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16.03.2020 - 16:27
Aggiornamento: 18:51

Tutta la Svizzera chiusa per coronavirus

Il Consiglio federale dichiara lo 'stato di emergenza' da mezzanotte fino al 19 aprile. Garantito l’approvvigionamento di derrate alimentari

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I consiglieri federali (da sinistra) Berset, Sutter, Sommaruga, Amherd (foto Keystone)

 

Il Consiglio federale si è riunito oggi, in seduta straordinaria e ha deciso di inasprire ulteriormente i provvedimenti a tutela della popolazione e di proclamare la «situazione straordinaria» ai sensi della legge sulle epidemie.

Fino al 19 aprile tutti i negozi, i ristoranti, i bar e tutte le strutture ricreative e per il tempo libero dovranno restare chiusi. Fanno eccezione i negozi di generi alimentari e le strutture sanitarie. Anche le scuole resteranno chiuse in tutta la Svizzera fino al 19 aprile.

Dalla mezzanotte di oggi saranno inoltre introdotti controlli anche alle frontiere con la Germania, l’Austria e la Francia. Per sostenere i Cantoni negli ambiti della sanità pubblica, della logistica e della sicurezza, il Governo ha autorizzato l’impiego di circa 8000 militari.

Di fronte alla diffusione sempre più rapida del coronavirus, il Consiglio federale inasprisce ulteriormente i provvedimenti a tutela della popolazione e, dopo averne informato i Cantoni, proclama la «situazione straordinaria» ai sensi della legge sulle epidemie. In virtù di questa nuova situazione, il Consiglio federale può ordinare provvedimenti unitari in tutti i Cantoni.
Dalla mezzanotte di oggi sono vietate tutte le manifestazioni pubbliche e private. Vengono chiusi tutti i negozi, i mercati, i ristoranti, i bar e le strutture ricreative e per il tempo libero, come musei, biblioteche, sale cinematografiche, sale per concerti, teatri, centri sportivi, piscine e stazioni sciistiche. Dovranno inoltre essere chiusi gli esercizi nei quali non può
essere mantenuta la distanza reciproca di sicurezza, quali i saloni di parrucchieri e i centri estetici.

Resta garantito l’approvvigionamento dell’intera popolazione di derrate alimentari, di medicamenti e di merci di uso quotidiano. Le scorte predisposte sono sufficienti. Restano aperti i negozi di generi alimentari, i take-away, le mense aziendali, i servizi di fornitura di pasti e le farmacie, come pure le stazioni di servizio, le stazioni ferroviarie, le banche, gli
uffici postali, gli alberghi, la pubblica amministrazione e le strutture sociali. Anche le officine per la riparazione di mezzi di trasporto pubblici e privati possono restare aperte. Tutte queste 2/3 strutture devono rispettare le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica concernenti l’igiene e il distanziamento sociale. Restano inoltre aperte le strutture sanitarie quali ospedali, cliniche e studi medici, che devono però rinunciare a interventi medici e terapie non urgenti. Le persone particolarmente a rischio devono svolgere da casa le loro mansioni. Nel caso questo non fosse possibile, sono poste in congedo dal datore di lavoro, ma continuano a percepire il loro stipendio.

Nell’ordinanza rivista sui provvedimenti per combattere il coronavirus, il Consiglio federale disciplina anche la questione delle strutture di custodia collettiva diurna. I Cantoni devono provvedere alle necessarie offerte di servizi per la custodia dei bambini che non possono essere accuditi privatamente. Le strutture di custodia collettiva diurna possono essere chiuse
soltanto se le autorità competenti prevedono altre forme idonee di custodia. Questo provvedimento e anche quello della chiusura delle scuole si applicano al momento fino al 19 aprile 2020.

Il Consiglio federale esorta inoltre la popolazione a rinunciare a tutti i contatti non strettamente necessari, a mantenere la distanza reciproca di sicurezza e a osservare i provvedimenti d’igiene. Esorta in particolare la popolazione più anziana a restare nel limite del possibile a casa.

Fino a 8000 militari per la sanità pubblica, la logistica e la sicurezza

Il Consiglio federale prevede che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane le autorità civili necessiteranno del sostegno da parte dell’esercito in misura sempre più importante. Per poter soddisfare le richieste dei Cantoni, il Governo innalza il limite superiore del servizio d’appoggio da 800 a 8000 militari. Questo provvedimento resterà in vigore fino alla fine di
giugno del 2020. L’esercito dovrà in primo luogo servire d’appoggio alla sanità pubblica, fornendo prestazioni di carattere sanitario quali la cura e la sorveglianza dei pazienti, i trasporti sanitari o la logistica ospedaliera (p. es. disinfezione dei letti, cucina, lavanderia, pulizia). In secondo luogo l’esercito dovrà svolgere compiti di natura logistica, come i trasporti e la collaborazione nell’allestimento di infrastrutture improvvisate. In terzo luogo sarà operativo nel settore della sicurezza, sgravando i corpi di polizia cantonali (p. es. sostenendoli in misura maggiore nei compiti di protezione delle ambasciate), oppure appoggiando il corpo delle guardie di confine alle frontiere e negli aeroporti. Per l’appoggio alla sanità pubblica sono a disposizione circa 3000 militari che vengono immediatamente approntati. Il numero di militari che sarà effettivamente impiegato dipenderà dagli sviluppi della situazione e dalle richieste delle autorità competenti.

Mobilitazione delle formazioni di milizia in prontezza elevata

Dapprima vengono impiegate le formazioni che si trovano nel servizio di truppa regolare. Le scuole reclute, quelle per militari in ferma continuata e i corsi di ripetizione saranno, se necessario, prolungati. In alcuni ambiti devono essere mobilitate truppe supplementari. Questo riguarda in particolare militari provenienti da formazioni di milizia in prontezza elevata. Fanno parte di tali formazioni, fra l’altro, tutti e quattro i battaglioni d’ospedale e cinque compagnie sanitarie, che possono essere impiegati entro quattro giorni da quando è stata avviata la mobilitazione. La mobilitazione sarà avviata ancora oggi. Per poter reagire per tempo e in modo adeguato allo sviluppo della situazione, il Consiglio 3/3 federale ha inoltre autorizzato il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport a chiamare in servizio, a seconda del fabbisogno delle autorità civili, anche truppe che non fanno parte delle formazioni di milizia in prontezza elevata.
Questo può significare che determinate truppe possono essere mobilitate temporaneamente e istruite preventivamente per l’impiego. Dopo un’istruzione della durata di alcuni giorni vengono licenziate dal servizio e possono essere chiamate nuovamente in servizio per un impiego se sono presentate richieste in tal senso da parte dei Cantoni.

Controlli alle frontiere

Dopo avere disposto, venerdì scorso, controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, il Consiglio federale ha deciso di introdurre dalla mezzanotte di oggi controlli alle frontiere anche con la Germania, l’Austria e la Francia e disporre divieti d’entrata con possibilità di deroga. Possono entrare in Svizzera dai quattro grandi Stati limitrofi soltanto i cittadini svizzeri, le persone con un permesso di soggiorno e quelle che devono venire nel nostro Paese per motivi professionali. Continuano a essere permessi il traffico di transito e il trasporto di merci. Infine possono varcare il confine anche le persone in situazione di assoluta necessità. Questi provvedimenti sono volti a proteggere la popolazione svizzera e ad assicurare al sistema sanitario svizzero le risorse necessarie. Per poter svolgere questi compiti in modo mirato, vengono chiusi in tutta la Svizzera i valichi più piccoli e il traffico frontaliero è convogliato su quelli più grandi. L’elenco dei valichi aperti è pubblicato
dall’Amministrazione federale delle dogane.

Il Consiglio federale monitora costantemente la situazione e ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di valutare, insieme al Dipartimento federale dell’interno e al Dipartimento federale degli affari esteri, l’estensione dei controlli e dei divieti di entrata a viaggiatori provenienti da altri Paesi particolarmente colpiti dalla diffusione del coronavirus.

 

 

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