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03.01.2021 - 08:23
Aggiornamento : 10:27

Meno vaccino-scettici in Svizzera: ora sono uno su tre

Salite dal 41 al 50% le persone disposte a farsi vaccinare, indeciso il 20%. Uomini favorevoli per il 56%, donne per il 43

Ats, a cura de laRegione

Aumenta in Svizzera la prontezza di vaccinazione contro il coronavirus. Lo riferisce il SonntagsBlick citando un controllo rappresentativo del grado di preparazione alle vaccinazioni effettuato dall'Università di Zurigo. E parallelamente emerge che dopo l'approvazione del vaccino da parte dell'autorità competente in materia di medicamenti (Swissmedic), la percentuale di persone disposte a farsi vaccinare nel nostro paese è saluta dal 41 a 50%. Thomas Friemel, co-leader del progetto di ricerca, ha rimarcato l'importanza di verificare la tendenza e i motivi per i quali i vaccino-scettici aumentano o diminuiscono. Il cui numero è comunque ritenuto considerevole. Quasi uno su tre degli intervistati ha dichiarato di non voler essere vaccinato, mentre il 20% si è detto indeciso. Tra gli ultracinquantenni, quasi il 60% è disposto a farsi vaccinare, percentuale che scende al 40 nella fascia 15-49 anni. Importante la differenza fra i sessi: favorevoli il 56% degli uomini e il 43% delle donne lo era.

Oggi ci si muove il doppio rispetto alla primavera

Lo stesso domenicale, in un altro articolo, rileva come in Svizzera durante la seconda ondata la distanza sociale sia diminuita rispetto alla prima della primavera 2020. Il giornale cita uno studio effettuato sui dati di cellulari e acquisti. Risulta che dall'autunno a oggi ci sono molte più persone in movimento che in primavera. «Da inizio novembre la mobilità è rimasta relativamente costante», afferma il vicecapo dell'Ufficio statistico del Canton Zurigo, Peter Moser. È stato proprio il cantone più popoloso della Svizzera a commissionare un monitoraggio del comportamento della popolazione svizzera durante la pandemia, analizzando i dati dei cellulari di 2'561 persone di età compresa tra i 15 e i 79 anni. Emerge che dopo che a fine ottobre il Consiglio federale ha imposto le prime misure nella lotta contro la seconda ondata, la distanza media giornaliera percorsa dalle persone in Svizzera si è attestata sui 30-35 chilometri, vale a dire 10 km meno rispetto all'estate e alla prima parte dell'autunno, ma molto di più rispetto alla primavera. All'epoca si percorrevano solo 15-20 chilometri al giorno, ossia la metà di oggi. Inoltre il comportamento negli acquisti è cambiato solo in minima parte rispetto all'estate-autunno.

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