Parola dell'ex top-10 Diego Schwartzman che, appesa la racchetta al chiodo a inizio 2025, ora veste i panni di rappresentante di Tennis Australia

“Spero che gli Slam, i Masters 1'000 e alcuni dei grandi tornei possano riuscire a creare un circuito più strutturato, più centrato sull'elite del tennis mondiale”. Così l'ex top-ten Diego Schwartzman, in un'intervista al sito ‘Clay’. Il 33enne argentino racconta poi della sua carriera post ritiro – avvenuto a inizio del 2025 con all’attivo quattro titoli Atp e una semifinale Slam a Parigi – che lo vede vestire i panni di rappresentante di Tennis Australia. Il suo ruolo spiega, soprattutto in eventi come l’Australian Open, è quello di fare da “tramite tra i giocatori e le persone che prendono le decisioni nei tornei” affinché possano dare suggerimenti o presentare reclami. Un ruolo che gli permette di andare oltre il solo aspetto sportivo dei tornei che ben conosceva da giocatore, comprendendo, invece, le logiche commerciali che sostengono i grandi eventi tennistici.
“Sono sempre stato molto vicino ai giocatori – prosegue Schwartzman –. Ho imparato l’inglese, cosa che aiuta molto a entrare in contratto con giocatori di diverse parti del mondo, e mi è sempre interessato capire come funziona un torneo e come vengono prese certe decisioni. È bello ora essere da questa parte e capire come funzionano le cose, soprattutto nei tornei del Grande Slam”. Un modello di tennis, quello proposto dal Major di Melbourne, che Schwartzman vorrebbe esportare in nel suo Sud America: “È anche per questo che mi hanno assunto. Hanno una visione ben precisa di crescita del marchio in Sud America. Spero che ciò si realizzi, in modo che il tennis sudamericano possa beneficiare di condizioni migliori”.