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Restrizioni su restrizioni per le persone titolari di un permesso F in Svizzera
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laR
 
15.09.2021 - 15:23
Aggiornamento : 16:10

Divieto generale di viaggio per chi ha un permesso F

I ‘senatori’ non vogliono eccezioni nella legge

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Corina Gredig in giugno aveva cercato di salvare il salvabile. Di fronte alla ferma volontà di Parlamento e Consiglio federale di vietare in linea di principio i viaggi all’estero di richiedenti asilo e persone ammesse a titolo provvisorio (permesso F), la deputata zurighese verde-liberale aveva convinto una maggioranza del Nazionale a infilare nella legge sugli stranieri una clausola d’eccezione: in presenza di “ragioni personali particolari” – esigenze formative e visite a parenti stretti, soprattutto – la Segreteria di Stato della migrazione (Sem) deve poter autorizzare le persone titolari di un permesso F a viaggiare all’interno dello spazio Schengen. «La Svizzera è molto restrittiva. Oggi in pratica queste persone ricevono l’ok solo quando un congiunto è gravemente malato o muore all’estero», dice Gredig a ‘laRegione’ in una pausa dei lavori alla Camera del popolo.

Pochi minuti prima, la maggioranza borghese del Consiglio degli Stati non si era lasciata intenerire. Con 26 voti (Udc, Plr e Centro) contro 14 (Ps e Verdi), la Camera dei cantoni ha stralciato la clausola. Nella votazione sul complesso, le modifiche di legge sono state approvate con 25 voti contro 12. Il Nazionale dovrà ancora dire la sua sulla divergenza rimasta.

La legge deve fissare i principi generali, mentre le eccezioni devono continuare a essere regolate a livello di ordinanza e approvate caso per caso, ha affermato a nome della commissione Andrea Caroni (Plr/Ar). L’appenzellese non ha escluso che l’ordinanza possa in futuro essere adeguata dal Consiglio federale. In aula Karin Keller-Sutter non ha raccolto l’‘invito’. Già oggi, sulla base dell’ordinanza e previo nullaosta della Sem, ai titolari di un permesso F è consentito recarsi in Paesi terzi. Inserire eccezioni nella legge creerebbe incertezza, ha detto la consigliera federale.

Daniel Jositsch (Ps/Zh) invece ha difeso la clausola. Il divieto generale di viaggio nei Paesi terzi costituisce «una massiccia limitazione» dei diritti e delle libertà fondamentali, in particolare della libertà di movimento. Per questa ragione le eccezioni dovrebbero essere definite nella legge, non nell’ordinanza. Corina Gredig è più concreta. «Abbiamo problemi con le gite scolastiche fuori dalla Svizzera, per esempio. Nessuno ha interesse a rendere a queste persone la vita complicata, con restrizioni che non aiutano nessuno e che non favoriscono l’integrazione». «Il problema – spiega – riguarda in particolare i profughi siriani. Molte famiglie in fuga dalla guerra si sono divise, con parenti sparsi in vari Paesi europei. Per questo vogliamo che chi ha un permesso F possa rendere loro visita, e non solo in caso di gravi malattie. Oggi questo non è possibile». La consigliera nazionale del Pvl evoca la tradizione umanitaria della Svizzera: «Se per tre anni mi si impedisce di vedere la mia famiglia [in seguito si può ottenere un documento di viaggio, ma non di rado questo viene negato perché il richiedente dipende dall’aiuto sociale, ndr], è un po’ come essere in una prigione. La Svizzera ha una lunga tradizione umanitaria: deve trattare bene i profughi che accoglie. Questo principio deve continuare a essere seguito».

Tutto era partito nel 2015. In una mozione, il consigliere nazionale e presidente dell’Alleanza del Centro Gerhard Pfister (Centro) chiedeva di vietare in generale alle persone ammesse provvisoriamente di recarsi in patria, analogamente a quanto previsto per i rifugiati riconosciuti. Poi il divieto generale di viaggiare nel Paese d’origine è stato esteso dal Consiglio federale, tramutandosi in un divieto di viaggio tout court. Staremo a vedere se il Nazionale correggerà il tiro. Intanto l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (Osar) ha criticato la decisione degli Stati (“incompatibile con i diritti fondamentali”) di inasprire in maniera “sproporzionata e inaccettabile” il divieto di viaggio per i titolari di permesso F. “Tenuto conto del fatto che i viaggi sono già concessi solo in casi eccezionali e a condizioni molto severe, la decisione è incomprensibile”, scrive l’Osar.

Anche in altre due decisioni prese ieri dai ‘senatori’ l’Osar ravvisa “sproporzionate e massicce intrusioni nei diritti fondamentali”: la prima riguarda la possibilità, quale ultima ratio e col benestare della persona interessata, di accedere a cellulare, computer o tablet dei richiedenti asilo per determinarne l’identità; la seconda prevede che gli stranieri colpiti da decreto di espulsione siano testati contro il Covid-19 anche contro la loro volontà, se necessario, onde facilitarne l’allontanamento.

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