Tennis

L'emozionante addio a Gstaad di Stan

‘Dalla fine di questa stagione potrò dedicarmi alla neve’, ha detto il vodese ricevendo in dono un paio di sci

15 luglio 2026
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È un anno di addii ripetuti, per Stan Wawrinka. E anche martedì sera, a Gstaad, è stato il momento di salutare. Il 41enne vodese ha condiviso ancora una volta le proprie emozioni coi tifosi. Non è riuscito a conquistare la vittoria, ma ha ricevuto in dono un paio di sci.

Il sole era tramontato dietro le montagne dell'Oberland bernese e la luce del giorno lasciava lentamente il posto al crepuscolo, quando Stan usciva sconfitto al primo turno da Jaime Faria, una quindicina di posizioni più in alto di lui nella classifica Atp (attorno alla 90ª). L'epilogo è giunto al terzo set, dopo due ore e mezza di strenua lotta.

Le emozioni del tre volte vincitore di un titolo Slam erano contrastanti, come ogni volta nel corso di quella sorta di tour d'addio che sta compiendo l'elvetico. Circa 4mila tifosi entusiasti hanno creato sugli spalti del Centrale di Gstaad un'atmosfera degna della Coppa Davis: quasi tutti sventolavano una bandiera rossocrociata, applaudivano i bei colpi e si lamentavano con l'arbitro se si verificava un errore.

Gstaad occupa davvero un posto speciale nel cuore di Wawrinka: questa era la sua quattordicesima apparizione nella piccola ma affascinante località montana dove nel 2005, a soli vent'anni e tre mesi, raggiunse per la prima volta la finale di un torneo Atp. Perse contro il vincitore del Roland Garros Gaston Gaudio, e non si avvicinò mai più all'imponente trofeo bernese: un blocco di granito con una piccola pallina da tennis incastonata.

«È incredibile», ha detto Wawrinka visibilmente commosso dalla dimostrazione di affetto dei tifosi. «Il fatto che così tante persone siano venute qui già di martedì è speciale. Vengo qui da tanti anni, qui ho vissuto tante emozioni meravigliose, ma anche momenti difficili».

Dagli organizzatori del torneo ai suoi ex compagni di squadra di Coppa Davis (Marco Chiudinelli, Michael Lammer e Severin Lüthi) fino ai raccattapalle, tutti hanno reso omaggio al secondo miglior tennista svizzero di sempre, sottolineando i suoi successi e, soprattutto, le sue qualità personali fuori dal campo. Del resto, secondo Lüthi – che è ancora capitano della squadra di Coppa Davis – lui e Stan nei giochi di carte, specie nello jass, erano soliti battere tutti.

Come sempre negli ultimi mesi, durante i suoi addii ai tornei, Wawrinka ha espresso gratitudine e tristezza. «Che io vinca o perda un'altra partita, ora, non fa alcuna differenza per la mia carriera», ha sottolineato. «Ciò che mi rattrista di più è che la sconfitta significa che non avrò la possibilità di rivivere certe emozioni giovedì».

Ma presto Wawrinka potrà cimentarsi in un altro sport. Come regalo d'addio, infatti, a Gstaad ha ricevuto un paio di sci di legno con inciso un campo da tennis. «Potrò dedicarmi allo sci a partire dalla fine di questa stagione», ha assicurato ridendo. Prima, però, giocherà un'ultima volta in Svizzera allo Swiss Indoors di Basilea il prossimo autunno prima di dare ufficialmente l'addio al tennis con una partita di esibizione al Palexpo di Ginevra, insieme a Roger Federer, Andy Murray e Gaël Monfils.

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