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Keystone
Dopo quello del Consiglio degli Stati è arrivato anche il sì del Nazionale
10.12.2020 - 16:18
Aggiornamento : 17:47

Molestie nello sport, sì a servizio di sostegno indipendente

Il Parlamento vuole istituirlo dopo le rivelazioni dei mesi scorsi sugli abusi commessi al centro sportivo di Macolin.

Berna – Il Parlamento non è restato con le braccia incrociate dopo i casi di molestie e pressioni avvenuti al centro sportivo di Macolin (Be), rivelati dalla stampa nei mesi scorsi. Oggi il Consiglio nazionale ha approvato, con 133 voti contro 44 e 6 astenuti, una mozione che chiede l'istituzione di un servizio di sostegno o di segnalazione indipendente per le vittime di abusi. Martedì era toccato agli Stati adottare un intervento dai contenuti identici.

"Un caso di abuso è già uno di troppo", ha detto Simone de Montmollin (Plr/Ge) a nome della commissione. La situazione potrà migliorare unicamente se i maltrattamenti verranno scoperti sufficientemente presto, ha aggiunto.

‘Stato di dipendenza’

Gli atleti, ha ricordato l'altra relatrice Sandra Locher Benguerel (Ps/Gr), "sono spesso in uno stato di dipendenza e sono quindi esposti a specifici rischi di abuso". La nuova struttura consentirà di migliorare la lotta alle violenze psicologiche e fisiche in tutte le discipline sportive e rafforzare così le misure di prevenzione.

L'Udc si è opposta alla mozione. Nadja Pieren (Udc/Be), pur non negando la necessità di agire, ha sostenuto come un servizio di segnalazione non sia sufficiente. Secondo la bernese, per trovare la migliore soluzione possibile occorrerebbe poi attendere la pubblicazione del rapporto chiesto dal Dipartimento dello sport sulle modalità di allenamento presso il centro di Macolin.

La vicenda

In estate avevano suscitato scalpore le rivelazioni di alcune ex atlete sui metodi da caserma applicati a Macolin. Il giornale ginevrino ‘Le Temps’, per esempio, ha pubblicato un'intervista alla ticinese Lisa Rusconi, ex capitana della nazionale di ginnastica ritmica, che aveva denunciato le violenze fisiche e psicologiche subite dalle sue allenatrici - tutte dell'Europa dell'Est - tra il 2012 e il 2017.

Altre interviste dello stesso tenore erano apparse su giornali svizzerotedeschi. Da allora, diverse dimissioni sono state registrate in seno alla Federazione svizzera di ginnastica.

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