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(Keystone)
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18.11.2020 - 14:350
Aggiornamento : 17:27

Da Berna un miliardo per casi di rigore e più aiuti allo sport

Esteso anche il lavoro ridotto, riattivati i crediti Covid. Multe disciplinari per infrazioni legate ai divieti, ad esempio per chi non indossa la mascherina

Il Consiglio federale ha deciso di proporre al parlamento alcuni adeguamenti mirati della legge COVID-19 da trattare con urgenza durante la sessione invernale. In tal modo, scrive il governo in una nota, "sarà possibile reagire meglio agli sviluppi attuali della seconda ondata della pandemia".

Casi di rigore

Il Consiglio federale propone di modificare la legge Covid-19 incrementando gli aiuti finanziari del programma per i casi di rigore fino a un importo complessivo di un miliardo di franchi, cifra della quale la Confederazione assumerebbe circa due terzi. Nel dettaglio, la quota di Berna ammonterà al 50% per i primi 400 milioni di franchi (ovvero 200 mio.) e all’80% per la somma restante (480 mio). Ogni Cantone dovrà definire i casi di rigore individualmente.  L'ordinanza sarà approvata mercoledi prossimo nella prossima seduta del Consiglio federale ed entrerà in vigore già dal 1 dicembre 2020. 

Lavoro ridotto

Per salvaguardare i posti di lavoro ed evitare licenziamenti dovuti alla pandemia, le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione (AD) nell'ambito dell’indennità per lavoro ridotto, dovranno nuovamente essere estese in modo mirato. Diverse misure dell'AD emanate in primavera e basate sul diritto di necessità devono essere trasposte nella legge Covid-19.

In particolare la modifica proposta intende estendere il diritto alle indennità per lavoro ridotto ai rapporti di lavoro di durata determinata e agli apprendisti, a certe condizioni che privilegiano il poter portare avanti la loro formazione, ed eliminare il periodo d'attesa se si percepiscono indennità per lavoro ridotto e la durata massima.

In aggiunta il Consiglio federale propone di riattivare i crediti Covid.

Contributi a fondo perduto per lo sport

Nel settore dello sport s'intende sostenere i club di livello professionistico e semiprofessionistico, oltre che con mutui, anche con contributi a fondo perduto fino a un massimo di 115 milioni di franchi. Ciò per garantire la sopravvivenza delle squadre colpite dai limiti al numero degli spettatori, ed evitare che vengano a mancare le strutture per la formazione delle giovani leve. I contributi dovrebbero coprire i due terzi delle mancate entrate della vendita dei biglietti, sulla base dei dati delle entrate medie della stagione 2018-19. Se le cifre dei contagi dovessero migliorare e fosse nuovamente concesso l'accesso al pubblico, tali contributi non sarebbero più validi. 

Per accedere ai contributi, le squadre dovranno ridurre i salari eccessivi e garantire massima trasparenza sull'utilizzo dei fondi, rendicontando annualmente e dichiarando come intendono utilizzare ulteriormente i contributi. Per 5 anni le squadre non potranno suddividere dividendi, e dovranno impegnarsi nella promozione dello sport giovanile e femminile. 

Multe disciplinari in arrivo

Inoltre, nel quadro della legge COVID-19 il Consiglio federale propone una modifica della legge  sulle multe disciplinari (LMD) in modo da poter nuovamente punire le contravvenzioni di lieve entità della legge sulle epidemie  (LEp), come le violazioni dell’obbligo di portare una mascherina facciale, con la procedura della multa disciplinare. 

Chiamata in servizio della protezione civile 

Il contingente della protezione civile comprenderà un massimo di 500'000 giorni di servizio. Sarà disponibile fino al 31 marzo 2021. Dato che la Confederazione verserà ai Cantoni un'indennità forfetaria di 27,50 franchi per giorno prestato, i costi per Berna ammonteranno al massimo a 13,75 milioni di franchi.

La responsabilità operativa della chiamata in servizio e degli interventi è assunta dai Cantoni. La protezione civile interviene soltanto a titolo sussidiario, vale a dire quando gli altri mezzi di supporto non sono più sufficienti o quando è necessario intervenire con urgenza. I compiti dell'esercito consistono nel sostenere le strutture ospedaliere civili nel settore delle cure di base e delle terapie, nell'aiutare gli ospedali cantonali ad accrescere le capacità delle loro unità di cure intense e nel trasportare pazienti contagiosi. I soldati sanitari e d'ospedale, che dispongono di una formazione militare riconosciuta dalla Croce Rossa, potranno in particolare sgravare il personale infermieristico da alcuni compiti per consentire loro di concentrarsi sui casi gravi.

 

 

 

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