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25.01.2022 - 22:24
Aggiornamento: 23:50

A Zugo un martedì pazzo, che al Lugano frutta un punto

Serata incredibile alla BossardArena, in cui succede di tutto, decisa da Hansson al supplementare. Con i bianconeri che, però, perdono Schlegel

a-zugo-un-martedi-pazzo-che-al-lugano-frutta-un-punto
Suri batte Fatton per l’1-0, dopo che il neocastellano era entrato a partita in corso per lo sfortunato Schlegel (Keystone)

Un inizio da incubo. Per il Lugano ma soprattutto per Niklas Schlegel, il portiere zurighese dei bianconeri che già al terzo minuto s’accascia al suolo sul ghiaccio della BossardArena, apparentemente per un problema muscolare dopo un tiro dalla distanza di Claudio Cadonau. Scena che a Chris McSorley, e non soltantoo a lui, avrà senz’altro fatto tornare alla mente l’incidente occorso già lo scorso autunno al proprio portiere titolare, costretto a star fuori per settimane dopo un problema al muscolo flessore accusato durante il primo derby, a inizio ottobre.

Così, subito in avvio il tecnico del Lugano si vede costretto a sostituire Schlegel con la riserva Fatton. Il quale si erge subito a protagonista, ma purtroppo per lui in negativo: nel tentativo di velocizzare un rilancio sul finire di una superiorità numerica, dopo un bastone alto di Kovar su Josephs, il giovano neocastellano esce dalla sua zona per raccogliere il puck ma manca completamente il rinvio, servendolo a Sven Leuenberger, il quale prolunga poi per Kovar, prima del tocco decisivo tra i gambali di Suri: è il vantaggio dello Zugo al 9‘12’’. Non passa che un minuto, e sempre tra i gambali, Fatton viene superato una seconda volta, quando Senteler ruba il tempo a Elia Riva e si presenta indisturbato nel terzo avversario per il raddoppio, al 10’15’’. E non è finita lì: all’11’54’’ Allenspach serve un puck all’indietro, e la conclusione dello svedese Hansson buca nuovamente il ventenne portiere neocastellano, che prova invano ad allungarsi per togliere il disco dalla linea di porta, senza riuscirci. Tre gol in poco più di due minuti e mezzo, insomma, per un Lugano che, oltretutto, in avvio non aveva per nulla demeritato. Ma che, almeno, negli ultimi scampoli del primo tempo trova il modo di rialzare la testa, grazie a un gran tiro di Thürkauf all’incrocio dei pali che non lascia scampo a Genoni.

È quel gol, alla fine, a tener viva una serata iniziata nel peggiore dei modi. Infatti il Lugano nel secondo periodo torna in pista con grandissima determinazione, e al 6‘09’’, dopo non aver sfruttato una penalità inflitta a Wüthrich per una carica a Morini, i ticinesi trovano anche una seconda rete. Con Herburger, che in qualche modo riesce a far passare il puck tra le gambe di Genoni. Il fischio degli arbitri, però, è intempestivo degli arbitri, infatti arriva quando il puck sparisce dalla loro vista sotto il corpo del portiere dello Zugo: i direttori di gara decidono comunque di andare a rivedere le immagini tivù, ma lo fanno soltanto per capire con certezza in quale momento esatto il gioco venisse interrotto, e purtroppo per il Lugano ciò avviene prima che il puck varcasse la linea di porta. Alla fine, però, il secondo gol ticinese arriva. Ed è davvero meritato, perché Arcobello e compagni nel periodo centrale fanno indubbiamente di più: ad incaricarsi di portare il puck nel terzo è Troy Josephs, il quale salta con eleganza Kovar e poi, quando il puck arriva davanti alla porta, Daniel Carr sorprende Genoni con una conclusione in backhand, al trentottesimo minuto spaccato.

Andati alla pausa con un uomo in più dopo un‘ostruzione fischiata a Schlumpf, i bianconeri tornano sul ghiaccio con 57‘’ di superiorità numerica, nei quali sostanzialmente non succede nulla. Al 42’51’’, invece, succede di tutto. In un istante che dura un’eternità. Dopo che Troy Josephs, da sotto misura, riesce infine a correggere in rete un tocco sulla porta di Daniel Boedker: è il gol del pareggio. O meglio: sarebbe il gol del pareggio. Invece, alla fine, gli arbitri l’annullano. Dopo essere andati a verificare una prima volta la regolarità del tocco del canadese, confermata dalle immagini tivù. I bianconeri, però, non fanno neppure a tempo a esultare che lo staff tecnico dello Zugo chiede il coach challenge, per verificare se l’azione fosse viziata da un’ostruzione sul portiere, e gli arbitri alla fine annullano la rete. La seconda non concessa ai bianconeri, in una partita a dir poco incredibile. Che poi precipita definitivamente a dieci minuti dal termine, quando Klingberg s’invola sulla sinistra di Fatton, e lo coglie di sorpresa con un tiro incrociato dalla distanza: è il pesantissimo gol del 4-2, per un Lugano che non merita certo di finire la propria serata così. Difatti, al 52’41’’ i ticinesi – e per l’ennesima volta – tornano in partita: incredibile leggerezza di Samuel Kreis, che mette il più pericoloso dei dischi davanti al proprio portiere, su cui Daniel Carr s’avventa come un falco prima di sparare un missile nel ’sette’. A quel punto più che mai, Fazzini e compagni ci credono. Anche perché a 3‘19’’ dal sessantesimo Klingberg si fa buttare fuori per una trattenuta: McSorley a quel punto decide di giocarsi il tutto per tutto, togliendo dai pali Fatton al 56’46’’. Finché, in un silenzio tombale, dopo una serie di batti e ribatti davanti a Genoni, Romain Loeffel trova il tiro che vale il pareggio a 2’12’’ dalla fine.

Così, in una BossardArena in cui non si sente volare una mosca, a decidere tutto sono i cinque minuti supplementari. Dove ai padroni di casa basta però un disco, quello di Hansson, con i bianconeri che si fanno sorprendere, e lo svedese si presenta da solo davanti a Fatton, per il definitivo 5-4.

Zugo - Lugano (3-1 0-1 1-2 1-0) d.p. 5-4
Reti:
9’12’’ Suri (Kovar, Leuenberger) 1-0. 10’15’’ Senteler 2-0. 11’54’’ Hansson (Allenspach) 3-0. 19’21’’ Thürkauf (Guerra, Fazzini) 3-1. 38’00’’ Carr (Josephs) 3-2. 50’41’’ Klingberg 4-2. 52’41’’ Carr 4-3. 57’48’’ Loeffel (esp. Klingberg, a 6 contro 4) 4-4. 60’14’’ Hansson (Kovar) 5-4.
Zugo: Genoni; Schlumpf, Kreis; Cadonau, Djoos; Hansson, Nussbaumer; Wüthrich; Simion, Kovar, Hofmann; Klingberg, Senteler, Zehnder; Martschini, Marco Müller, Herzog; Suri, Leuenberger, Allenspach.
Lugano: Schlegel (dal 3’00’’ Fatton); Mirco Müller, Loeffel; Alatalo, Riva; Guerra, Chiesa; Wolf; Josephs, Thürkauf, Carr; Boedker, Arcobello, Morini; Bertaggia, Herburger, Fazzini; Vedova, Walker, Stoffel; Traber.
Arbitri: Lemelin (Usa), Urban; Fuchs, Gnemmy
Note: 6’602 spettatori. Penalità: 5 x 2’ contro lo Zugo; 1 x 2’ contro il Lugano. Tiri in porta: 31-40 (9-6, 10-21, 11-12, 1-0). Zugo senza Bachofner, Stadler, Gross (infortunati) e Lander (straniero in soprannumero); Lugano privo di Herren (infortunato) e Nodari (in soprannumero). Al 26’09’’ rete non concessa a Herburger dopo analisi delle immagini tivù (gioco già interrotto). Al 42’51’’ gol non convalidato a Josephs dopo coach challenge chiesto dallo Zugo (ostruzione sul portiere). Lugano senza portiere dal 56‘46’’ al 57’48’’. Premiati a fine partita, quali migliori giocatori in pista, Suri e Carr.

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