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30.06.2021 - 16:400
Aggiornamento : 17:36

Distribuzioni Bns per ridurre debito Covid: due varianti

Il Consiglio federale deciderà all'inizio del prossimo anno quale sottoporre al Parlamento

Le future distribuzioni supplementari della Banca nazionale svizzera (Bns) saranno contabilizzate come entrate straordinarie da quest'anno e serviranno a ridurre il debito causato dalla pandemia di coronavirus. Per raggiungere questo obbiettivo, il Consiglio federale intende porre in consultazione due varianti. All'inizio del prossimo anno deciderà quale sottoporre al Parlamento.

Le misure decise dal Consiglio federale e dal Parlamento per attenuare le conseguenze della pandemia comporteranno uscite straordinarie per circa 30 miliardi di franchi. Queste uscite devono essere compensate, come previsto dal freno. A fine agosto il governo intende avviare una procedura di consultazione proponendo due metodi, che possono essere attuati senza programmi di risparmio.

A partire dall'esercizio 2021 le distribuzioni supplementari della Bns - per un massimo di 1,3 miliardi - saranno contabilizzate come entrate straordinarie e accreditate al conto di ammortamento. Questa decisione non richiede alcuna modifica di legge e non sarà quindi inclusa nel progetto, precisa il Consiglio federale. Saranno poste in consultazione solo le due varianti per attuare questo obbiettivo.

La prima prevede la riduzione del debito entro il 2035. Con questa opzione il termine di ammortamento di sei anni dovrà essere raddoppiato e il debito azzerato nelle prossime tre legislature, tra il 2023 e il 2035. Se il disavanzo ammonta effettivamente di 30 miliardi, il debito dovrà essere ridotto di 2,3 miliardi di franchi all'anno. Oltre alle distribuzioni supplementari della Bns, sarà necessario quindi un miliardo supplementare, che potrà essere attinto dai crediti a preventivo inutilizzati (residui di credito). Ogni anno infatti nel consuntivo le uscite risultano inferiori di circa un miliardo rispetto ai valori di preventivo, precisa la nota.

La seconda variante prevede che parte del disavanzo sia compensata con eccedenze di finanziamento passate. Negli scorsi anni è stato possibile ridurre il debito nel bilancio ordinario e quindi l'obiettivo del freno all'indebitamento è stato superato. La metà del debito straordinario causato dal coronavirus potrà quindi essere compensata con la riduzione del debito effettuata in passato. Il restante disavanzo sul conto di ammortamento dovrà essere ridotto sempre tramite i residui di credito e le distribuzioni supplementari della Bns. In questo modo il termine di ammortamento sarà nettamente più breve.

All'inizio del 2022, quando le conseguenze finanziarie effettive sul bilancio saranno più chiare, il Consiglio federale deciderà quale variante proporre al Parlamento.

Il principio del freno all'indebitamento prevede che le uscite possono essere aumentate solo se il loro finanziamento è assicurato da entrate più elevate o da rinunce sul fronte delle uscite. Negli anni passati questo strumento ha permesso di ridurre considerevolmente il debito, afferma il governo precisando che è strutturato in modo flessibile permettendo uscite supplementari proprio per far fronte a situazioni straordinarie.

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