Prima del via sono già stati effettuati 2800 test. Biathlon, salto con gli sci, pattinaggio di velocità, short track e slittino gli sport più a rischio

Spetta a Rebecca Passler, per ora, il poco invidiabile primato di essere la sola atleta trovata positiva a un controllo antidoping prima dell’inizio dei Giochi, dopo che la ventiquattrenne altoatesina, specialista del biathlon, era stata esclusa lunedì per la presenza nel suo sangue di una sostanza proibita, il letrozolo, farmaco abitualmente impiegato per la lotta al cancro al seno nei casi di donne in postmenopausa, ma che può incidere sull’equilibrio ormonale dell’organismo, cosa che nel caso di uno sportivo può avere effetti indiretti sulla forza e sul recupero muscolare.
Mentre all’inizio dei Giochi è ormai solo questione di ore, l’Agenzia internazionale per i test antidoping (Ita) ha annunciato di aver già controllato il 92% degli atleti che saranno in gara all’edizione di Milano e Cortina, ciascuno dei quali è stato testato in almeno un’occasione negli ultimi sei mesi, prelevando un totale di 2800 campioni sulle 7100 verifiche eseguite nello stesso periodo di tempo a livello mondiale.
Riguardo agli atleti iscritti a quest’edizione dei Giochi, l’accento è stato posto in particolare sugli sport considerati più a rischio, ovvero biathlon, salto con gli sci, pattinaggio di velocità, short track e slittino. In proporzione, con oltre il 95% di verifiche gli sportivi più controllati sono stati quelli provenienti da Cina, Stati Uniti, Germania e Spagna.