I biancoblù producono assai ma non concretizzano. Dario Wüthrich: ‘Dobbiamo trovare il modo per vincere queste partite’

Prova e riprova, alla fine anche nel muro eretto da Sandro Aeschlimann a difesa della gabbia del Davos si apre una breccia. Ma quando succede, poco dopo la metà del terzo tempo, l’autore di quel (non) gol ha già capito come andrà a finire. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il calcio con cui il numero 77 dei biancoblù manda il disco alle spalle del portiere dei gialloblù è palese. Non a caso Joly, più che festeggiarlo, quel punto, lo saluta con un’espressione di chi lo sa benissimo che difficilmente potrà farla franca. E infatti, qualche istante più tardi, le immagini che gli arbitri della serata vanno a rivedersi – più per scrupolo che per altro – non fanno che ribadire ciò che tutti hanno ormai capito. Nemmeno quell’opportunità riesce a schiodare la squadra di Jussi Tapola dalla casellina dei zero gol fatti, e tutto ciò malgrado per mole di gioco prodotta e occasioni da rete create, siano proprio i biancoblù a proporre le cose migliori sul ghiaccio della Gottardo Arena. Con un saldo di tiri che a fine partita vedrà addirittura i padroni di casa scagliare quasi il doppio dei dischi nello specchio della porta difesa avversaria: 45-25. «L’inizio però non è stato ottimale: non siamo entrati in pista con la medesima intensità che avevamo messo sul ghiaccio sin dall’avvio nel derby di sabato – si rammarica Dario Wüthrich –. Pur avendo disputato una buona partita nel suo complesso, non siamo stati sufficientemente bravi per portarla a casa». Cosa è mancato allora? «Abbiamo lottato per crearci le nostre opportunità e le abbiamo anche trovate, ma poi non siamo riusciti a concretizzarle: dobbiamo imparare a fare i gol sporchi e a lottare con maggiore intensità. A condannarci, in fin dei conti, è stato qualche piccolo dettaglio, come una decisione sbagliata, un contrasto di troppo perso... Ma sostanzialmente è stato un match equilibrato: dobbiamo trovare il modo per vincere anche questo tipo di partite».
Per la prima volta dall’inizio stagione, quello che sino a ieri sera era il secondo attacco più prolifico del campionato (dietro solo agli Zsc Lions) rimane a bocca asciutta, malgrado, come detto, per buona parte dell’incontro siano proprio gli uomini di Tapola a dettare il ritmo del confronto. In particolare in un secondo tempo che i biancoblù iniziano a trazione anteriore, macinando gioco e opportunità per sbloccare il punteggio in quantità considerevoli, rivelandosi tuttavia incapaci di raccogliere i frutti di cotanta supremazia. Basta però la prima vera leggerezza in retrovia, un’incomprensione tra Zaccheo Dotti e Kreü in fase di ripartenza, per spianare la strada al micidiale due contro uno inscenato da Parrée e Kessler, con quest’ultimo che da due passi fa centro. Una rete quasi estemporanea, anche perché nei minuti che seguono sono ancora gli uomini di Tapola ad avere le occasioni migliori per passare. Il gol però non arriva, a volte per questione di centimetri, altre perché a metterci una pezza è il portiere ospite. Pur se il secondo tempo lo finisce in affanno, nel suo complesso sull’arco dei primi quaranta minuti a mostrare le cose migliori è l’Ambrì Piotta. Che, con caparbietà, al rientro dopo la seconda pausa si rimette alla ricerca del punto del pareggio. Ma, dopo essersi illuso di averlo trovato con Joly, al 56’20" si ritrova sotto di due reti quando Steiner – la cui serata era iniziata in malo modo dopo essersi ferito al volto dal disco scagliato da Egli – s’inventa la giocata che vale il raddoppio dei gialloblù. I quali poi a porta vuota danno poi allo score la sua forma finale.
«Dopo la partita l’allenatore l’ha detto chiaro e tondo: non basta trovare il ritmo ideale a partita in corso: dobbiamo iniziare subito a pieni giri», sottolinea dal canto suo Heim. E guarda poi già avanti: «Giovedì vedremo di non ripetere lo stesso errore, facendoci già trovare pronti sin dall’ingaggio d’apertura della sfida con il Langnau, ben consapevoli che nemmeno quella sarà una partita facile». M.I./K.W.