Young Boys
5
Winterthur
1
2. tempo
(3-1)
Servette
Sion
16:30
 
Zurigo
S.Gallo
16:30
 
AC Bellinzona
0
Yverdon-sport Fc
2
fine
(0-0)
FC Stade Ls Ouchy
Losanna
16:30
 
Xamax
Sciaffusa
16:30
 
Juventus
0
Monza
2
2. tempo
(0-2)
SPORT
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
Bob
34 min

Bronzo mondiale per Vogt e Michel

A Sankt Moritz, nel bob a due, arriva la prima medaglia iridata per la Svizzera dal 2016
SCI ALPINO
2 ore

Mikaela Shiffrin si ferma a sei centesimi dal record di Stenmark

Nella Repubblica Ceca la statunitense chiude lo slalom alle spalle della tedesca Lena Dürr. Migliore elvetica, Michelle Gisin con il nono posto
Tennis
3 ore

Ventiduesimo Slam per l’insaziabile Djokovic

A Melbourne il serbo piega il greco Stefanos Tsitsipas in soli 3 set: 6-3, 7-6 (7/4), 7-6 (7/5)
Hockey
3 ore

Una giornata a Bristedt per la testata a Kovar

Lo svedese sanzionato dal giudice unico per l’intervento scorretto ai danni del ceco, sabato in Davos-Zugo. Punito anche Tanner per un fallo su Romanenghi
Sci
4 ore

Per Marco Odermatt, a Cortina è... ancora domenica

Il nidvaldese completa un weekend da favola: dopo il trionfo della vigilia, il 25enne concede il bis nel secondo superG
Hockey
18 ore

Tre punti d’oro per un affarone: l’Ambrì espugna Langnau

I biancoblù colgono un importantissimo successo nell’Emmental e fanno 4 su 4 contro i Tigrotti in stagione. Decisivo l’apporto della prima linea
CALCIO
20 ore

Aliseda all’ultimo respiro, il Lugano strappa un punto al Gc

Partita senza grosse emozioni che si chiude con un pareggio tutto sommato giusto e accettabile da entrambe le squadre
Basket
22 ore

Domati i Leoni ginevrini, Sam all’ultimo atto

A Montreux il Massagno di Robbi Gubitosa non stecca e si qualifica per l’ultimo atto di Coppa della Lega
Sci
1 gior

Shiffrin ancora davanti a tutte: 85esima vittoria per lei

La statunitense vince anche fra i paletti stretti di Spindleruv Mlyn e ora tallona Stenmark. Terzo posto per Wendy Holdener.
Tennis
1 gior

È Aryna Sabalenka la regina d’Australia

La bielorussa fa suo il primo Slam dell’anno. Battuta in finale, in tre set, Elena Rybakina al termine di una sfida durata due ore e mezza
Sci
1 gior

Rientro riuscito: Odermatt fa suo il primo superG di Cortina

Il nidvaldese non lascia scampo alla concorrenza. Ad accompagnarlo sul podio il norvegese Kilde (secondo a 35 centesimi) e l’italiano Casse
Basket
1 gior

Quasi 4 milioni per una maglia di LeBron James

Cifre da capogiro per l’asta di New York. L’oggetto più ambito la casacca indossata nel 2013 dal cestista
Calcio
1 gior

‘Carmelo Bene, male tutti gli altri’

In un libro di recente pubblicazione vengono raccolti alcuni degli scritti a sfondo sportivo firmati da un maestro del teatro italiano del Novecento
IL DOPOPARTITA
1 gior

Il Lugano ci prende gusto. ‘Però cerchiamo di badare al sodo’

Quarto successo filato per i bianconeri di Gianinazzi, che si confermano anche contro l’Ajoie. Il coach. ‘A me, però, la prima mezz’ora è piaciuta meno”
Altri sport
1 gior

Pattinaggio artistico, bronzo europeo per Lukas Britschgi

Lo sciaffusano grazie al miglior programma libero della carriera sale sul podio di Helsinki, alle spalle del francese Siao Him Fa e dell’italiano Rizzo
Hockey
1 gior

Il Lugano non si ferma e liquida anche l’Ajoie

I bianconeri, ora a 55 punti, non hanno lasciato scampo ai giurassiani, piegati 5-2 alla Cornèr Arena.
PECHINO 2022
01.02.2022 - 16:17
Aggiornamento: 22:11

Mezzo secolo fa a Sapporo, quando la Svizzera divenne ‘grande’

Dalle prime Olimpiadi invernali in terra asiatica la delegazione rossocrociata tornò con 10 medaglie (4 d’oro, 3 d’argento e 3 di bronzo)

di Peter A. Frei/red
mezzo-secolo-fa-a-sapporo-quando-la-svizzera-divenne-grande
Roland Collombin e Bernhard Russi, argento e oro in discesa libera

Era la prima volta che la globalizzazione dello sport – invero ai suoi primi passi – obbligava gli appassionati svizzeri a levatacce in piena notte per assistere alle Olimpiadi invernali. Da allora è trascorso mezzo secolo, ma tutti coloro ai quali le giunture dolgono ormai da tempo, hanno stampato nella mente i Giochi del 1972 a Sapporo. Erano i primi, a livello invernale, a essere organizzati un una nazione asiatica (gli unici due precedenti fuori Europa erano quelli del 1932 a Lake Placid e del 1960 a Squaw Valley) e fu proprio nel Paese del Sol Levante che nacque l’idea della Svizzera come Paese dello sci. Sulle ali di Marie-Therese Nadig, Bernhard Russi e Rolando Collombin, la delegazione rossocrociata conquistò 10 medaglie (4 d’oro, 3 d’argento e 3 di bronzo). Certo, un bottino che se paragonato con gli standard ai quali lo sport elvetico è abituato da diversi anni a questa parte, potrebbe apparire poca cosa (a Pyeongchang, a titolo di paragone, nel 2018 la Svizzera aveva portato a casa ben 15 medaglie), ma mezzo secolo fa le discipline erano un terzo rispetto a quelle attuali (va per contro ricordato come l’implosione dell’Unione Sovietica e dei suoi satelliti abbia moltiplicato le nazioni in gara).

Il successo sportivo ottenuto sull’isola di Hokkaido permise allo sport elvetico di risollevare le sue quotazioni, dopo che nel 1964 a Innsbruck non era riuscito a vincere nemmeno una medaglia.

Volo storico sulla Siberia

Quella di Sapporo fu un’edizione olimpica molto particolare. Proprio perché per la prima volta si svolgeva in un contesto completamente diverso rispetto alle abitudini. Anche solo il viaggio dalla Svizzera al Giappone fu tutt’altro che ordinario. Per l’occasione, ad esempio, gli inviati dei media elvetici erano stati direttamente aggregati alla delegazione rossocrociata, per cui indossavano lo stesso abito ufficiale degli atleti e dei loro allenatori. Il volo da Zurigo a Sapporo, con scalo a Mosca, operato in modalità charter dalla Swissair, rappresentò di per sé un’avventura. Infatti, era la prima volta che la compagnia di bandiera volava sopra la Siberia. Un evento storico del quale tutti i passeggeri possono serbare un ricordo grazie al diploma rilasciato per l’occasione dalla compagnia.

Una volta giunta a Sapporo, la delegazione fu presa alla sprovvista dal gigantesco festival di sculture di ghiaccio che ornava una città caratterizzata da zone pedonali sotterranee, lungo le quali negozi e ristoranti si susseguivano per chilometri e chilometri. Per la prima volta, gli atleti rossocrociati si trovavano confrontati con una realtà aliena alle loro consuetudini, nelle abitudini della gente, come nel cibo. Alla mensa del centro stampa, ad esempio, riscosse grande successo lo stufato d’orso.

Dal profilo sportivo, la delegazione svizzera approfittò al meglio dello slancio dato dalla creazione, nel 1966, del Comitato nazionale dello sport d’élite e, nel 1970, dell’Aiuto allo sport svizzero. Due organizzazioni messe in piedi dopo lo smacco di Innsbruck e che avevano iniziato a dare i loro frutti già nell’edizione di Grenoble 1968, quando la Svizzera aveva ottenuto sei medaglie (nessuna d’oro). Ma fu soltanto a Sapporo che l’inno elvetico tornò a risuonare, in un’edizione che permise alla Svizzera di issarsi al terzo posto del medagliere, alle spalle dell’inarrivabile Unione Sovietica e della Germania Est.

Sci alpino in grande spolvero

A fare da volano ai successi fu lo sci alpino, con il primo titolo conquistato da Marie-Therese Nadig. La sangallese, che in precedenza non aveva mai vinto una prova di Coppa del mondo, divenne a 18 anni la più giovane campionessa olimpica della storia. Sul monte Eniwa (“la Montagna felice”), nemmeno l’invincibile Annemarie Pröll era stata capace di resisterle. L’austriaca si era dovuta inchinare anche tre giorni più tardi, in occasione del gigante, battuta ancora dalla Nadig. Tra le due medaglie d’oro della sangallese, gli uomini avevano trovato il modo di piazzare una storica doppietta in libera, con Bernhard Russi e Roland Collombin, completata dal quarto posto di Andreas Sprecher e dal sesto di Walter Tersch. Russi, va detto, era diventato il grande favorito dopo l’esclusione da parte del Cio dell’austriaco Karl Schranz, reo di aver violato la carta degli atleti che all’epoca vietava la pubblicità. E nel gigante, la doppietta elvetica era stata vanificata soltanto dall’italiano Gustav Thoeni, l’unico capace di precedere Edi Bruggmann e Werner Mattle.

Il direttore tecnico dello sci svizzero, quell’Adolf Ogi anni dopo popolare consigliere federale, aveva adottato un approccio scientifico alla trasferta in Giappone. Ad esempio, la federazione svizzera aveva proceduto ad analisi chimiche dei campioni di neve nipponica e aveva installato umidificatori in tutte le camere della delegazione.

La volata di Edi Huser

L’Olimpiade 1972 viene ricordata per gli exploit di Nadig e Russi, ma anche per quello della staffetta 4x10 km che nello sci di fondo conquistò un incredibile bronzo, grazie a un finale al cardiopalma di Edi Hauser, capace di precedere di pochi metri lo svedese Sven-Ake Lundbäck. Alfred Kälin, Albert Giger, Alois Kälin ed Edi Hauser, il quartetto svizzero, per ogni appassionato di fondo rappresentano ancora oggi una sorta di filastrocca da sciorinare come una mantra.

Lo sci nordico aveva regalato pure l’argento di Walter Steiner dal trampolino, mentre nel bob Jean Wicki aveva conquistato il bronzo nel bob a due, prima di ripetersi anche nel bob a quattro.

A mezzo secolo di distanza, a Pechino la Svizzera ha la possibilità di fare altrettanto bene e centrare l’obiettivo che Swiss Olympic ha fissato a quota 15 medaglie, proprio come quattro anni fa in Corea del Sud.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved