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26.11.2018 - 12:100

Condannato per pedofilia, torna a molestare un minore

Sfuggito all'internamento per ragioni formali, un 45enne finisce di nuovo in manette. Aveva già abusato di sei bambini

Era libero, nonostante avesse commesso delitti sessuali su sei bambini. Ora avrebbe molestato un settimo ragazzino. È destinata a far discutere, infatti, la vicenda di un 45enne di origine colombiane, sfuggito all'internamento per motivi giuridico-formali sebbene si temesse potesse essere recidivo.

La vicenda - raccontata in questi giorni in particolare dalla televisione privata M1, dalla 'SonntagsZeitung' e dal 'Blick' - prende avvio nel 1999, quando l'uomo viene condannato per la prima volta a 18 mesi di detenzione per abusi su cinque bambini, due dei quali in età prescolastica. Dovrebbe anche seguire una terapia ambulatoriale, cosa che però non accade.

Nel 2006 l'uomo colpisce ancora a Starrkirch (So): attira con un pretesto una bimba di 8 anni che gioca in giardino, la porta in una baracca vicina e le fa violenza per ore. Per questo il pedofilo viene condannato a cinque anni di reclusione e a una terapia stazionaria. Dopo 239 sedute individuali il terapeuta afferma, però, che il paziente non si è spostato di un centimetro e che vi è una probabilità medio-alta che torni a compiere delitti sessuali.

L'autorità solettese di esecuzione delle pene avanza, quindi, una richiesta di internamento. Un anno fa doveva tenersi l'udienza in materia, ma salta per motivi formali: stando alla prassi del Tribunale federale un internamento a posteriori può infatti essere deciso solo se la terapia ordinata in precedenza è stata formalmente revocata. Cosa che finora non è avvenuta.

IL 45enne viene liberato e riceve pure un risarcimento di 52'000 franchi. La motivazione? E' rimasto troppo a lungo in carcere. Così gli viene applicata una cavigliera elettronica e va a vivere in una residenza aperta, pensata per persone che si trovano sulla via dell'indipendenza.

Ora il pedofilo è stato nuovamente arrestato per atti sessuali con un bambino, non si sa esattamente dove. Stando a ricerche giornalistiche il colombiano avrebbe preso in affitto un ristorante a Olten, vicino a un parco giochi frequentato dai bambini. "Avessi saputo, non lo avrei accettato", afferma il proprietario del locale in dichiarazioni rilasciate al 'Blick'.

A prendere la parola pubblicamente è stata anche la sesta vittima, oggi 20enne. A suo avviso è incredibile quanto successo: lei aveva sempre detto che il suo aggressore non avrebbe mai più dovuto essere liberato, fa notare. "Ma lo hanno fatto comunque!", dice. "Quando ho saputo che aveva abusato di un altro altro bambino sono rimasta sgomenta", confida alla 'SonntagsZeitung'. La giovane soffre ancora oggi per quanto successo: deve seguire una terapia. E ha scoperto pure che il suo aguzzino, una volta fuori, ha vissuto vicino a dove abitava lei. "Questo non ha più nulla a che fare con la protezione delle vittime".

Il responsabile del dipartimento cantonale Sicurezza Roland Fürst si è detto molto colpito per quanto successo. "Le autorità di perseguimento penale devono fare tutto quanto in loro potere per proteggere la società da questi autori di reati", afferma il politico Ppd in dichiarazioni riportate dai media. Il caso sarà analizzato in modo minuzioso: si tratterà di individuare eventuali punti deboli, anche in ambito federale.

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