la CFR nel nuovo numero della sua rivista, “Tangram”, pubblicato oggi.

Lo storico Claus Oberhauser dà due esempi delle teorie del complotto legate al razzismo: i Protocolli dei saggi di Sion, un documento falsificato di sana pianta in Russia dalla polizia dello zar all’inizio del XX secolo per alimentare l’antisemitismo, inventando una “cospirazione ebraica globale”. E più recentemente, la teoria della Grande Sostituzione, in voga nei circoli di ultradestra, secondo cui esiste un “piano” delle élite globaliste per “sostituire” le popolazioni europee bianche e di fede cristiana con quelle provenienti da altri continenti, prevalentemente di fede musulmana; in particolare la cultura francese ed europea con l’immigrazione soprattutto dall’Africa e dal Maghreb.

“Le teorie del complotto in voga oggi non cadono dal cielo. È stato necessario un lungo periodo di maturazione prima che diventassero popolari. Diversi fattori contribuiscono a questo, ma le crisi sociali globali giocano un ruolo decisivo”, sottolinea lo storico.

Queste teorie o presunti “fatti alternativi" sono ampiamente amplificati dalle reti sociali. "I circoli di cospirazione formano un microcosmo separato, con i propri influencer, canali video, negozi online e festival”, spiega in “Tangram” l’esperta della comunicazione digitale Katharina Nocun.

Tale stato di cose preoccupa la presidente della CFR, l’ex consigliera nazionale del PLR e consigliera di Stato Martine Brunschwig Graf di Ginevra. “Questi strumenti menzogneri possono servire da motore ad atteggiamenti e discorsi razzisti e prendere di mira le vittime più esposte”, deplora nel suo editoriale.

Per colpire il male alla radice, la CFR raccomanda di concentrarsi sull’educazione ai media e sulla cultura digitale. È anche necessario svolgere un lavoro approfondito per decrittare e smontare le teorie della cospirazione e le fake news.

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