12.06.2020 - 18:57

L'appello per una migliore tutela da violenze sessuali

Cinquantacinque organizzazioni e 130 personalità hanno lanciato e firmato oggi un appello per una revisione del diritto penale in Svizzera

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foto Ti-Press

Cinquantacinque organizzazioni e 130 personalità hanno lanciato e firmato oggi un appello per una revisione del diritto penale in Svizzera che garantisca una migliore protezione contro la violenza sessuale.

L'appello chiede una riforma rapida e globale del codice penale svizzero affinché tutti gli atti sessuali non consensuali "possano essere adeguatamente puniti". In concreto, "i reati previsti dagli articoli 189 (coazione sessuale) e 190 (violenza carnale) devono essere completati di conseguenza", precisano i firmatari in un comunicato odierno. Il diritto all'autodeterminazione sessuale è un diritto fondamentale che deve essere preso in considerazione, aggiungono. Qualsiasi rapporto sessuale richiede il consenso di tutte le persone coinvolte.

Il 22% delle donne ha subito atti sessuali non consensuali

Gli avvocati e i centri di assistenza alle vittime parlano regolarmente delle difficoltà che le vittime incontrano nell'accedere alla giustizia, si legge nel comunicato. E spesso devono spiegare alle vittime che una denuncia non ha possibilità di successo perché non c'è stata abbastanza pressione psicologica, violenza o minaccia, e che quindi il caso non corrisponde all'attuale definizione penale che riguarda stupri e coercizioni. Secondo uno studio dell'istituto gfs.bern pubblicato nel maggio 2019, il 22% delle donne in Svizzera ha già subito atti sessuali non consensuali e il 12% ha avuto rapporti sessuali contro la propria volontà. Quasi la metà delle donne colpite tiene per sé l'episodio di violenza.

Tra i firmatari figurano Amnesty International, l'alleanza delle società femminili svizzere (alliance f), Salute sessuale svizzera, Terre des femmes e numerosi politici, esperti di diritto penale, avvocati, medici, professionisti specializzati nella violenza contro le donne e coloro che lavorano in ambienti culturali.

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