Scattano sabato le semifinali, che nell'altra parte del tabellone vedono il Servette sfidare il Friborgo

Scattano sabato le semifinali dei playoff di National League, che vedranno impegnate le quattro squadre che occupavano le prime quattro posizioni già al termine della stagione regolare: il Davos affronterà lo Zurigo mentre il Friborgo se la vedrà col Servette.
Si tratta della decima volta – dopo l’introduzione della formula best of 7 – che a superare i quarti di finale sono proprio le quattro migliori formazioni della classifica. E per la quarta stagione consecutiva, nell'atto conclusivo, sarà presente una squadra romanda, visto che Ginevra e Gottéron – fra l'altro entrambe reduci da una serie prolungatasi fino alla settima partita – si affronteranno come detto fra loro.
I ginevrini, dopo aver eliminato nei quarti il Losanna nel derby del Lemano, paiono aver ritrovato il miglior apporto dalla loro prima linea finlandese. Miglior accumulatore di punti della stagione regolare a quota 54, Markus Granlund ne ha raccolti altri sette nell'ultima serie, tutti fra l'altro nel corso degli ultimi tre match. Jesse Puljujärvi, invece, ha segnato due reti in gara 6 e ha fornito un meraviglioso assist in occasione del settimo atto. Buono il rendimento in powerplay del Servette, con un tasso di riuscita del 32%, mentre quello del Friborgo ha fatto segnare un misero... 0% in ben 31 situazioni di superiorità numerica, pari a 54'11 con almeno un uomo in più degli avversari sul ghiaccio.
Il Gottéron, per contro, si è mostrato più solido a livello difensivo, con un boxplay assai efficace (91,43% di riuscita). C’è invece soltanto un 63,64% a favore dei ginevrini in questo particolare esercizio. Gran parte della forza difensiva dei Dragoni, va detto, sta nelle prestazioni del portiere Reto Berra, col 92,39% dei tiri parati fin qui nel corso dei playoff. Solo il suo omologo a difesa della gabbia dei Leoni – vale a dire Simon Hrubec – è riuscito a fare addirittura meglio, con un eccellente 95,7% di conclusioni respinte.
Per quanto attiene invece all'altra semifinale – quella come detto che metterà di fronte Zurigo e Davos – l'impressione generale è che si tratti in realtà di una finale anticipata fra i grigionesi, dominatori della regular season, e i tigurini vincitori degli ultimi due campionati, capaci di far fuori un solido Lugano nei quarti in sole quattro partite.
Nella stagione regolare, gli uomini di Josh Holden hanno battuto gli zurighesi tre volte su quattro, ma l'ottimo assetto difensivo (e l'eccellente Hrubec, come detto) – oltre al fatto che nei playoff i Lions hanno mostrato maggiore intensità rispetto ai mesi precedenti – metterà certo molta pressione addosso a un Davos che, da parte sua, non vince più un titolo dal 2015, quando conquistò il suo 31° e ultimo alloro. I grigionesi si sono mostrati più efficaci degli zurighesi nel powerplay (ben 37,5% d'efficacia).
Senza Enzo Corvi ormai da un po’, il Davos ha poi perduto anche Valentin Nussbaumer (strappo ai legamenti). Infortunatosi dopo uno scontro fortuito col suo compagno di squadra Rudolf Balcers, Sven Andrighetto pare ormai tornato al miglior livello. I giorni di pausa gli hanno senz’altro fatto bene. L’ala ha messo a segno sei punti (2 reti) in tre match. E Denis Malgin? Beh, quanto a lui, le cifre dicono 9 punti (3 gol) in quattro partite.
Scommettere contro lo Zurigo parrebbe insensato, anche se il Davos possiede, oltre al vantaggio del fattore campo, tutte le armi necessarie per mettere in difficoltà i Lions e per cercare di impedir loro di fregiarsi di un terzo titolo consecutivo, un exploit fra l'altro mai più riuscito a nessuno dopo che il Kloten si era imposto consecutivamente dal 1993 al 1996, quando mise in bacheca addirittura quattro campionati di fila.