SCI ALPINO
19.10.2022 - 15:25
Aggiornamento: 17:49

Johan Clarey categorico: ‘Zermatt-Cervinia discesa senza senso’

Il vice-campione olimpico critica la prova transfrontaliera di Coppa del mondo: ‘Appuntamento antiecologico, la filosofia della Fis è un’altra’

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«Questa prova non ha alcun senso», in particolare dal profilo ecologico. Non le ha mandate a dire il francese Johan Clarey, vicecampione olimpico di discesa, a proposito delle due nuove tappe di Coppa del mondo previste il 29-30 ottobre e il 5-6 novembre ai piedi del Cervino. Una settimana dopo la classica apertura della stagione a Sölden, le stazioni di Zermatt e Cervinia saranno interessate dalle prime gare transfrontaliere nella storia della Coppa del mondo. Prima gli uomini, poi le donne si cimenteranno infatti in quattro discese libere con partenza a un’altitudine di 3’700 metri ai piedi del Cervino e arrivo in Italia, sopra Cervinia.

Una novità in pieno autunno che suscita parecchi interrogativi, a cominciare dalle condizioni di innevamento. La federazione internazionale di sci (Fis) ha deciso negli scorsi giorni di posticipare di una settimana lo "snow control", nella speranza di un abbassamento delle temperature che permetta l’utilizzo dei cannoni da neve per sopperire all’assoluta mancanza di materia prima nella parte bassa della pista.

«Trovo che questa prova non abbia senso. Molti atleti la pensano come me, ma in pochi lo vogliono dire – ha affermato all’Afp la medaglia d’argento dei Giochi di Pechino –. Ritengo che questa gara non abbia motivo di esistere e che il suo avvenire sarà molto breve. Sappiamo tutti come le condizioni dei ghiacciai peggiorino di anno in anno e questo è un appuntamento molto esigente: dal profilo ecologico per gli innumerevoli voli di elicottero necessari per portare in alto il materiale, ma anche dal profilo umano per chiudere tutti i crepacci e rendere agibile la pista. Non riesco davvero a capire, non è questa la direzione nella quale dovrebbe procedere la Fis. Molti sono gli sforzi fatti in questi ultimi anni a favore dell’ambiente: organizzare appuntamenti che contrastano con questa filosofia mi sembra non rappresenti il modo migliore per dare una buona immagine del nostro sport».

A detta di Clarey, la logistica è tutt’altro che favorevole... «Ad esempio, per tornare da Cervinia all’hotel ci aspetterà un tragitto di almeno un’ora e mezza di risalite meccaniche. Decisamente, per questo appuntamento non si è pensato agli atleti. Tutto ciò che sta a côté della gara sarà molto, molto complicato», ha concluso il 41enne transalpino, reduce due settimane fa da uno stage di quattro giorni proprio sulle nevi vallesane e valdostane.

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