Milano Cortina 2026

Alina Müller portabandiera di lusso a Verona

La 27enne ha regalato il bronzo alla Nazionale femminile di hockey su ghiaccio. Nel frattempo Ralph Stöckli trae un bilancio positivo dell'edizione

(Keystone)
22 febbraio 2026
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La bandiera rossocrociata sarà nelle mani di Alina Müller durante la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano-Cortina, in programma questa sera (ore 20) a Verona. Già decisiva nella sfida che assegnava il bronzo dodici anni or sono, la 27enne si è ripetuta pure in territorio italiano regalando alla Svizzera la quattordicesima meraviglia. «La squadra ha reagito alla grande dopo un inizio difficile, dovuto all’assenza alla cerimonia inaugurale a causa di un virus. Non hanno inoltre mai gettato la spugna in partita», spiega Ralph Stöckli. Un riconoscimento più che meritato, insomma.

Quando mancano ancora tre prove alla fine delle Olimpiadi, il capodelegazione di Swiss Olympic ha dunque tratto un bilancio positivo di questa edizione. «Grazie ai nostri eccezionali atleti, a uno staff straordinario, all’impegno di numerosi volontari e al sostegno e all’apertura della popolazione italiana abbiamo vissuto una rassegna di grande successo. Sono molto grato». La spedizione rossocrociata ha finora conquistato 21 medaglie – già compresa quella di Tirinzoni e socie, che alle 11 si giocheranno l'oro – e 31 diplomi. Si tratta del miglior risultato di sempre per la Svizzera. «È meraviglioso che Swiss Olympic abbia ottenuto così tanti successi». Il bilancio dipende in larga misura dalle prestazioni della squadra maschile di sci alpino. «Queste otto medaglie sono la prova della grande qualità di questi atleti straordinari, che sono pronti per il giorno della gara e che danno il meglio di sé».

In qualità di capomissione Stöckli ha provato una grande gioia per ogni medaglia vinta constatando con soddisfazione che sette discipline sportive e quattro federazioni hanno contribuito a questo eccezionale risultato, che sottolinea la varietà dello sport svizzero. «Sono incredibilmente orgoglioso delle prestazioni della squadra olimpica svizzera. Gli atleti – non solo quelli che hanno vinto le medaglie – hanno rappresentato il nostro sport in modo eccellente sia dentro che fuori dal campo, sia nel successo che nella delusione».

Sostenere maggiormente i giovani atleti di punta

Nonostante il solido bilancio, il capomissione ritiene che «ci sia un potenziale che potrebbe essere sfruttato meglio, in particolare nelle discipline invernali dove spesso i giovani devono fronteggiare ostacoli molto alti. Che si tratti di infrastrutture o di costi elevati. Per continuare a ottenere successi dobbiamo garantire – in collaborazione con Federazioni, Confederazione, Cantoni e club – offerte accessibili e modelli di promozione innovativi». Questo in aggiunta a programmi e dispositivi di promozione esistenti e preziosi, come Gioventù+Sport, il servizio militare o la Fondazione per l’Aiuto allo sport svizzero. «Il percorso verso lo sport di punta è difficile e pieno di sfide. Dobbiamo garantire che i giovani atleti pronti a intraprendere questo percorso ricevano il sostegno necessario nelle fasi decisive della loro carriera», prosegue Stöckli.

Critiche da mettere in prospettiva

Alla fine dei Giochi l'ex curler ha però anche preso nota delle critiche secondo cui l’organizzazione decentralizzata dell’evento non abbia permesso di creare ovunque un’atmosfera olimpica. «È stato sicuramente il caso di Bormio, prendiamo sul serio queste critiche». Il responsabile della spedizione rossocrociata, che ha assistito alle competizioni in tutti i luoghi, mette però in prospettiva questa critica. «Come sempre durante i Giochi, il pubblico è differente rispetto alla Coppa del Mondo. I tifosi provengono da numerosi Paesi, seguono le competizioni per interesse nei confronti dei Giochi e dello sport in generale. Forse sono un po’ meno esperti e un po’ meno coinvolti». Secondo Swiss Olympic, tuttavia, il Cio e il comitato organizzatore dei prossimi Giochi invernali dovrebbero riconsiderare l’idea di una cerimonia di premiazione su una piazza centrale, la sera dopo la competizione. «Chiederemo di reintrodurre la Medal’s Plaza per i Giochi del 2030 in Francia», conclude. «Siamo convinti che questo sia nell’interesse degli atleti e che permetta loro di vivere la rassegna in modo ancora più intenso».