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25.10.2022 - 12:16
Aggiornamento: 17:20

Zermatt, annullate anche le gare femminili

Dopo le prove di Sölden, cancellato anche il programma del Cervino per mancanza di neve

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Ancora rimandato il debutto stagionale per le gare femminili di Coppa del mondo: dopo la cancellazione del gigante di Sölden, a saltare sono le corse in programma a Zermatt-Cervinia. Annullate infatti le due discese previste il 5 e 6 novembre sulla Gran Becca, come del resto era toccato alle due prove maschili, che erano in agenda per il prossimo weekend. Il motivo, in entrambi i casi, è la mancanza di neve nella parte bassa del tracciato. L’inizio stagionale in campo femminile slitta dunque al 12 novembre a Lech, in Austria, dove si correrà l’unico parallelo in calendario quest’anno. Secondo i media locali, la pista a circa 1.500 metri di altitudine è attualmente priva di neve, poiché le temperature non consentono l’uso dei cannoni da neve. Per quanto riguarda invece le prove di velocità, esordio previsto a Lake Louise (Canada) il 2,3 e 4 dicembre.

Un’altra estate calda ha peggiorato le condizioni dei ghiacciai, che in Svizzera, ad esempio, hanno perso più del 6% del loro volume totale, un record. A Sölden, sul ghiacciaio del Rettenbach che ospita la ripresa dello sci alpino da oltre 20 anni, il know-how locale in materia di snowfarming (conservazione della neve dell’inverno precedente durante l’estate) ha permesso di compensare il ritiro del ghiacciaio e di offrire il gigante maschile (sabato la gara femminile era stata riviata a causa delle precipitazioni di pioggia e neve).

A Zermatt/Cervinia, invece, la Fis ha peccato di golosità, programmando tra fine ottobre e inizio novembre quattro gare di discesa libera, la disciplina dove la pista è più lunga (oltre 3 km) e quindi più difficile da preparare. Dopo aver annullato le gare maschili (29 e 20 ottobre) tre giorni fa, gli organizzatori hanno gettato la spugna per quelle femminili (5 e 6 novembre).

La Fis aveva annunciato in pompa magna all’inizio dell’anno questo spettacolare progetto, con una partenza a 3700 m di altitudine e un tracciato a cavallo tra Svizzera e Italia ai piedi dell’iconico Cervino, dove è in corso un faraonico progetto di ammodernamento. Il risultato: nessuna delle quattro gare verrà ripescata nel corso dell’inverno, un fallimento totale. «Dobbiamo rivedere l’intero progetto e trovare una soluzione migliore per il calendario. Le gare sono state sicuramente piazzate troppo presto – aveva dichiarato sabato il direttore di gara maschile della Fis, l’italiano Markus Waldner –. Dobbiamo rispettare Madre Natura. Il clima sta cambiando, abbiamo estati calde, sono segnali che dobbiamo osservare e rispettare».

A Sölden, il presidente Fis, lo svedese-britannico Johan Eliasch, ha insistito venerdì sull’importanza di questo nuovo progetto. «Dopo Sölden, per un mese non succede più nulla. Volevamo essere in grado di colmare le lacune del calendario. Zermatt è una grande opportunità, un passo importante».

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