26.04.2020 - 12:22

Coronavirus, la mortalità in Ticino è aumentata del 97%

I dati odierni emessi dall'Ufficio federale della sanità pubblica indicano altri 167 contagi in Svizzera e altri 8 decessi

Ats, a cura de laRegione
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La pandemia di coronavirus, diffusa in tutta la Svizzera, colpisce duramente il Ticino: il numero dei morti nel cantone italofono è raddoppiato rispetto a tempi normali, rileva oggi il SonntagsBlick, che ha analizzato le cifre pubblicate venerdì dall'Ufficio federale di statistica (Ust).

Secondo i dati dell'Ust, negli anni tra il 2015 e il 2019, tra metà marzo e metà aprile in Ticino sono morte mediamente 62 persone alla settimana. Quest'anno - caratterizzato dalla presenza del coronavirus - i decessi registrati mediamente in una settimana nello stesso periodo sono stati 122, pari a un incremento del 97%, sottolinea il domenicale.

Secondo i dati dell'Ust nei Grigioni la media di decessi a settimana negli ultimi cinque anni, tra metà marzo e metà aprile, è stata di 33, mentre quest'anno è stata di 41.

Una sovramortalità del 97% - continua il settimanale - mai vista prima dalla Svizzera e questo nonostante il lockdown, sottolinea. A termine di confronto, il tasso di mortalità più elevato dovuto all'influenza stagionale di questo inverno è stato di quasi il 10%, precisa il SonntagsBlick. E nell'anno peggiore come il 2017 ha raggiunto quasi il 25%, aggiunge.

Altri 167 contagiati in Svizzera

Sono 29'061 (167 in più rispetto a ieri) i casi confermati di coronavirus in Svizzera. Lo si evince dai dati odierni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). In aumento (+8) anche il numero di decessi, arrivati a 1'337.

I cantoni più colpiti dall'epidemia sono Ginevra (1'003 casi ogni 100'000 abitanti), Ticino (888), Vaud (662), Basilea Città (561) e Vallese (520). I test effettuati sono stati 249'650, il 14% dei quali positivo.

Delle 1'282 persone decedute di cui si conoscono i dati completi il 97% presentava patologie anteriori al Covid-19: le principali erano pressione alta (63%), malattie cardiocircolatorie (56%) e diabete (26%). Il 56% dei morti era maschio, il 41% femmina; le età sono comprese fra 31 e 104 anni, con una mediana a 84 anni.

 
 

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