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27.04.2022 - 22:30
Aggiornamento: 23:42

Incontenibile Dario Simion: la finale è rilanciata

Una tripletta dell’attaccante valmaggese dello Zugo riapre la sfida con lo Zurigo, che poteva chiudere i conti e invece dovrà andare a gara 6, venerdì

Lo Zugo non è morto, mentre la finale che assegna il titolo è più viva che mai. Con la squadra di Dan Tangnes che, di ritorno alla BossardArena, forte del primo punto guadagnato lunedì all’Hallenstadion, sin dai primi minuti mostra le cose migliori, soprattutto sul piano offensivo, come dimostrano i 16 tiri a 8 alla fine del primo periodo. Tuttavia, anche lo Zurigo riesce a crearsi un paio di buone occasioni, come quella capita nel finale a Krüger, col disco che rimbalza sulla parte superiore della porta difesa da Genoni. Ed è proprio negli istanti conclusivi che la frazione s’infiamma: Suri e Pedretti a meno di un minuto dalla pausa si scontrano all’ingresso del terzo dello Zurigo, e l’attaccante dello Zugo cade a terra urlando, prima di provare (invano) a riguadagnare la panchina a carponi, vittima evidente di un serio problema al ginocchio. Gli arbitri decidono di punire l’attaccante dei Lions con una penalità di partita (pur se, rivedendo la scena, l’impressione è che sia trattato piuttosto di uno scontro fortuito), scatenando l’ira del coach svedese Rikard Grönborg. Quest’ultimo, però, dovrebbe piuttosto prendersela con il proprio difensore Yannick Weber, che qualche secondo dopo decide di colpire Grégory Hofmann nientemeno che con una bastonata a due mani, costringendo i suoi a restare sul ghiaccio in tre. Lo stesso Hofmann a due secondi dal 20’ si fa bloccare un tiro a botta sicura da Jakub Kovar, che compie un miracolo con il guantone. Pur se, in verità, il vero miracolo lo realizzano i suoi compagni di squadra, il cui lavoro è a dir poco encomiabile: dapprima riescono a superare la doppia inferiorità numerica senza incassare reti, poi fanno lo stesso anche nella parte restante dei cinque minuti inflitti a Pedretti, sanzione scontata in panchina da Chris Baltisberger. Quella ghiotta occasione sprecata i campioni svizzeri rischiano di rimpiangerla a lungo. Anche perché poco dopo lo scoccare di metà partita un disco perso da Gross in uscita del terzo difensivo spiana la strada a Denis Malgin, che non poteva chiedere di meglio: il venticinquenne topscorer solettese brucia lo svedese Hansson, poi si presenta davanti a Genoni e non gli lascia scampo. Per il topscorer dello Zurigo è il nono gol di questi playoff, soprattutto già il settimo punto di questa finale. Lo Zugo accusa il colpo, mentre la squadra di Grönborg ha le ali ai piedi, e nonostante sia costretta a girare a soli undici attaccanti (oltre a Pedretti, anche lo svedese Krüger esce di scena, ma per infortunio), si crea alcune ottime chance per raddoppiare, come quelle capitate sul bastone di Sigrist. Allo Zugo, invece, basta poco per tornare in partita: nonostante in pista ci sia la ‘paradesturm’ zurighese, la rapida transizione sull’asse Hansson-Herzog-Kovar apre il gioco sul lanciatissimo Dario Simion, e l’attaccante ticinese trova il modo di bucare Jakub Kovar con un polsino sul primo palo, al 37’59’’.

In avvio di terzo tempo lo Zurigo deve stringere i denti per superare altri due minuti di inferiorità numerica (stavolta per un disco in tribuna di Phil Baltisberger sul finire del secondo periodo), ma il powerplay della squadra di Dan Tangnes fatica a trovare le linee di tiro. Scampato il pericolo, come già nel tempo di mezzo lo Zurigo poco dopo va vicinissimo al gol, ma Sigrist (ancora lui) riesce soltanto a toccare sul palo nonostante davanti si trovi a porta vuota. Poi tocca ai padroni di casa dover fare i conti con le inferiorità numeriche: prima finisce fuori Marco Müller per una trattenuta, poi Zehnder per una carica alla balaustra. E i Tori non soltanto riescono a superarle entrambe, ma sulla seconda, a 8‘44’’ dal sessantesimo, riescono addirittura a segnare il 2-1: Chris Baltisberger e Noreau corrono appresso al disco, mentre Jan Kovar e Simion trovano il modo per crearsi il varco davanti al portiere ceco dello Zurigo, nuovamente trafitto dalla ventisettenne ala valmaggese, al 51’16’’. Una sberla, per Grönborg e i suoi uomini, che nei minuti che a due minuti e mezzo dalla fine decidono naturalmente di togliere il portiere, ma invece del pareggio arriva il terzo gol dello Zugo. A firma, inutile dirlo, Dario Simion (al suo terzo gol in una sera, e il sesto in questa postseason), prima del definitivo 4-1 di Jan Kovar, ancora a gabbia sguarnita.

Zugo - Zsc Lions (0-0 1-1 2-0) 4-1
Reti:
30’51’’ Malgin 0-1. 37’59’’ Simion (Kovar, Herzog) 1-1. 51’16’’ Simion (Kovar/esp. Zehnder!) 2-1. 57’46’’ Simion (Kovar/a porta vuota) 3-1. 58’49’’ Jan Kovar (a porta vuota) 4-1.
Zugo: Genoni; Schlumpf, Kreis; Djoos, Gross; Hansson, Stadler; Cadonau; Simion, Jan Kovar, Herzog; Klingberg, Müller, Hofmann; Zehnder, Senteler, Suri; Allenspach, Leuenberger, Bachofner; De Nisco.
Zsc Lions: Jakub Kovar; Noreau, Marti; Phil Baltisberger, Geering; Weber, Kivistö; Trutmann; Denis Hollenstein, Malgin, Andrighetto; Azevedo, Krüger, Bodenmann; Pedretti, Sigrist, Diem; Chris Baltisberger, Schäppi, Aeschlimann; Sopa.
Arbitri: Lemelin (Usa), Hebeisen; Obwegeser, Fuchs.
Note: 7‘200 spettatori (tutto esaurito). Penalità: 2 x 2’ contro lo Zugo; 3 x 2’ + penalità disciplinare di partita (Pedretti, al 19‘16’’) contro gli Zsc Lions. Zurigo senza Morant (infortunato), Quenneville e Roe (stranieri in soprannumero). Zugo dal 19’16’’ in pista senza Suri (botta al ginocchio). Zurigo da metà partita senza Krüger (uscito per infortunio). Al 57’33’’ timeout chiesto dallo Zurigo, che gioca senza portiere fino al 57’46’’ e poi dal 58’06’’ al 58’49’’.

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