Colpo di scena d'entrata all'Us Open, dove il serbo si piega a Mariano Navone: erano vent'anni che nono perdeva al primo turno in uno Slam

Colpo di scena sul campo Arthur Ashe! Novak Djokovic, in grande difficoltà fisica, è stato eliminato già al primo turno degli Us Open: un'uscita precoce che al serbo non capitava da vent'anni in un torneo del Grande Slam.
L’ex numero 1 al mondo, ora quinto in classifica, è stato sconfitto in cinque set per 7-6 (7/5) 5-7 4-6 6-2 6-1 al termine di una battaglia durata oltre 4 ore e mezza, vinta dall’argentino Mariano Navone (Atp 49). Quest’ultimo affronterà Stan Wawrinka o Matteo Berrettini al secondo turno.
Questa eliminazione allontana ancora un po’ di più la prospettiva di vederlo conquistare, a 39 anni, il venticinquesimo titolo nei tornei del Grande Slam, stabilendo così un nuovo record. Il quattro volte vincitore al Queens (2011, 2015, 2018 e 2023) aveva già mostrato segni di nervosismo due settimane fa durante la sua unica partita di preparazione a Cincinnati, dove era stato eliminato anche in quell'occasione al primo turno, giocato in un caldo soffocante.
A Flushing Meadows, Novak Djokovic non aveva mai perso al primo turno in 19 partecipazioni. Bisogna addirittura risalire al 2006, a Melbourne, per vederlo uscire di scena già al suo esordio in un Major.
Ha pensato di gettare la spugna
Mentre era in vantaggio per 4-1 nel primo set, il serbo è apparso in difficoltà fisica: con un’aria stravolta, si passava regolarmente del ghiaccio sul viso già dopo pochi game. Nonostante i farmaci somministrati dallo staff medico, il tennista di Belgrado ha vomitato più volte. Ha finito per cedere il primo set al tie-break con un dritto che si è schiantato contro la rete.
Il serbo ha poi ritrovato le forze, approfittando di un servizio completamente ‘svenduto’ da Navone per passare in vantaggio e riportare il punteggio in parità a un set l’uno. Lo stesso copione si è ripetuto nel set successivo, quando l’argentino ha nuovamente ceduto il servizio in un momento chiave, consentendo a Djokovic di prendere il comando della partita. Sforzo che però nel quarto set ha presentato il conto: sul parziale di 2-1 in suo favore, Nole è stato colto da crampi, per poi crollare completamente perdendo otto game consecutivi. Asciugandosi qualche lacrima nonostante gli incoraggiamenti del pubblico newyorkese, alla fine ha dovuto arrendersi al quinto set, dopo 4 ore e 36 minuti di gioco. Djokovic ha dunque lasciato il campo firmando alcuni autografi prima di incamminarsi lungo i corridoi, con le borse sulle spalle, l’aria esausta e il passo pesante. Il suo ‘giustiziere’, Mariano Navone, affronterà Stan Wawrinka o Matteo Berrettini al secondo turno.
«Credo fosse evidente che mi sentivo molto male in campo – commenta Djokovic a fine incontro –. Purtroppo è qualcosa che ho sperimentato in ogni partita quest'anno: il vomito è una cosa seria. Il mio corpo inizia a cedere con crampi e dolori. Alla fine della partita, la schiena e la spalla mi hanno abbandonato e non sono riuscito a concludere». Interrogato sugli insegnamenti tratti da questi ultimi mesi, il serbo ha detto di «non essere ancora arrivato a quel punto», ammettendo al tempo stesso che «sto cercando di affrontare il problema e di capire fin dove posso arrivare in queste condizioni».
Un epilogo inizialmente impronosticabile, visto che Djokovic era riuscito ad aggiudicarsi il secondo e il terzo set, combattendo contro le difficoltà fisiche. «Ho pensato di ritirarmi, poi però ho vinto un set e successivamente anche il terzo, quindi mi sono detto che forse avevo ancora una possibilità. Non volevo arrendermi al quarto o al quinto e ho cercato di finire la partita», ha spiegato, confessando di «aver detestato ogni momento trascorso in campi», nonostante il sostegno del pubblico che «mi ha davvero toccato il cuore».