LIVE CONCLUSO
Sciopero delle donne

Lo sciopero delle donne raccontato in diretta

Cronaca di una giornata speciale per il Ticino e per tutta la Svizzera. #donneinsciopero #infosciopero

19:09

Alcune belle immagini da BELLINZONA:

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(Ti-Press)
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Qui Zurigo (Keystone)
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Qui Zurigo (Keystone)
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Qui Losanna (Keystone)
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Qui Losanna (Keystone)
18:48

Chiara Landi (Unione sindacale svizzera, sezione Ticino e Moesano) alla Rsi: “Ci aspettavamo una grande partecipazione, ma non così ampia. Siamo tantissimi e tantissimi, una marea che non si fermerà”. Notevole, rispetto al precedente sciopero del 1991, anche la presenza di molti uomini.

18:43

La prima cittadina Marina Carobbio: “È un’emozione fortissima vedervi in così tante e tanti a lottare per la parità. Una parità che è una questione di giustizia e democrazia! E siamo solo all’inizio delle nostre rivendicazioni”

18:39

Diverse decine di migliaia di persone, secondo la polizia, hanno sfilato questo pomeriggio a Zurigo in occasione dello sciopero delle donne. Come nel resto della Svizzera hanno rivendicato più uguaglianza fra uomini e donne, in particolare nell'ambito lavorativo.

La grande folla vestita di viola era composta di molte donne, giovani e vecchie, ma anche di uomini. L'atmosfera era festosa. Erano presenti molte esponenti del settore dell'educazione e della formazione.

Il corteo partito dalla città vecchia svolgerà poi festeggiamenti su Helvetiaplatz, l'emblematica piazza di Zurigo dove già si era tenuto lo sciopero delle donne del 1991.

18:36
La pioggia non ferma nessuno. Poi si ferma lei.
18:12
18:11

Circa 5.000 persone a Bellinzona secondo gli organizzatori.

18:06

DECINE DI MIGLIAIA le donne in piazza in tutto il Paese

17:59
(Ti-Press)
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17:55

Quando si entra in via Nosetto gli organizzatori annunciano che la coda del corteo è appena partita!

17:52
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17:50
Viale Stazione letteralmente invaso e murato di persone. Tanta allegria, fischietti e slogan, con tantissima voglia di far sentire la propria voce.
17:34
17:08

Partito il corteo da Piazza del sole, gremitissima e colorata:

17:07
16:33
Da Berna (Keystone)
16:11
16:07

Riprendiamo, dopo mezz'ora di sciopero solidale.

15:24

In occasione di un’intervista odierna al Group CEO di UBS, Sergio P. Ermotti, abbiamo approfittato per chiedergli il suo punto di vista sulle rivendicazioni che oggi, dopo 28 anni, riportano le donne in piazza: 

«Le rivendicazioni delle donne sono giuste, le forme in cui vengono fatte possono essere diverse. Io credo che questa giornata può essere un momento di riflessione, chiaramente tutti siamo chiamati a pensare su ciò che questo significa e a fare qualcosa».

Anche in questi frangenti il buon manager deve affinare lo sguardo, per ottimizzare al massimo i risultati. E riconoscere nelle donne una risorsa preziosa. Ermotti: «Io sono dell’idea che in ogni mia decisione ci siano due aspetti importanti: uno è fare la cosa giusta, l’altro è fare la cosa economicamente giusta. In questo caso essi sono allineati: avere più donne al lavoro è sia socialmente che economicamente giusto. Noi investiamo molto nella formazione delle donne, è importante non perdere questa forza lavoro, specialmente in un momento in cui la demografia scende e abbiamo bisogno di lavoratori qualificati. È quindi giusto fare di tutto per promuoverle e per tenerle nel mondo del lavoro, a prescindere dalle loro scelte di vita». 

C’è poi il capitolo delle disparità salariali: «Uno dei temi che a noi sta molto a cuore è quello della parità di retribuzione. Abbiamo investito molto per capire i dati, per non lasciarci offuscare le idee da statistiche incomplete: stesso ruolo, stesso titolo, stessa formazione, stessa retribuzione. E se ci sono delle differenze, queste vanno motivate. Siamo così arrivati a ridurre le situazioni dove la differenza di retribuzione fra uomo e donna non è fattualmente spiegata da dati. Il nostro obiettivo, la perfezione, è far sì che questo scostamento arrivi ad oscillare fra negativo e positivo». Cioè a zero.
 
15:21

Per 'celebrare' lo sciopero, i giovani Udc chiedono di innalzare l'età di pensionamento delle donne ed estendere anche a loro l'obbligo di leva (sul serio):

15:20
14:42

LOSANNA (ats) - La rete professionale svizzera delle donne lesbiche (LWork) chiede una maggiore visibilità per le lesbiche nel mondo del lavoro. Queste lavoratrici devono far fronte a una doppia discriminazione in base al sesso e all'orientamento sessuale, osserva LWork in un comunicato diramato in occasione dello sciopero delle donne.

 

Secondo l'organizzazione, la maggior parte delle lesbiche "deve mantenere un basso profilo sul posto di lavoro e nascondere parte della propria vita". Inoltre occupano "principalmente posizioni subordinate", deplora l'associazione.

 

LWork chiede, tra l'altro, che vengano inserite apposite clausole per la parità di trattamento e il rispetto delle lesbiche in tutti i contratti collettivi di lavoro e nelle leggi e regolamenti che regolano i rapporti di lavoro, compreso il Codice delle obbligazioni.

14:40

Intanto il grafico chiassese Alfio Mazzei rivisita la bandiera della Confederazione:

14:39
14:29

Per il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega) lo sciopero è solo "delle donne di sinistra":

14:28
14:17
BERNA (ats) -

"Bloody Unfair - riduciamo la tasse degli assorbenti: oltre 11'000 persone hanno firmato la petizione per chiedere un abbassamento delle imposte su prodotti igienici femminili. Oggi, in occasione dello sciopero nazionale delle donne, il testo è stato consegnato alla Cancelleria federale.

La petizione era stata lanciata lo scorso 8 marzo nella giornata internazionale della donna. La petizione chiede che tamponi, assorbenti e altri prodotti per l'igiene intima femminile siano soggetti all'aliquota IVA ridotta del 2,5% invece dell'attuale 7,7%.

Tra gli articoli soggetti all'aliquota ridotta ci sono tutti i prodotti alimentari, i medicinali, giornali, riviste e libri. Il fatto che un'aliquota più elevata venga applicata ai prodotti igienici per donne è "dannatamente ingiusto" ("bloody unfair, utilizzando un gioco di parole con l'inglese).

Il Consiglio nazionale è d'accordo. Nella sessione primaverile ha accolto una mozione del consigliere nazionale Jacques-André Maire (PS/NE), appoggiata anche dal Consiglio federale, che mira a ridurre l'aliquota al 2,5% per i prodotti per l'igiene di base del corpo, tra cui tamponi e assorbenti, ma anche pannolini per neonati, carta igienica, sapone e dentifricio. Un cambiamento simile in Svizzera avrebbe secondo Maire conseguenze limitate sulle entrate della Confederazione: dai 10 ai 15 milioni di franchi su un totale di 22 miliardi, ossia pari a una diminuzione dello "0,5 per mille delle suddette entrate". L'atto parlamentare deve ancora passare agli Stati.

13:35

Fischi contro la discriminazione a Mendrisio:

13:35
(Ti-Press)
13:35
(Ti-Press)
13:35
(Ti-Press)
13:32
13:03
Berna (Keystone)
13:03

Berna (Ats) Diverse migliaia di donne si sono radunate sulla Piazza federale alla 11.00 per una prima azione in occasione dello sciopero delle donne. Diverse politiche si sono unite alla manifestazione e sono state accolte dal baccano di pentole e fischietti.

Sopra al palco allestito sulla piazza sventolava uno striscione con la scritta "Le donne cambiano la società - ora" e alle finestre di palazzo federale sono stati stesi panni viola. Per permettere alla parlamentari di partecipare alla manifestazione, la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio ha sospeso poco prima delle 11.00 la seduta della Camera del popolo.

Carobbio ha spiegato che si tratta di un segno di solidarietà verso le donne e contro le discriminazioni legate al genere. "La parità fra i sessi riguarda tutte e tutti noi: la sua realizzazione porterà dei benefici alla società intera, al mondo economico ed è al contempo una questione di giustizia e democrazia", ha aggiunto la prima cittadina svizzera.

13:01

Lucerna (Ats) – Palloncini rosa svolazzo sulle chiese cattoliche della città di Lucerna: sono stati appesi dalle donne che chiedono maggiore uguaglianza nelle comunità religiose e nella società in generale.

Secondo la teologa e assistente pastorale lucernese Simone Marchon, i palloncini hanno lo scopo di rendere visibili le rivendicazioni. Questa azione fa parte di una mobilitazione nazionale in occasione dello sciopero delle donne con lo slogan "Uguaglianza di trattamento. Punto. Amen.".

"La Chiesa è ancora e sempre sostenuta dalle donne, ma guidata dagli uomini", scrive Jacqueline Keune, un'altra teologa lucernese, in un comunicato.

12:16
Un utile promemoria
12:09
12:08
Carobbio, Amherd e le altre (Keystone)
12:06
Berna (Ats) -

La presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio ha sospeso stamane, poco prima delle 11.00, la seduta della Camera del popolo per consentire alle parlamentari che lo desiderano di partecipare brevemente alla manifestazione organizzata sull'antistante Piazza federale. I dibattiti sono poi ripresi alle 11.15.

Carobbio ha spiegato che si tratta di un segno di solidarietà verso le donne e contro le discriminazioni legate al genere. "La parità fra i sessi riguarda tutte e tutti noi: la sua realizzazione porterà dei benefici alla società intera, al mondo economico ed è nel contempo una questione di giustizia e democrazia", ha aggiunto la prima cittadina svizzera.

Alla ripresa dei lavori, la consigliera federale Viola Amherd ha fatto una breve dichiarazione per esprimere il suo sostegno alla causa. Citando Josi Meier (PPD/LU), la prima donna a presiedere il Consiglio degli Stati nel 1991-1992, la vallesana ha detto che "sì, le donne devono stare a casa: nelle case comunali, nei municipi e a Palazzo federale" ("Gemeindehaus", "Rathaus" e "Bundeshaus", in tedesco). "Abbiamo bisogno di donne a tutti i livelli; che partecipino, che lavorino, che parlino, che si esprimano, dovunque esse siano, ai fornelli o altrove", ha affermato la consigliera federale facendo riferimento al suo cognome ("am Herd" significa appunto ai fornelli).

Da notare che oggi molte parlamentari - principalmente di sinistra - e la stessa consigliera federale Amherd hanno deciso di portare un capo d'abbigliamento viola in segno di solidarietà. Anche diversi colleghi maschi si sono vestiti di viola o hanno portato un foulard di questo colore.

La decisione di sospendere la seduta è stata presa la settimana scorsa all'unanimità dall'Ufficio del Nazionale. La proposta era stata formulata da Marina Carobbio e nessuno in seno all'ufficio aveva sollevato obiezioni, aveva dichiarato in aula mercoledì di settimana scorsa la stessa presidente del Nazionale. "Abbiamo voluto evitare una mozione d'ordine e una discussione infinita il giorno stesso", aveva aggiunto la vicepresidente Isabelle Moret (PLR/VD).

Non contento di tale decisione, Andreas Glarner (UDC/AG) aveva depositato una mozione d'ordine per impedire tale sospensione. Per l'argoviese "lo sciopero è una faccenda privata per i gruppi di sinistra" al quale parteciperanno "donne frustrate". A suo avviso la "stragrande maggioranza delle donne non vuole affatto questo sciopero".

Al voto la maggioranza del Consiglio nazionale aveva però deciso di mantenere la sospensione per 114 voti contro 55 e 7 astenuti. I "no" sono venuti dai ranghi dell'UDC (53 sui 61 presenti, compreso Marco Chiesa) e del PLR (2 su 26). Quattro membri del gruppo UDC (tra cui Lorenzo Quadri) e 3 PLR si sono astenuti. Tutti gli altri (compresi Giovanni Merlini, Roberta Pantani, Fabio Regazzi e Marco Romano) avevano sostenuto l'interruzione della seduta.

 

11:56
Donne in sciopero a Lucerna (©Keystone)
11:50
La foca in viola (Ti-Press)
11:46
Le Temps a pagine bianche per lo sciopero delle donne (©Keystone)
11:42
11:35
Preparativi in Piazza Governo a Bellinzona (Ti-Press)
11:28

Sciopero delle donne alla Posta di Lugano

11:27
11:25
11:24
11:20

A Ponte Chiasso, circa trenta donne stamattina verso le nove hanno inaugurato presso la dogana lo sciopero. Striscioni e campanacci che hanno avviato lo 'sciopero itinerante' ricordando anzitutto una realtà molto particolare: quella delle donne frontaliere, oggetto di dumping e discriminazioni:

11:20
(Ti-Press)
11:16

Il programma aggiornato è sempre disponibile su http://nateil14giugno.ch/

11:15
11:15
11:06

A Losanna, dove sono scese in strada circa 500 persone, il celebre guardiano della cattedrale che annuncia l'ora agli abitanti è stato sostituito da diverse "guardiane". In più di 600 anni di storia, è stata la prima volta che a scandire le ore dalla cima del campanile sono state delle donne. Queste si sono alternate a partire dalle 23.00 alle 2.00 del mattino. In piazza della Riponne è poi stato acceso un falò, dove le presenti hanno bruciato oggetti simbolici.

A Basilea il logo dello sciopero è stato proiettato sulla torre Roche, più alto grattacielo della Svizzera, ha indicato il sindacato Unia.

Lo sciopero si preannuncia "diversificato e globale" poiché si svolgerà sul luogo di lavoro, in casa, nella formazione e nel consumo in generale. "Sarà adattato alle possibilità di ciascuna: fermarsi un momento o per tutto, far disordine invece di riordinare, occupare lo spazio pubblico di giorno e di notte", si legge nell'appello allo sciopero.

In Ticino, uno sciopero itinerante attraverserà il cantone manifestando in luoghi significativi per le discriminazioni di genere. Partito dalla dogana di Chiasso "per solidarizzare con le donne migranti e frontaliere", si sposterà poi al centro commerciale di Grancia, agli studi della Rsi e infine all'Ospedale San Giovanni di Bellinzona.

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