BENCIC B. (SUI)
0
CIRSTEA S. (ROU)
1
2 set
(2-6 : 4-4)
eppur-a-melbourne-si-gioca-a-prescindere
+4
TENNIS
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
NUOTO
11 min

Niente podio per Noè: il ticinese è quinto nei 200 delfino

In apertura al Foro Italico il ticinese chiude alle spalle di Milak, Marton, Razzetti e Carini. ‘Ho fatto la mia gara, ma stavolta ho visto la Madonna’
BASKET
52 min

In ricordo di Angelo Ghirlanda e Franco Casalini

Franco Facchinetti lavorò con entrambi: ‘Due grandissimi maestri’
ATLETICA
3 ore

Decathlon, Ehammer sempre al comando

Agli Europei l’elvetico guida la classifica dopo 8 gare su 10
Atletica
5 ore

Ricky Petrucciani in finale sul giro di pista

A Monaco il 22enne onsernonese non stecca: il secondo tempo in semifinale (in 45"55) gli vale un posto nella corsa per le medaglie di domani
Hockey
6 ore

Mondiali Under 20, la Svizzera trova il Canada

Avversario proibitivo per i rossocrociati nei quarti di finale
Hockey
6 ore

Luca Sbisa nello staff degli Sharks

L’elvetico lascia Anaheim per raggiungere San José
Tennis
11 ore

La storia non si ripete: Teichmann saluta Cincinnati

Incapace di sfruttare un match point nel tie-break del secondo set, dopo una lunga battaglia, l’elvetica cede il passo a Petra Kvitova
STORIE MONDIALI
12 ore

La Fifa fra guerre e ricchi contratti

Le qualificazioni ai Mondiali del 1970 furono la miccia che innescò un conflitto da seimila morti fra El Salvador e Honduras
Tennis
19 ore

A Cincinnati tre ore di battaglia, poi Stan s’arrende

Nuova batutta d’arresto per il vodese, costretto a cedere strada ad Andy Murray nell’Ohio, che lo batte per la tredicesima volta in carriera
Hockey
19 ore

Una rete di Attilio Biasca regala i quarti alla Svizzera U20

Il diciannovenne di origine ticinese segna il gol-partita nella sfida con l’Austria e permette agli elvetici di proseguire la loro avventura ai Mondiali
ciclismo
22 ore

Tom Dumoulin è pensionato, da subito

L’olandese 31enne, non smetterà, come preannunciato, a fine stagione: per lui è già ora del ritiro
calcio
23 ore

L’inizio non entusiasma, ma le prospettive sono buone

Il Lugano può sfruttare la vittoria di Basilea per lanciare definitivamente la sua stagione. Intanto però c’è da pensare alla Coppa Svizzera
NUOTO
23 ore

A Roma la Svizzera brilla di luce intensa: Mamié nuova regina

Dopo l’argento di Noè nei 100 delfino, gli elvetici tornano due volte sul podio: la zurighese vince i 200 rana, il turgoviese è secondo nei 200 sl
Calcio
1 gior

Procedura aperta contro Marius Müller

Sotto la lente della Lega c’è una dichiarazione omofoba
CICLISMO
1 gior

Roglic in Spagna per difendere la sua tripla corona

Lo sloveno, che si era ritirato dal Tour de France dopo una caduta, correrà la Vuelta
BASKET
1 gior

Brittney Griner farà appello

La cestista statunitense condannata e detenuta in Russia ha deciso di ricorrere
Altri sport
1 gior

Sébastien Buemi lascia la e.dams: rimarrà in Formula E?

Il trentatreenne pilota vodese con un passato in F1, alla Toro Rosso, annuncia sui social che lascerà la scuderia per cui correva dal 2014
CICLISMO
1 gior

Bernal torna a correre dopo sette mesi

Il colombiano, vittima di un incidente lo scorso inverno, al via del Tour di Danimarca
ATLETICA
1 gior

Europei, oro nella maratona per Richard Ringer

Successo allo sprint per il tedesco, israeliano il resto del podio
hockey
1 gior

Prima uscita ticinese per il Lugano

Dopo la sconfitta 3-0 a Rapperswil gli uomini di Chris McSorley sono ospiti domani alle 19.30 dei Ticino Rockets
NUOTO
1 gior

Echi da Roma: Noè Ponti e la forza mentale

Il ticinese più forte anche dei guai fisici delle ultime settimane. E dopo il podio nei 100 m delfino, in cerca di gloria sulla distanza doppia
EUROPEI
1 gior

Decathlon: Ehammer vince i 100 m, Mayer si ritira

L’elvetico, che ha chiuso in 10"56, comanda la classifica
PROMOTION LEAGUE
1 gior

Pareggio senza reti fra Chiasso e Bienne

Tirapelle: ‘Molto migliorata la fase difensiva’
Nuoto
1 gior

Ponti controlla: è semifinale nei 200 m delfino

Agli Europei di Roma, dopo il brillante argento il gambarognese si qualifica per il penultimo atto (stasera) sulla distanza doppia
Calcio
1 gior

Il Lugano stende il Basilea ed espugna il St. Jakob Park

La truppa di Mattia Croci-Torti ha superato i renani all’ultimo respiro con il punteggio di 2-0
Nuoto
2 gior

Noè Ponti è d’argento agli Europei

Il campione ticinese ha colto la seconda posizione nei 100m delfino, dietro all’imprendibile Krisof Milak.
Tennis
3 gior

Wawrinka contro Murray come prima portata a Cincinnati

Sfida dal sapore nostalgico all’Atp 1000 a stelle e strisce, tra il vodese (Atp 3222) e lo scozzese, numero 48 delle gerarchie
Nuoto
3 gior

Noè Ponti davanti a tutti nelle qualificazioni

Il locarnese vola in semifinale dei 100 m delfino con il miglior tempo e nuovo primato nazionale: 51"56
Tennis
laR
 
13.01.2022 - 05:30

Eppur a Melbourne si gioca, a prescindere

Si sta consumando il lungo rito delle qualificazioni che precede l’inizio del torneo con tanti primattori pronti a recitare un ruolo da protagonista

La tentazione di distogliere l’attenzione dal caso Djokovic è enorme. È tanta anche la voglia di parlare di tennis giocato, o di quello che verrà giocato a partire dalle prossime ore, una volta espletata la formalità delle qualificazioni, rampa di lancio del tabellone dei 256 eletti, divisi equamente tra uomini e donne.

Difficile, parlando di Australian Open, cercare di spostare ragionamento e analisi via dall’ombra avvolgente della figura di Novak Djokovic, il numero uno al mondo che ha legato la propria immagine al primo Slam della stagione, vinto a nove riprese. Tante da diventarne il padrone di casa quasi indisturbato.

Alla stessa stregua, appare forzato e quasi irriverente mettersi a disquisire di un Roland Garros senza Rafael Nadal, che a Parigi ha addirittura fatto tredici, o di un Wimbledon senza Roger Federer, trionfatore sull’erba di Church Road a otto riprese.

Tornei simbolo

Melbourne, Parigi, Londra: tre tornei simbolo, dei quattro che compongono lo Slam e che hanno inevitabilmente qualcosa in più, sennò mica si chiamerebbero “major”, per distinguerli da tutti gli altri, compresi i pur ricchissimi Masters 1’000. Manca New York, forse l’appuntamento meno nobile, meno ambìto, quello che i grandi del tennis dell’ultimo ventennio si sono più o meno equamente spartiti (tre Novak, quattro Rafa, cinque Roger), come se non interessasse a nessuno di loro lasciare un’impronta marcata anche lì, in zona Flushing Meadows.

O meglio: Djokovic la sua l’avrebbe impressa molto volentieri. Si sarebbe verosimilmente accontentato di farlo, foss’anche stata l’ultima volta. Già, perché il torneo della Grande Mela è il torneo che sarebbe potuto assurgere a evento del secolo, o del millennio, tennisticamente parlando, se il numero uno al mondo ne avesse vinto la scorsa edizione, centrando il clamoroso Grande Slam che ha invece solo sfiorato, battuto da Daniil Medvedev in quella che potrebbe passare alla storia come un’occasione più unica che rara, forse irripetibile. Va dato atto a Djokovic di essere l’unico, al momento, ad anche solo poter accarezzare l’idea di un Grande Slam. Nessuna possibilità per Roger, poche anche per Rafa. Si può forse leggere qualcosa di simbolico, nel fallimento dell’operazione Slam che al serbo non è riuscita proprio nell’appuntamento, dei quattro, che sembra godere di meno fascino rispetto ai tre che lo precedono nel calendario del tennis. È il quarto, e forse non lo è solo in ordine di tempo.

Rafa a Parigi, Roger a Londra

Nole è il re di Melbourne, Nadal governa su Parigi con più autorità di quanto riuscì a Luigi XIV, al secolo Sole, sovrano di spessore ma senza l’autorevolezza e il pieno controllo che il maiorchino esercita sul Roland Garros. Wimbledon è il giardino di casa Federer, colui che meglio e più di tutti incarna l’essenza stessa del tennis. E quale miglior teatro della recita della racchetta da parte di Sua Maestà (tanto per restare in tema di monarchi) della struttura che trasuda storia e tradizione? Con una cocciutaggine che litiga un po’ con la deriva moderna di una disciplina che sta cercando di adeguarsi per stare al passo con tempi sempre più frenetici, pane per i denti di imprenditori a caccia dell’affare economico più che per nostalgici amanti dell’erba e del candore del bianco.

A ciascuno il suo. Melbourne resta il torneo di Novak Djokovic, a prescindere dalla sua vicenda personale. Ma è pur sempre il primo Slam stagionale e inaugura la stagione 2022 che non chiama in causa solo i più forti di sempre. La scorsa annata, del resto, qualcosa ha detto, circa la possibilità che sul palco possano anche essere altri, ad avere il diritto di salire.

Medvedev il guastaSlam

Primo tra tutti, il citato Medvedev, l’autore di uno degli sgarbi più clamorosi della storia del tennis, la finale degli Us Open vinta in faccia a Djokovic, ritrovatosi a un solo passo dall’incoronazione a “più titolato di sempre”.

Il russo lo scorso anno aveva contribuito al successo della Russia alla Atp Cup di Sydney. Agli Australian Open 2022 cerca il passo successivo, quello che da finalista (battuto da Djokovic) quale è stato nel 2021 ne possa fare il vincitore dell’edizione entrante. Ha il potenziale e i mezzi tecnici per arrivare fino in fondo. Del resto, lo scorso luglio è diventato il primo tennista dal 2005 a occupare la top-2 del ranking al di fuori dei Fantastici Quattro (Federer, Nadal, Djokovic e Murray). Non sempre esaltante, il suo cammino, con qualche calo di tensione figlio di un carattere un po’ particolare. Il finale di 2021 è però stato notevole: il citato titolo di New York gli ha lanciato la volata in direzione delle Atp Finals, appuntamento che gli è sfuggito in finale, sconfitto da Alexander Zverev.

Zverev è diventato grande

Il tedesco entra di diritto nello stretto novero dei favoriti alla conquista del primo Slam dell’anno.

La sua strada è quella di Novak Djokovic hanno avuto un paio di incroci niente male, lo scorso anno. Non sempre ne è uscito con le ossa rotte, al contrario. Il primo, proprio a Melbourne, nei quarti, vinti dal serbo. Dopo una primavera di stenti, ‘Sascha’ sbanca Madrid violando il domicilio di Rafa Nadal, sconfitto ai quarti. Un’impresa che gli dà lo slancio per far suo il torneo. A Parigi viene fermato in “semi” da Tsitsipas, ma il bello deve ancora arrivare. Grazie al successo in finale ai danni del russo Kachanov pianta la bandiera tedesca sull’Olimpo e mette al collo la medaglia d’oro a Tokyo. La vera impresa l’aveva firmata in semifinale contro Novak Djokovic, in quel momento animato dalla pazza idea di far suo il Golden Slam che avrebbe premiato il vincitore dei quattro “major” e dei Giochi Olimpici. Non è l’ultimo sgarbo al serbo, in una stagione che ne ha finalmente sancito la maturazione, da esponente della Next Gen in cerca di incoronazione a degnissimo primattore e sulla scena del tennis. Nelle Atp Finals di Torino batte Djokovic in tre set per poi chiudere in bellezza mettendo sotto anche Medvedev.

Più defilato, anche perché reduce da una stagione non memorabile (con un paio di picchi proprio in chiave Slam, però), il greco Stefanos Tsitsipas, quarta testa di serie, uno che per vincere ai massimi livelli deve essere davvero ben centrato sull’argomento. Come fu il caso a Parigi lo scorso anno, dove fu finalista, e parzialmente proprio a Melbourne, lo Slam che sembra gradire di più dopo la terra del Roland Garros (è stato due volte semifinalista, nel 2019 e 2021).

Nadal quattro stagioni

Testa di serie numero 6, Nadal parrebbe partire da una posizione più defilata. Se non fosse che ha appena vinto il torneo di preparazione di Melbourne (si sa quanto Rafa trovi le energie di cui ha bisogno per alimentare il proprio tennis proprio nelle partite giocate e nelle vittorie) al rientro da cinque mesi di stop per infortunio. E poi è sempre Nadal. Per dirne una: con il recente successo è diventato il primo tennista nell’era Open a vincere almeno un trofeo per diciannove stagioni consecutive.

È pur vero che non ha mai praticamente gradito il primo Slam stagionale focalizzato come è da sempre sulla primavera che lo lancia idealmente alla conquista della terra, con destinazione finale Parigi. A Melbourne ha però già vinto (nel 2009, contro Federer), e ha tutto quanto serve per essere considerato uno dei pretendenti al trono di Djokovic. Non fosse che per le difficoltà enormi che gli avversari devono superare per venirne a capo. Su qualunque superficie, erba compresa.

Donne

Osaka difende il titolo

Di complicatissima lettura, la situazione in campo femminile. Da molte stagioni, ormai, mancano i punti di riferimento sui quali imbastire un’analisi che si possa rivelare attendibile. Sul fronte elvetico, Belinda Bencic è la 22esima testa di serie. Come nel 2019 e nel 2020, lo scorso anno ha salutato Melbourne allo stadio dei sedicesimi di finale. Un po’ presto, per una tennista che si è tatuata nel cuore i cinque cerchi olimpici grazie all’oro vinto a Tokyo e che in carriera ha già sorpassato le trecento vittorie sul circuito Wta.

Ashleigh Barty è la numero uno del tabellone. La beniamina di casa ha vinto il Roland Garros nel 2019 e Wimbledon lo scorso anno, ma davanti al pubblico amico non è mai andata oltre la semifinale. Lontana dai campi dal 5 settembre 2021, è riapparsa al torneo di Adelaide che ha vinto (ottenendo il quattordicesimo titolo in carriera) sia in singolare sia in doppio. Fin troppo facile farne una candidata al titolo.

Muguruza in ascesa

I titoli Slam di Garbine Muguruza (n. 3) sono datati (2016, rispettivamente 2017), ma i conti vanno fatti anche con la spagnola, peraltro mai oltre il secondo turno a Melbourne. Non fosse che perché nel 2021 ha conquistato tre tornei, ha messo in fila quattrocento vittorie in carriera e festeggiato il ritorno nel Top-3 della Wta anche grazie al successo ottenuto alle Wta Finals.

Nel palmarès di Aryna Sabalenka manca ancora un guizzo in singolare griffato Slam. La bielorussa, però, lo scorso agosto si è issata in seconda posizione del ranking mondiale di singolare e (in febbraio) al vertice di quello di doppio, grazie al successo ottenuto in doppio proprio a Melbourne.

La campionessa in carica è Naomi Osaka (n. 13), reduce da una stagione un po’ travagliata segnata anche da un momento di difficoltà personale (ha sofferto di depressione). La giapponese nel 2021 ha sbancato Melbourne alla sua quarta finale Slam (la seconda in Australia dopo quella del 2019, coronata da successo), conquistando il quarto titolo Slam (quarta tennista ancora in attività a esserci riuscita, ha conquistato a due riprese anche gli Us Open).

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved