L'ormai ex selezionatore della Nazionale rossocrociata paga carissimo il caso del certificato falso. Al suo posto subentrerà Cadieux

La reazione di media, tifosi, Swiss Olympic e oggi della Federazione internazionale non poteva lasciare indifferenti. Una macchia, ergo il certificato di vaccinazione falso che Patrick Fischer aveva presentato così da partecipare alle Olimpiadi di Pechino, ha sporcato la reputazione di Swiss Ice Hockey e della Nazionale rossocrociata ormai a pochissimi giorni dallo scattare della rassegna iridata che si terrà proprio nella Confederazione. Trascorsa qualche ora in silenzio, Urs Kessler e soci hanno dunque cambiato rotta sollevando (con effetto immediato) il 50enne dall'incarico di allenatore. A prendere il suo posto sarà Jan Cadieux, che già doveva ereditare la panchina una volta concluso il Mondiale.
Il presidente della Federazione rossocrociata, appunto Kessler, ha dichiarato che «il caso è stato risolto dal punto di vista legale, ma ha scatenato una discussione pubblica sui valori e sulla fiducia che prendiamo seriamente. Per noi la fiducia e l’integrità sono fondamentali, abbiamo preso una decisione troppo frettolosa liquidando senza nessuna sanzione la questione. Si tratta di valori e rispetto, che sono essenziali per Swiss Ice Hockey e non sono invece stati rispettati da Fischer nel 2022». La massima istanza «si rammarica di non aver prestato sufficiente attenzione nella sua prima valutazione», ringraziando comunque il selezionatore per i suoi «indiscussi successi. Sotto la sua guida, la Nazionale si è sviluppata costantemente per oltre un decennio. È passata dall’ottavo al secondo posto nel ranking mondiale, vincendo tre medaglie d’argento e contribuendo in modo significativo a plasmare il panorama dell’hockey su ghiaccio svizzero», ha concluso il presidente.