Il ‘polsino’ del difensore dello Zurigo regala alla Svizzera un fondamentale successo all'overtime, in un cammino olimpico che ora sembra meno impervio

Senza il povero Fiala, la cui Olimpiade (e purtroppo anche la stagione) s'era chiusa venerdì sera dopo quel bruttissimo scontro col canadese Tom Wilson, ma pure senza Malgin e Glauser, a loro volta infortunati, la Svizzera di Patrick Fischer sul mezzogiorno andava a caccia del suo secondo successo sul ghiaccio di Milano. In una sfida cruciale sia per gli elvetici, sia per la Repubblica Ceca di David Pastrnak, anche perché dopo il reboante 11-0 rifilato alla malcapitata Italia, la Finlandia è praticamente sicura di essere la migliore delle seconde, e così, in un modo o nell'altro, il perdente di questa partita sa che ai quarti gli toccherà nuovamente affrontare quello che è sostanzialmente il Canada più forte di sempre.
Così, senza sorpresa, il mezzogiorno di fuoco diventa subito partita vera, con la Svizzera che ci mette immediatamente il fisico, a immagine del primo check di Timo Meier al primissimo ‘shift’. Anche il primo pericolo del match lo creano gli elvetici, con Dostal che al 4’40’’ deve salvare su Kurashev. Trascinata dai suoi giocatori Nhl cerca subito di dettare i tempi, ma al primissimo errore del confronto, per colpa di un puck che si arena in zona neutra quando Moser s’impappina, i cechi vanno via in due, e Chlapik al volo su passaggio di Necas, apre le marcature al 15’19”.
In avvio di secondo tempo la prima occasione è rossocrociata, con Hischier che si crea subito una chance e che poi si ripete in powerplay, sulla penalità inflitta a Kempny per aggancio. Per il resto, quella superiorità numerica è improduttiva, anzi il pericolo più serio lo corre poco dopo Genoni, che deve salvare su Cervenka. In generale, la Cechia cerca di tenere il disco ed è davvero solida in difesa, tanto che bisogna aspettare il trentesimo per vederne un’altra, con Timo Meier, in un’azione però viziata dalla seconda penalità ceca, sul conto di Necas, ma i rossocrociati fanno fatica anche soltanto a piazzarsi nel terzo. I cechi, invece, in powerplay sono impressionanti al trentaquattresimo, sulla penalità fischiata a Siegenthaler (la seconda del match, tra l'altro) e dapprima Genoni si supera su Stransky, ma poi, soprattutto Josi, salva con un tocco di bastone sul backhand di Pastrnak che era praticamente il 2-0 già fatto.
Finché, un po’ dal nulla, a 3’07’’ dal 40esimo, arriva il pareggio: per una volta la Svizzera riesce a spingersi velocemente in profondità a centropista, con lo stesso Josi, che mette poi un puck in mezzo e Gudas, involontariamente, lo tocca col pattino tra i gambali di Dostal. E non è tutto: poco dopo arriva un altro powerplay, per lo sgambetto fischiato a Cervenka a 1’48’’ dalla seconda pausa, e Meier trova il gol del raddoppio, gettandosi come un falco sullo slap al volo di Josi, per il 2-1 al 38’37’’.
A quel punto, nel terzo periodo gli uomini di Patrick Fischer sanno di dover trovare il modo di gestire il vantaggio, ma nonostante facciano effettivamente un buon lavoro, al 46'33" Simek trova il modo di pareggiare, sfruttando una respinta davanti a Genoni ma soprattutto l'ottimo lavoro ancora di Chlapik. Gli elvetici, però, non si lasciano abbattere. Al contrario: alla prima puntata offensiva, trovano infatti il modo di reagire, grazie a un'altra iniziativa dell'instancabile Timo Meier, con Dostal e i compagni di reparto che non riescono a controllare il rimbalzo, e Pius Suter è bravissimo nel leggere la situazione, infilando il puck in rete con una conclusione sul palo più lontano.
A quel punto mancano dodici minuti alla fine, e gli uomini di Rulik si mettono a spingere, in un finale di partita in cui gli elvetici dovranno dimostrare di saper soffrire. E lo devono fare a maggior ragione a meno di cinque minuti dal sessantesimo, per una penalità fischiata a Michael Fora per uno sgambetto nei confronti di Sedlak: a 3'26" dal termine i cechi il 3-3 lo troverebbero anche, per uno sfortunatissimo tocco col corpo di Moser, ma gli arbitri annullano subito per una precedente (e vistosa) ostruzione di Pastrnak su Genoni. Rulik capisce che è il momento decisivo, e dapprima toglie Dostal per giocare a 6 contro 4, e poi chiama il timeout a 3 minuti dalla fine, e alla fine il pareggio arriva, a 2'06" dalla fine, di Necas.
Così, alla fine a decidere tutto è l'overtime a tre contro tre, deciso dall'uomo che non ti aspetti, quel Dean Kukan che si trasforma in cecchino d'eccezione, sfruttando il primo break, piazzando un puck chirurgico nel ‘sette’, al 61'49".
Svizzera - Repubblica Ceca (0-1 2-0 1-2 1-0) d.p. 4-3
Reti: 15'19‘’ Chlapik (Necas) 0-1. 36'53‘’ Josi (Moser/autorete Gudas) 1-1. 38'37‘’ Meier (Josi, Hischier/esp. Cervenka) 2-1. 46'3‘’ Simek (Chlapik, Necas) 2-2. 48'01‘’ Suter (Moser, Meier) 3-2. 57'54‘’ Necas (Hronek, Pastrnak/a 6 contro 5) 3-3. 61'49‘’ Kukan 4-3.
Svizzera: Genoni; Moser, Josi; Kukan, Siegenthaler; Fora, Marti; Berni; Meier, Hischier, Kurashev; Niederreiter, Suter, Andrighetto; Schmid, Thürkauf, Bertschy; Riat, Jäger, Knak.
Repubblica Ceca: Dostal; Hronek, Simek; Gudas, Kempny; Spacek, Kundratek; Tichacek; Palat, Hertl, Pastrnak; Chlapik, Kämpf, Necas; Cervenka, Sedlak, Kase; Flek, Faksa, Stransky; Tomasek.
Arbitri: Campbell (Can), Rooney (Usa); Hautamäki (Fin), Suchanek (Cec).
Note: Arena Santagiulia, 11'510 spettatori (tutto esaurito). Penalità: 4 x 2‘ contro la Svizzera; 3 x 2’ contro la Repubblica Ceca. Svizzera senza Malgin, Glauser (infortunati) e Fiala (infortunato, Olimpiade finita). Al 56'34‘’ rete annullata a Hronek (ostruzione di Pastrnak sul portiere). Al 56'54‘’ timeout chiesto dalla Cechia, che gioca senza portiere dal 56'49‘’ al 57'54‘’.