Tennis

‘La rivalità Sinner-Alcaraz è formidabile’. Parola di Roger Federer

Il basilese ex numero uno al mondo è a Melbourne per l'inizio degli Australian Open. ‘Se dovessi affrontare Jannik giocherei come Dimitrov a Wimbledon’

‘E a un certo punto ho capito come avrei giocato contro di lui...’
(Keystone)
15 gennaio 2026
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Per il tennis, la rivalità che esiste tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner è formidabile. Lo dice Roger Federer, il basilese già numero uno al mondo, che elogia le qualità dello spagnolo e dell'italiano, che «giocano un tennis incredibile». Sei anni dopo aver giocato l'ultima partita alla Rod Laver Arena, il Roger nazionale è tornato a Melbourne, dove sabato sarà protagonista della cerimonia d'apertura del primo Slam dell'anno, l'ultimo che vedrà scendere in campo il suo illustre ex collega vodese Stan Wawrinka (che, tra l'altro, nel sorteggio si è beccato al primo turno il serbo Laslo Djere, mentre invece tra le ragazze a Belinda Bencic toccherà Katie Boulter, a Viktorija Golubic Varvara Gracheva e a Simona Waltert Amanda Anisimova), in quella che sarà la sua ultima stagione della carriera.

Tuttavia, in Australia Federer tornerà anche a prendere in mano una racchetta, in quella che è stata definita "la battaglia tra i numeri 1", con gli indimenticati Andre Agassi, Pat Rafter e Lleyton Hewitt. Incontrando i giornalisti, riguardo al dualismo tra Sinner e Alcaraz il vincitore di ben venti trofei dello Slam ha ricordato soprattutto la finale del Roland Garros («È stata pazzesca, con un quinto set epico»), ma si è pure soffermato sul gioco dall'altoatesino, raccontando come sarebbe stato giocare contro di lui: «A Wimbledon, quando Dimitrov stava affrontando Sinner io ero lì, sugli spalti, ed è stato facile immaginare come sarebbe potuto essere, perché Grigor gioca in modo molto simile a come giocavo io – racconta Federer –. Penso sia stata una delle prime volte in cui ho pensato a come sarebbe stato affrontare Jannik. Non ho invece provato la stessa cosa guardando Sinner contro Djokovic a Shanghai: lì stavo solo guardando del grande tennis, perché entrambi giocavano in modo molto diverso da me».

Quanto a Carlos Alcaraz, invece, il basilese paragona mentalità e gioco dello spagnolo ai suoi: «In generale mi immedesimo di più nella mentalità e nei panni di Carlos quando lo vedo giocare, quando decide di fare una palla corta, quando scende a rete o quando passa dalla difesa all'attacco. E a un certo punto ho pensato: ‘Ok, adesso capisco come probabilmente giocherei se dovessi affrontare Jannik’». Prima di aggiungere: «Mi sono allenato un po' con questi ragazzi, hanno un tocco di palla incredibile. La loro progressione negli ultimi anni è stata formidabile, ma il meglio resta ancora da fare».