Tennis

Con le scommesse, Flushing Meadows diventa Las Vegas

Pioggia di dollari sull'Us Open, dopo le polemiche su Kalshi e il record di puntate sul match Cobolli-Comesana: quasi 22 milioni in un sol colpo

E chi non c’è, è in ricevitoria
(Keystone)
2 settembre 2026
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Si punta sui match ancora in corso e il giro d'affari milionario fa impallidire i premi riservati ai campioni: annunciata lunedì all'avvio del tabellone principale, sta facendo discutere la partnership degli Us Open con Kalshi, il colosso delle scommesse vicino al figlio di Donald Trump. Secondo il giornalista sportivo Ben Rothenberg, Flushing Meadows edizione 2026 sembra essersi trasformato in un casinò di Las Vegas a tema tennis. E quello delle scommesse nel tennis è un argomento d'attualità: dopo la denuncia di Matteo Berrettini su minacce ricevute dalla sua famiglia da parte di scommettitori al Roland Garros, ieri ha fatto scalpore il giro di puntate raggiunto su Kalshi durante il match tra l'italiano Cobolli e l'argentino Comesana: un vortice di biglietti verdi che da 8 milioni alla fine del terzo set è salito a 14,9 al quarto, 17,1 a inizio quinto, fino al picco di 21,7 quando a ogni punto messo a segno da ciascuno dei due tennisti le puntate salivano di centinaia di migliaia di dollari. Bounces, il sito per cui scrive Rothenberg, ha notato un paradosso: il monte scommesse su questa singola partita del primo turno è stata di quasi quattro volte il premio in denaro destinato al vincitore del torneo maschile, ovvero 5,5 milioni di dollari, un record nella storia degli Us Open.

L'accordo tra Kalshi e l'Us Open è arrivato mentre nel tennis, come nel resto dello sport professionistico, si stanno moltiplicando le polemiche sui cosiddetti ‘prediction market’, piattaforme che consentono di puntare denaro sull'esito di eventi futuri, come quella che ha investito la Coppa del mondo di calcio organizzata dalla Fifa e Polymarket, lo stesso sito che aveva già fatto parlare agli ultimi Oscar e ai Golden Globe. L'azienda Kalshi, di cui Donald Trump jr. è consulente strategico dal gennaio del 2025, quest'anno si è fatta strada in ogni angolo della vita americana, raggiungendo a maggio una valutazione di 22 miliardi di dollari. «Siamo determinati a mantenere il tennis all'avanguardia nell'innovazione e nel rapporto con i tifosi», dice Craig Tiley, il Ceo di Usta, la Federtennis statunitense, spiegando che la partnership punta a sperimentare nuovi strumenti per coinvolgere il pubblico, «garantendo al tempo stesso l'integrità dello sport».

Mancano ancora anni prima che dall'altra parte dei binari della metropolitana venga inaugurato un vero e proprio casinò, ma già adesso sugli spalti di Flushing Meadows si sente spesso commentare sulle scommesse in corso, mentre gli spettatori – in grande maggioranza uomini – giocherellano col telefonino durante gli incontri. Le scommesse, ha osservato Rothenberg, sono spesso accompagnate da boati di incitamento, «come ai cavalli durante una corsa o ai levrieri a un cinodromo». Un'esperienza disorientante per un tennista che moltiplica la già enorme pressione sul campo, come ha denunciato lo stesso Cobolli dopo il match con Comesana, parlando del chiasso che lo ha frastornato a inizio partita.

Gli effetti poi non si fermano al campo: gli scommettitori bersagliano gli atleti 24 ore su 24 sui social, dove le minacce possono precedere un match e i messaggi di odio seguono ogni puntata persa: «Noi siamo degli adulti e non ci sentiamo minacciati – aveva detto Berrettini –, ma se penso alle ragazze e ai giocatori più giovani, ricevere messaggi del genere non può che far paura»

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