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10.02.2021 - 17:38

Mauro Caviezel, il miracolato a caccia di una medaglia

L'ennesimo infortunio della carriera occorsogli un mese fa non ha fermato il 32enne grigionese, pronto nel superG di oggi a lottare per un posto sul podio

mauro-caviezel-il-miracolato-a-caccia-di-una-medaglia

Una commozione cerebrale, con tanto di forte contusione ossea al ginocchio sinistro e lesione al legamento collaterale dell'articolazione, non sono riuscite a spegnere la voglia di Mauro Caviezel di essere protagonista al Mondiale di Cortina. No, la bruttissima caduta di cui è stato vittima appena a inizio gennaio durante un allenamento sulle nevi di Garmisch-Partenkirchen è ancora un ricordo fresco e doloroso nella testa del grigionese, il quale però domani si presenterà al via del supergigante (ore 13) con la voglia di stupire e nel ruolo, proprio alla luce del recente incidente e delle incognite legate al recupero fisico e mentale, di outsider di lusso. Già, perché se oggi davanti al 32enne rossocrociato nella Coppa del mondo di superG ci sono gli austriaci Kriechmayr e Mayer, fino a prima dell'infortunio era lui, già detentore del globo di cristallo, a guardare tutti dall'alto al basso. E per tornare a farlo, è pronto (come sempre) a rischiare.

«Sono abituato ad attaccare e spingermi fino al limite», afferma il 32enne residente a Pfäffikon, il quale effettivamente i limiti più di una volta li ha anche superati, vista la lunga lista di infortuni che ha dovuto superare in carriera. Legamenti crociati, menisco, tibia, spalla, mano: il fratello maggiore di Gino – a sua volta nella selezione elvetica presente a Cortina – si era già fratturato numerose ossa quando nella primavera del 2017, a 28 anni, si è issato per la prima volta su un podio di Coppa del mondo (3o nel superG di Aspen). Un calvario che l'ha però fortificato e lungo il quale ha accumulato esperienza, per presentarsi pronto nel momento in cui la sfortuna si è (parzialmente) dimenticata di lui. Dopo un'operazione a una mano nell'estate 2016, il grigionese ha approfittato di un periodo senza gravi infortuni – quale sarebbe stata per tutti, ma evidentemente non per lui, la rottura di un tendine d'achille di cui è stato vittima nella scorsa estate – per scalare le gerarchie mondiali, fino a toccare il culmine con la citata conquista della sua prima coppetta di cristallo nella primavera 2020. Una nuova dimensione confermata anche nella prima parte della corrente stagione, che ha aperto imponendosi nel superG di Val d'Isère e chiudendo secondo a Val Gardena la settimana seguente... con un indice fratturato. Poi, l'incidente di Garmisch e la corsa contro il tempo per arrivare a Cortina nelle condizioni per andare a caccia della sua seconda medaglia iridata dopo il bronzo nella combinata di St. Moritz 2017.

‘Sto bene anche se non tutto funziona ancora a dovere’

«Il problema alla testa, è stato una novità per me», prosegue Caviezel riferendosi alla commozione cerebrale, a proposito della quale domenica aveva affermato di stare «bene, ho fatto grandi progressi negli ultimi giorni, anche se mi rendo conto che non tutto funziona ancora come prima. Il problema principale è a livello visivo» e alla conseguente impressione di essere limitato nella capacità di reazione. Una problematica che è però migliorata nei giorni seguenti, tanto che era pronto a lanciarsi nel superG mondiale già martedì. Il rinvio per il maltempo della gara a domani, non ha fatto che aumentare le sue chance di andarsi a prendere una medaglia che avrebbe del miracoloso per chiunque. Ma forse non per lui.

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