Milano Cortina 2026

Le legittime ambizioni della delegazione elvetica

Sono diverse le discipline in cui i rossocrociati a Milano e Cortina possono conquistare una medaglia

4 febbraio 2026
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Con 15 medaglie olimpiche conquistate a Pyeongchang nel 2018 e a Pechino quattro anni fa, la delegazione elvetica aveva eguagliato il proprio record, risalente a Calgary 1988. E anche stavolta in Italia, agli imminenti Giochi di Milano e Cortina, i candidati a un podio fra i rossocrociati sono numerosi e agguerriti. Sono 116 i titoli che saranno assegnati dal 6 al 22 febbraio, e la Svizzera sarà rappresentata in 14 delle 16 discipline presenti a queste Olimpiadi: un ventaglio abbastanza ampio per sperare davvero di ben figurare, e magari di raccogliere di nuovo un numero di medaglie come quello messo in bacheca nelle ultime due edizioni, o magari anche superiore, se gli astri si allineeranno nel migliore dei modi.

Con 175 atleti, la rappresentanza elvetica sarà la più numerosa nella storia dei Giochi invernali, ma alla quantità si unisce pure un'indiscutibile qualità. Otto degli undici medagliati di Pechino nel 2022 saranno infatti ancora presenti, e potranno far valere un'esperienza ancor maggiore, come ad esempio la vodese Fanny Smith nello skicross. Inoltre, non possiamo escludere le sorprese, che in un contesto come quello olimpico non mancano mai: basti pensare – fra gli svizzeri – a nomi come quelli di Marie-Theres Nadig, Sonny Schönbächler, Gian Simmen, Simon Ammann o Tanja Frieden.

Fra coloro che figurano fra i grandi favoriti c’è ovviamente Marco Odermatt, potenzialmente in grado di diventare uno dei volti più importanti di questi Giochi 2026. Già campione a cinque cerchi nel gigante quattro anni fa, il nidvaldese potrebbe addirittura tornare a casa con tre nuovi titoli, quelli di gigante, discesa e superG, discipline di cui guida le classifiche in Coppa del mondo. Ma Odi non è da solo: la squadra di sci alpino dispone di altri tre campioni del mondo a livello individuale – Franjo von Allmen (discesa), Loïc Meillard (slalom) e Camille Rast (slalom) –, e atleti di assoluto livello sono pure Alexis Monney (discesa), Mélanie Meillard (slalom) e Tanguy Nef (slalom), che possono vantare legittime ambizioni.

Ma non è soltanto lo sci alpino a poterci regalare grandi soddisfazioni: nel curling, ad esempio, sia il Team Genève di Benoît Schwarz-Van Berkel sia il Cc Aarau puntano dichiaratamente a una medaglia, magari quella del metallo più prezioso. Finalista agli ultimi Mondiali, la squadra maschile di hockey sogna da par suo di ben figurare finalmente anche sulla scena olimpica grazie all'apporto delle sue stelle provenienti dalla Nhl. E anche in campo femminile, dodici anni dopo la sensazionale medaglia di bronzo, si può mostrare una certa fiducia: di certo ci crede il capo missione Ralph Stöckli, secondo cui sarebbe però ormai ora di tornare sul podio anche nel bob, dove non succede dal 2014.

Dei sette campioni olimpici di Pechino, la Svizzera a Cortina e Milano ne ripresenta ben quattro. Oltre a Odermatt, c’è la freestyler Mathilde Gremaud, pure lei con rinnovate ambizioni: la friborghese, che in bacheca ha già trofei olimpici di tutti i metalli, va in cerca di un podio sia nel big air che nello slopestyle. Sarebbe invece difficile vedere ripetersi nello skicross Ryan Regez e nella discesa libera Corinne Suter, la quale è ancora in cerca delle migliori sensazioni dopo l'incidente occorsole in dicembre mentre si allenava a St. Moritz: entrambi hanno avuto problemi nel corso di questa stagione. L'unica consolazione per Suter è il fatto di essere presente: alle sue compagne Lara Gut-Behrami e Michelle Gisin – anch'esse vestitesi d'oro a Pechino – è infatti andata peggio, e addio sogno olimpico. E a mancare sarà pure Beat Feuz, che nel frattempo si è ritirato.

Sono diverse le novità apportate al regolamento dal Cio, specie nello sci alpino, per questa venticinquesima edizione dei Giochi della neve. Il team event è stato ad esempio soppresso, mentre la combinata individuale sarà rimpiazzata da una combinata a squadre per uomini e donne: una disciplina che ai Mondiali dello scorso anno portò alla Svizzera quattro medaglie, con una tripletta sul podio in campo maschile. Infine una menzione per lo sci alpinismo, inserito quest'anno nel programma a cinque cerchi. Anche in questo campo, la Svizzera potrebbe facilmente dire la sua: Marianne Fatton è infatti campionessa del mondo in carica nello sprint (Morgins 2025), mentre Jon Kistler nella stessa kermesse aveva conquistato il bronzo. E la Svizzera, nelle discipline appena inserite, di solito riesce a brillare...