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laR
 
05.12.2022 - 00:05

I due volti dell’Ambrì: ‘Vinto con le nostre forze e col gruppo’

Successo biancoblù con il Rappi nonostante le assenze e il brutto inizio. Mentre si avvicina la Spengler: ‘Atmosfera che non vediamo l’ora di rivivere’.

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Alla fine è festa biancoblù. ‘Difficile spiegare il primo tempo, ma poi abbiamo fatto un click’

Ambrì – L’Ambrì Piotta ha i suoi bei meriti nel successo contro il Rapperswil: il sacrificio difensivo e il cinismo in fase offensiva sono i principali. «Abbiamo avuto un paio di ferimenti e la penalità di partita di Zwerger, ma lì è uscito il carattere della squadra e siamo riusciti a controbattere, ognuno ha fatto il click ed è riuscito a dare qualcosa in più ed è funzionato. In sei contro cinque abbiamo giocato molto bene, non lasciandoli praticamente tirare, non abbiamo mai avuto paura di pagare l’errore davanti alla porta di Hofer e Chlapik», osserva Dario Wütrich.

Sull’altro piatto della bilancia ci sono invece i numerosi demeriti del Rapperswil (pur privo di Cervenka e Jensen), che nel primo tempo ha trascorso tantissimo tempo in attacco, senza però costruire un numero adeguato di occasioni e di reti e dal secondo tempo via, tutti i tiri sono usciti o sono stati fermati da Juvonen o da un suo compagno. «È difficile trovare un motivo per spiegare il primo tempo, spero che la prossima volta riusciremo a giocare per tre tempi, come abbiamo fatto negli ultimi due contro il Rapperswil, con compattezza e spirito competitivo. Senza Juvonen sarebbe diventato tutto molto complicato, la fortuna è stata dalla nostra parte, ma ce la siamo guadagnata».

Wütrich (che non giocava dallo scorso 5 novembre, proprio contro i Lakers) è stato schierato non come difensore, bensì come attaccante, ruolo nel quale è pure stato raggiunto da Kilian Zündel: «Mi sono divertito a giocare in attacco, anche se non sempre sapevo esattamente come posizionarmi, ma abbiamo lottato tutti assieme. È stato buffo giocare con Kilian, ma abbiamo avuto il sostegno degli attaccanti, abbiamo regolarmente discusso cosa avremmo potuto migliorare, non abbiamo magari combinato tantissimo, ma abbiamo provato a dare una nuova spinta alla squadra e tutto sommato non è andata male.

Tornare finalmente a giocare è stato molto bello, il ghiaccio mi è mancato molto nelle ultime settimane, non è stato facile ma ogni giorno ho provato a dare il meglio in allenamento».

Luca Cereda ha visto l’Ambrì che voleva: «Sono contento per la squadra, non avevamo iniziato male, ma siamo andati in difficoltà dopo l’1-0 faticando a contenerli e a recuperare dischi, ma i ragazzi sono stati bravi a reagire e a bloccare una marea di tiri. Anche la bagarre di Zwerger ha risvegliato un po’ tutti. Nel momento difficile, anche a livello d’assenze, sono uscite le nostre forze e i difensori ci hanno dato una bella mano».

Come mai la scelta di schierare Wütrich in attacco? «È un bravo ragazzo e un guerriero, si è meritato questa chance, era da un po’ che non giocava, ma si è sempre comportato in modo esemplare. Volevamo avere un jolly in modo che se fosse accaduto qualcosa in difesa avrebbe potuto dare una mano, invece abbiamo avuto il problema opposto ed è andato vicino a segnare. Noi vinceremo sempre come squadra e lui o Zündel si sono messi a disposizione del gruppo». Certo è che Kostner (uscito nel primo tempo) e Kneubuehler (a inizio secondo) avrebbero fatto comodo: «In attacco siamo in pochi, lo sappiamo da inizio stagione, speriamo di poterli avere il prossimo weekend. Cerchiamo soluzioni, al posto di pensare ai problemi».

In fase offensiva comunque i biancoblù hanno tratto il massimo: «Già contro il Losanna avevamo colpito due traverse nel primo tempo e poi loro avevano segnato due volte con l’aiuto del palo, oggi i ragazzi sono stati bravi a sputare sangue per guadagnarsi quella fortuna, come abbiamo visto nei primi due gol».

Nel secondo tempo, il fallo di Tobias Fohrler è stato visionato dagli arbitri per una possibile penalità di partita, hai temuto di perdere anche lui? «No, perché mi sembrava che il disco fosse lì tra i piedi di Noreau che lo stava cercando e lui è arrivato con troppa carica, i due minuti sono sicuramente giusti».

A Davos con Sarijärvi

Al terzo tentativo sembra veramente essere tutto pronto per la 94esima edizione della Coppa Spengler, come conferma il presidente dell’organizzazione Marc Gianola: «Un anno fa c’erano stati problemi e forfait, come quello dell’Ambrì o del Team Canada. Abbiamo mantenuto la speranza di giocare fino all’ultimo momento e quest’anno le circostanze sono diverse, non abbiamo mai avuto pensieri negativi. Lavoriamo tutto l’anno per la Spengler e per la prima volta giocheremo nello stadio rinnovato», tuttavia come sottolinea il dottor Walter Kistler «la sicurezza assoluta non esiste, ma al momento non sembra essere in vista una nuova variante».

Dal punto di vista sportivo l’Ambrì sarà inserito nel gruppo con Örebro e Ifk Helsinki, mentre Davos e Team Canada se la vedranno con lo Sparta Praga. «La mia esperienza dice che le leghe da cui provengono le squadre sono molto equilibrate – osserva il direttore sportivo Freddy Pargätzi –, poco importa la posizione delle squadre in classifica».

Per l’Ambrì sarà un ritorno dopo l’edizione del 2019. «È stata un’ottima esperienza – ricorda Cereda –, in Svizzera siamo cresciuti guardando la Spengler ed esserne parte è stata una grande esperienza e un’atmosfera magica che non vediamo l’ora di rivivere. Bisognerà anche gestire le energie ogni partita è una nuova sfida, vogliamo goderci ogni momento e vogliamo anche imparare qualcosa dai nostri avversari. Come l’ultima volta vogliamo portare entusiasmo ed emozioni per i nostri fan e per tutti gli appassionati di hockey, andando il più avanti possibile». I biancoblù saranno tra l’altro rinforzati dal difensore del Langnau Vili Sarijärvi, mentre il Davos potrà contare su Andrew Rowe, Aleksi Saarela e Marc Michaelis. Il Ds dei gialloblù Jan Alston ha due auspici: «Spero che Ambühl diventi il giocatore con più gol nell’era moderna della Spengler, segnando il dodicesimo. Siamo eccitati all’idea di tornare a giocare il torneo, vogliamo vincerlo, cosa che ci manca dal 2011. Sarebbe bello regalare questa gioia ai tifosi e alla comunità davosiana».

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